LE OFFESE DELL’ING. RIILI A LA CIVETTA DI MINERVA E LA RISPOSTA DELLA NOSTRA DIRETTRICE

Avrei evitato volentieri questa risposta all’aggressione verbale scomposta, volgare e ingiustificabile dell’ingegnere Massimo Riili che, credo sia importante dirlo, conosco da tempo e con cui mi sono a volte confrontata. Purtroppo non posso esimermi, come ho invece scelto di fare in privato ignorando alcuni suoi messaggi, perché nel momento in cui si scrive pubblicamente che il giornale che io dirigo dopo il mio maestro, il Direttore Franco Oddo, è “pieno di spazzatura”, si offende tutti quelli che ci scrivono e che ci hanno scritto, si offende una storia di cui in verità noi siamo molto orgogliosi. Una storia che non ho interesse a ricordare perché è nota a chi ci segue, e apprezza, e che probabilmente interesserebbe poco tutti gli altri.

Non è mai stato nel mio stile scegliere lo stesso livello di chi attacca e cerca di screditare, di gettare fango, di infamare. Lo ritengo infantile, inconducente. Sono sempre stata convinta che ognuno di noi si qualifica per ciò che fa e ciò che dice nel tempo. L’ingegnere Riili non è nuovo a queste cadute di stile. Forse non è pienamente consapevole della portata (della gravità oggettiva) delle parole con cui sferza (crede di sferzare, o intimorire?) chiunque: dai poveracci che vivono in case popolari dagli infissi di alluminio che non dovrebbero protestare se lui costruisce davanti alle loro abitazioni, anzi forse ringraziarlo e omaggiarlo; agli ambientalisti cialtroni e isterici; ai tecnici della Soprintendenza incompetenti; ai giornali scandalistici che per fortuna “leggono in pochi” (ma tra i pochi c’è lui, neanche fosse un obbligo).

Ma è un problema tutto suo, e purtroppo di chi da lui si fa rappresentare. Sarei curiosa infatti di sapere cosa pensano in merito tutti gli imprenditori siracusani che sono nell’associazione nazionale della categoria e che lo hanno nominato loro presidente. Se conoscono e condividono queste modalità di esprimere dissenso nei confronti di convinzioni certo lontane dalle proprie ma sicuramente da considerare legittime.

Noi continueremo con coscienza e serenità il nostro lavoro di osservatori e narratori critici della realtà. Ringraziamo i nostri “quattro” lettori (sperando che siano come i 25 di manzoniana memoria) che ci  seguono, ci apprezzano e incoraggiano ad andare avanti nel nostro impegno verso la legalità, la tutela dei diritti, la salvaguardia del territorio, la difesa degli ultimi e di chi non ha voce.

Marina De Michele

 

 

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