L’espansione urbanistica presente a sud della città di Siracusa ha profondamente modificato i regimi idraulici del territorio della pianura costiera. Le naturali e lievi pendenze del terreno sono diventate il problema principale rispetto al deflusso delle acque meteoriche che in origine sfociavano in mare. I cambiamenti apportati dalle costruzioni sorte negli ultimi trent’anni lungo le coste sono causa oggi degli allagamenti di tutti i terreni agricoli , e non, di un ampio territorio qual è quello delle contrade Isola, Fanusa, Arenella, di natura prevalentemente argillosa e dunque incapace di drenare naturalmente le acque. Notevoli superfici di territorio sono state non soltanto impermeabilizzate ma sono stati, senza rispetto della secolare tradizione contadina, ostruiti tutti i canali e fossati a cielo aperto, sapientemente realizzati e costantemente manutenzionati dagli agricoltori di un tempo, che conducevano le acque superficiali a mare.
L’assenza di una pianificazione urbanistica del territorio costiero che, sino al Piano regolatore del 1976, era limitato alla sola contrada di Fontane Bianche, dove si prevedevano possibilità edificatorie residenziali, favorirono, insieme al benessere economico diffuso dei siracusani, il boom edilizio degli anni ‘70 fatto di costruzioni per seconde case, sia regolari che abusive, sorte non solo sul mare ma anche nell’entroterra agricolo.
![]()
L’opportunità offerta dalle leggi di sanatoria edilizia hanno consentito ai tanti (regolari o meno) il rilascio di titoli abitativi sulle costruzioni che hanno imposto in seguito al Comune di regolarizzare le lottizzazioni edilizie di fatto, attraverso piani di recupero urbanistico, che dovevano realizzare le opere pubbliche per fornire ai residenti tutti i servizi previsti dalle normative vigenti.
A causa del passaggio del ciclone del 28 e 29 ottobre e prima ancora del nubifragio che ha colpito Siracusa il 22 ottobre u.s., la pioggia caduta in quantità eccezionale, non ha trovato altro sbocco che le strade comunali e provinciali diventate il recapito privilegiato, coinvolgendo anche la condotta fognaria della città e delle zone balneari , oltre a causare l’esondazione di torrenti e fiumi non manutenzionati del territorio costiero. Si è interrotta per allagamento la viabilità turistica, ancora oggi di competenza della Provincia (SP 104 Ognina Fontane Bianche e SP 58 per l’Arenella). I resort turistici presenti nella zona Arenella ed Asparano, sono stati evacuati per le conseguenze degli allagamenti interni, e le mancate manutenzioni dei corsi d’acqua pubblici, di competenza del Genio Civile, hanno causato il rallentamento del deflusso delle acque meteoriche ancora oggi visibile a distanza di 10 gg. dal verificarsi dei nubifragi.
![]()
![]()
Le opportunità concesse alle costruzioni residenziali in zona agricola continuano ad interessare la contrada Isola che essendo la più prossima alla città è da sempre sede di residenze, in espansione, in terreni prima occupati dall’agricoltura. Ma proprio dove questo è accaduto, come nei terreni non ancora edificati siti all’inizio di Via Lido Sacramento, l’uragano ha causato allagamenti e l’acqua superficiale che ancora oggi vi ristagna non ha sbocchi, non trova canali di sgrondo ed è causa degli allagamenti di tutti gli scantinati delle ville della zona che continuano ad aspirare con le idrovore l’acqua della falda che è così superficiale da invadere tutta la zona residenziale.
