Paolo Ficara (M5S): “È necessario che il nostro sistema portuale sia al centro di un serio dibattito”

L’ADSP della Sicilia Orientale, comprendendo i porti di Messina, Milazzo, Tremestieri e dello Stretto insieme a quelli di Catania, Augusta, Siracusa e Pozzillo, andrà a fare sistema.

È ciò che afferma l’on. Paolo Ficara del Movimento 5 Stelle.

L’attuale circoscrizione della locale AdSP risulta incoerente con le previsioni del relativo regolamento UE che valorizza questi porti in funzione della rete trans-europea dei trasporti (TENT) e dei corridoi intermodali, uno dei quali, Helsinki-Valletta, non può non interessare lo scalo di Pozzallo, dove sono attestati i principali collegamenti con Malta. Oggi, il porto di Pozzallo movimenta più di 1.500.000 tonnellate annue. C’è il complesso portuale della città di Siracusa che oltre ad annoverare uno dei più importanti pontili industriali d’Europa, può ospitare nelle sue due aree portuali circa 1.000 imbarcazioni e questo fa di Siracusa un ampio porto della nautica da diporto. Inoltre, essendo banchinati con moderni criteri sono in grado d’assolvere a tutte le funzioni che gli scali meridionali della Sicilia svolgono (approdo navi crocieristiche, porta-containers alimentari, traghetti) oltre alla sua invidiabile posizione riguardo alle rotte per il continente africano. C’è poi il recente stanziamento di 18 milioni per l’elettrificazione delle banchine del Porto Grande che permetterà di continuare il percorso di ammodernamento/efficientamento del porto. In quest’ottica, una “governance” degli scali affidata all’Autorità di Sistema portuale potrebbe supportare e garantire una più efficiente gestione portuale rispetto all’attuale amministrazione affidata all’Ente Regione.

Il suo è quindi un invito a un cambio di rotta rispetto al passato.

Assolutamente sì, la proposta del mio decreto, in cui faccio rientrare i porti da Pozzallo a Messina nell’autorità di sistema all’interno dell’AdSP della Sicilia Orientale vuole cambiare rispetto ad anni fa. Oggi si deve parlare d’autorità di sistema non più una concorrenza fra Augusta, Catania e Pozzallo, la competizione deve essere verso gli altri porti italiani, sud Europa e Nord Africa perché sta cambiando enormemente la situazione nella portualità nel Mediterraneo.

C’è anche la problematica del porto rifugio di S. Panagia in questa sua proposta.

Difatti, e ciò fa capire il senso di questa mia proposta: abbiamo un importante porto rifugio che serve a gestire notevoli traffici, avrebbe bisogno di un’immediata manutenzione da parte della regione finora assente nonostante quell’approdo gli apporti risorse. Ora tutto ciò non potrà più avvenire perché le risorse che arriverebbero si dovranno utilizzare sul territorio.

Non si potrebbe pensare che sia un salto nel buio davanti a realtà consolidate?

Conosciamo le diatribe fra i vari porti, ma l’attuale situazione impone il fare sistema se non vogliamo essere perdenti. Questo è un anacronismo. Sin qui è costato troppo, in termini d’occasioni e investimenti di sviluppo, ora c’è bisogno di farsi sistema per affrontare e tenere la prova del confronto internazionale. Nel Mediterraneo, i nostri porti non possono essere spettatori ma protagonisti a tutti i livelli: commerciale, passeggeri, cantieristica e logistica. Allargando la circoscrizione dell’AdSP si doteranno anche i porti di Siracusa e Pozzallo di un’adeguata provvista finanziaria per un preciso modello di sviluppo strategico. Non può tutto ridursi nei localismi perenni. I benefici saranno a cascata. Certo se da un lato alcune paure possono essere comprese, dall’altro non è più tollerabile che si guardi all’economia portuale come l’orticello di casa. Abbiamo visto cosa ha prodotto questa visione negli anni, non è stato un bene né per Siracusa né per la Sicilia sud orientale.

Si agirà con la struttura dell’AdSP attuale?

Siracusa da capoluogo di provincia avrebbe l’opportunità di nominare un proprio rappresentante all’interno del comitato di gestione dell’AdSP, rappresentante che, sommato a quello di Augusta, aumenterebbe il peso della nostra provincia all’interno del Comitato stesso. Per cui sono le altre province casomai a temere le ingerenze siracusane.

Si è visto quali opportunità tale sistema integrato comporterebbe?

Recenti studi attestano che il realizzare un sistema portuale per le crociere tra Catania e Siracusa permetterebbe di allargare l’offerta e l’opportunità, per gli armatori e le compagnie da crociera, di studiare percorsi ed escursioni che porterebbero a interessare territori più a sud della Sicilia Orientale. Il mio invito a Siracusa e provincia è di stare attenti e scrupolosi nel nominare persone davvero competenti come loro rappresentanti nell’AdSP. Con l’allargamento proposto e l’inserimento nell’Autorità di Sistema, sarà possibile definire una strategia di sviluppo non solo a breve, ma anche a medio e lungo termine, con adeguati interventi infrastrutturali, un modello di marketing congiunto, lo snellimento delle procedure burocratiche e amministrative. Senza tacere delle Zes, concentrate in Sicilia per oltre il 65% proprio nell’area orientale.

Negli incontri locali quale è stato il riscontro?

Ho avuto diverse interlocuzioni con tutti nelle province, ma mi aspettavo un maggior dibattito della città di Siracusa, mentre da tempo gli operatori delle realtà portuali di Siracusa e Pozzallo spingevano per tale soluzione. Ma erano rimasti inascoltati. Ho interloquito con le categorie produttive di settore di Siracusa e Ragusa e sono stati d’accordo.

Ultimamente l’on. Prestigiacomo ha dichiarato che i porti regionali sono una risorsa siciliana e non bisogna togliere loro l’autonomia.

A mio giudizio, il vantaggio per i porti di Siracusa e Pozzallo sarebbe enorme, potrebbero contare su un ente con strutture dedicate alla programmazione dello sviluppo, tramite l’individuazione delle opere necessarie, la progettazione e la ricerca delle fonti di finanziamento. Oggi Regioni e Comuni non sono in grado di svolgere queste funzioni come viene chiesto dal mercato internazionale. Le Autorità di Sistema Portuale accedono peraltro a importanti finanziamenti direttamente dall’Europa. E nel Pnrr ci sono fondi importanti per la portualità. L’occasione è letteralmente d’oro per provare a recuperare il terreno perduto. Lo ripeto: sorprende l’assenza di un ampio dibattito nel siracusano su un tema centrale per la programmazione dello sviluppo della nostra provincia. Ho l’impressione che qui a Siracusa non se ne comprenda l’importanza, ma spero di sbagliare perché programmare il futuro e lo sviluppo deve essere interesse di tutti.

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