Per le pensioni medio basse nella Finanziaria non c’è un euro. È ciò che Draghi non dice, ma difatti è, nella sua riforma pensionistica: “Si deve andare in pensione a 67 anni, e poi far giungere a 70 gli attuali giovani” (che vedranno assegni molto più bassi ndr).
Pensate a lavoratori quali carpentieri, turnisti, ecc. in che modo giungeranno ai 67, 70 anni? So del lavoro del turnista in fabbrica: a quell’età è davvero massacrante specie per il turno notturno (22,00/6,00) che significa raggiungere il posto di lavoro, in qualsiasi condizione di tempo, partendo ore prima fra viaggio e consegne di turno e così per l’ulteriore tempo all’uscita fino a casa.
Non è una vita da lavoratore perché si altera il ciclo biologico e la qualità di vita è molto scadente. Eppure il migliore dichiara alla stampa: “Siamo molto soddisfatti di questo provvedimento; alla fine del Consiglio c’è stato un applauso”. Da decisionista ferreo, quasi lasciando intendere di essere stanco della lunga discussione, ha anche lasciato l’incontro con il sindacato “per altri impegni” forse sicuro che nessuno arriverà a dargli grande fastidio, al più la minaccia di sciopero generale.
Ma quale ricaduta avrà nella nostra realtà una riforma come quella prospettata? Si tratta di un “ritocco pensionistico” che non tiene alcun conto della penosa realtà della nostra provincia con il 24% di disoccupati e un tessuto economico a pezzi. La media pensioni Inps nella provincia di Siracusa è di 520€ e i pensionati (oltre 100.000 su una popolazione di 400.000 individui) rappresentano ben il 40%. I dati attestano però con evidenza che la maggioranza di loro vive con un assegno di parecchio inferiore perché dobbiamo conteggiare le migliaia di pensionati provenienti dal pubblico impiego (insegnanti, ospedalieri, medici, uffici, ecc.) e polo industriale con assegni superiori ai 1.500€. Quindi il calcolo corretto è di 360€ come dichiara il rapporto 2020 del Sole 24ore.
Ha aggiunto il migliore: Facciamo questa scelta perché poi gli anziani che vanno in pensione presto (prima dei 67 anni) continuano a lavorare in nero togliendo il lavoro ai giovani.
Un convincimento altamente ingannevole perché chiunque comprende che non c’è nulla di automatico tra un anziano che lascia il lavoro e un giovane che prende il suo posto; inoltre da noi anche di lavoro nero non ce n’è abbastanza per colmare la grande disoccupazione giovanile (50%).
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I giovani, impiegati in maggioranza nel turismo e nella grande distribuzione organizzata, lavorano con una retribuzione media mensile di 550€ legata a pochi diritti. Le statistiche attestano che a Siracusa c’è una buona fetta di giovani che non studia né cerca un lavoro pur se in nero (97ma posizione secondo lo stesso report 2020). Così il peso economico di un nucleo familiare è molto spesso tutto sul capo famiglia con un lavoro precario, cui si aggiunge la pensione certa del nonno che dà una mano in casa, mentre la moglie è in cerca di un altro lavoro saltuario. C’è una questione che svela la falsità del presidente migliore: quando dice che la sua è una manovra altamente positiva. Sa perfettamente che sarà invece fortemente recessiva, e antieconomica maggiormente per il sud. Gireranno meno soldi dove c’è più povertà. Come a Siracusa che da tempo è in profonda discesa su tutti gli indicatori. Anni fa, quando era al governo, Monti nell’ottica dei tagli richiesti da Draghi, allora presidente della banca centrale europea, ordinò all’Inps di diminuire di 100 milioni le uscite. Fu così che si ebbero tagli di personale nel settore informatico ponendo in cassa integrazione un certo numero di dipendenti, ciò portò l’istituto a spendere 100 milioni per questa operazione (le somme delle casse integrazioni non provengono dall’Inps?) e alla diminuzione di quel servizio a danno dei cittadini. Ulteriore conseguenza fu il calo di somme nelle tasche dei cassaintegrati con la loro minore propensione ai consumi che a catena produsse ulteriori danni fino a un maggiore sfruttamento dei lavori in nero. C’è poi da sommare anche i costi sociali, fra spese ospedaliere, farmaci, ecc. (tratti sempre dagli stessi citati report). La finale di questa operazione che sembrava solo un piccolo taglio di spesa è stata un aggravio di spesa pubblica senza nessun vantaggio. Alla faccia dell’allora grande economista Monti un tecnico chiamato per evitare il tracollo economico dell’Italia. Questa nuova riforma diventa allora un ulteriore attacco alla già povera situazione socioeconomica di Siracusa per i prossimi anni. La classe agiata con alto reddito e pensione potrà approfittare della situazione decidendo per un ribasso sui lavori in nero o saltuari. Anche ora i Paesi forti dell’UE sono, insieme ai banchieri, ancorati alla politica economica dell’austerità che da anni è fallimentare anche verso interi Stati (Grecia). Le grandi somme decise dal recovery si muovono in questa direzione, ciò significherà ulteriori periodi di lacrime e sangue per la nostra realtà. Nel PNRR è scritto in chiaro: la condizione delle somme passa attraverso il taglio della spesa pubblica, riduzione della spesa pensionistica, e via dicendo.

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