Oltre al fenomeno dell’urbanizzazione costiera senza regole, si è assistito alla diffusione di una nuova agricoltura che ha sostituito le coltivazioni arboree, un tempo diffuse in queste contrade, con le coltivazioni ortive da pieno campo. È risaputo che gli alberi sono vegetali più complessi delle specie erbacee e per le loro esigenze nutritive sono capaci di assorbire notevoli quantità di acqua dal terreno attraverso gli apparati radicali con un rapporto anche di 10 a 1 a seconda della specie. Gli agrumi per esempio nel periodo autunnale hanno altissimi fabbisogni d’acqua e di conseguenza la assorbono per il loro fabbisogno. Se invece i terreni sono nudi, perché in attesa di essere seminati o sono coltivati ad ortaggi freschi, nelle prime fasi di coltivazione, non assorbono neanche un millimetro in più di acqua piovana che superi la quantità che il terreno, per i suoi caratteri intrinseci, è capace di assorbire naturalmente (velocità di infiltrazione o permeabilità, quantità di sostanza organica ecc.). La permeabilità dei suoli è un carattere fisico associato alla tessitura dei terreni. Quanto più è elevata la componente dell’argilla rispetto alla sabbia ed al limo, tanto più bassa è la permeabilità di un terreno. Ma la capacità di assorbimento profondo delle acque superficiali è condizionato anche dalle pendenze dei terreni agrari che ne facilitano lo scorrimento superficiale.
Allora è tutto chiaro: I terreni delle contrade Isola, Arenella e Fanusa sono tendenzialmente argillosi, sono quasi pianeggianti (leggere pendenze), sono poco profondi e poggiano spesso su argille impermeabili. Questo lo sapevano bene i contadini di una volta i quali per rendere possibile l’attività agricola in questi ambienti ostili, avevano creato una fitta rete di fossati e canali capaci di allontanare in tempi brevi le acque meteoriche dai propri terreni convogliandole nel rispetto della geomorfologia del territorio e delle pendenze naturali direttamente a mare e senza disastri, dopo il naturale drenaggio offerto dal passaggio in canali ripuliti e non ostruiti dalla spazzatura quali sono adesso. Abbiamo smarrito i sani principi della geopedologia e dell’agronomia sposando i principi dell’urbanizzazione senza regole e dell’economia da rapina che privilegiano la ricerca di quelle coltivazioni, come le ortive da pieno campo, che possano garantire massimi profitti in tempi brevi utilizzando tecniche di coltivazione super meccanizzate che non mantengono la fertilità dei terreni nel lungo periodo.
![]()
In sintesi le trasformazioni del paesaggio costiero operato sia dall’edilizia residenziale che dall’attività agricola intensiva, sono la concausa dei disastri idrologici delle contrade Isola, Arenella e Fanusa che versando già in situazioni di fragilità, hanno subito i maggiori danni a causa degli eventi meteorici che hanno raggiunto maggiore intensità proprio in prossimità del mare dove si è abbattuto il ciclone Apollo. Tale consapevolezza deve indurre ad un’azione sinergica dei soggetti pubblici in primo luogo, Comune, Provincia, Genio Civile, Protezione Civile, Siam e tutti i soggetti decisori che in un tavolo tecnico congiunto progettino gli interventi strutturali adeguati garantendo la salvaguardia di un territorio bellissimo ma estremamente squilibrato.
Lo strumento normativo esiste da tempo e si chiama Piano di Recupero Urbanistico che potrebbe rendere compatibile l’edificato costiero con il mantenimento dell’attività agricola salvaguardando entrambi e soprattutto il paesaggio nel suo complesso. Gli interventi infrastrutturali necessari devono sopperire alla mancanza delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, legate allo sviluppo pregresso delle residenze in zone prive di una precedente pianificazione urbanistica. Vanno progettate le strade che devono essere percorse in sicurezza senza diventare corpi ricettori di acqua, così come le aree verdi pubbliche in atto negate e realizzate solo grazie ai privati residenti e va potenziato il sistema fognario ed acquedottistico. Ridurre il consumo di suolo è obiettivo principale di ogni pianificazione di livello sovraordinato, che sia il piano paesaggistico provinciale che di livello comunale, come i piani urbanistici. Solo affrontando con una visione contemporanea il tema delle rigenerazione dell’edilizia esistente sarà possibile armonizzare campagne e residenze evitando altri danni causati dagli eventi meteorici avversi che con molta probabilità si ripeteranno anche nei prossimi anni.

Commenti recenti