Intervista al pedagogista Nuccio Giaccotto, candidato sindaco per la lista Sortino Spazio Comune

Nuccio Giaccotto, 67 anni, pedagogista ed operatore del Sert in pensione, storico militante comunista, già consigliere comunale e amministratore tra gli anni ’80  e ‘90 e da sempre attivo nella scena politica non solo sortinese, ma anche provinciale. Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a candidarti a sindaco?

Questa mia scelta mi rende tanto arrabbiato quanto orgoglioso: proprio in ragione della mia età e della mia storia personale e politica. Ho assistito fiducioso al processo che dal basso, e tramite elaborazione collettiva dei partecipanti, ha portato alla nascita di Sortino Spazio Comune. A un certo punto, però, ho capito che, affinché il gruppo avesse il coraggio di fare il passo necessario a entrare nell’agone politico sortinese, ci sarebbe stato bisogno di un traghettatore dalle spalle larghe. Sono stati i membri di Sortino Spazio Comune a individuarmi come unico in grado di poterlo fare, e io ho realizzato che senza questa mia scelta questo patrimonio umano, formato da quello che sarà a tutti gli effetti un nuovo gruppo politico dirigente, rischiava la frustrazione del fallimento e l’inaridimento derivante dalla mancanza di prospettiva. Ho deciso, allora, di accettare questo onore e questo privilegio, mettendomi a disposizione del gruppo che ha il potenziale di innescare un processo di reale rinnovamento per la nostra città.

Nella prima metà degli anni ‘90 – politicamente un secolo fa – sei stato tra gli animatori del movimento La Scalinata che, appena dopo Tangentopoli, decidendo di rompere con i partiti, portò ad eleggere Sindaco Maria Cannata, la quale, però si dimise prima del tempo. Si può dire, in un certo senso, che la storia si ripete … 30 anni dopo?

Anche se entrambe originate da un movimento nato dal basso e dall’attivismo politico di membri responsabili della società civile, le due situazioni non sono in alcun modo sovrapponibili. La Scalinata è nata come espressione della volontà popolare di apportare novità e genuinità entro lo screditato sistema politico di stampo partitico; diverso è il contesto in cui sorge Sortino Spazio Comune: prendendo le mosse e, al tempo stesso, dando voce alle tante esperienze di volontariato e di cittadinanza attiva da anni presenti in città, Sortino Spazio Comune nasce con l’obiettivo di canalizzare queste energie e ricostruire quell’area di centrosinistra, da tempo non rappresentata adeguatamente a Sortino.

Si dice sempre “largo ai giovani”, ma siete dovuti ricorrere a un ultrasessantenne come candidato sindaco: dove sono i giovani a Sortino, e come mai nessuno ha scelto di candidarsi a Sindaco?

I giovani sono l’anima di questo movimento, lo sono stati fin dal momento iniziale e continuano ad esserlo nella quotidianità dell’azione politica; tuttavia, lo stigma legato al pensiero comune “sindaco giovane, paese povero” avrebbe potuto compromettere ed azzoppare il processo di crescita del gruppo, rischiando di lasciare disperdere queste risorse.

Sono tre le liste che si confrontano alle prossime elezioni amministrative: quella uscente del sindaco Parlato, che si definisce di centro sinistra – anche se ha all’interno pezzi di destra e della Lega; quella dell’attuale opposizione, capitanata da Carlo Auteri che però pesca quasi nello stesso bacino di Parlato; la tua, SORTINO SPAZIO COMUNE. Tutte civiche e non connotate con partiti tradizionali: si può dire, allora, che la Sinistra non esiste più? E cosa distingue Sortino Spazio Comune dalle altre?

A differenza delle altre liste, che contengono all’interno posizioni tra loro opposte e che hanno detto tutto e il contrario di tutto relativamente al proprio inquadramento politico, Sortino Spazio Comune costituisce un’aggregazione, pur formata da diverse anime, coerentemente schierata con il centrosinistra e per la quale tale definita connotazione costituisce una questione identitaria imprescindibile.

Cosa non va nel tuo paese che vorresti eliminare e cosa vorresti istituire sin da subito?

Punterei, fin da subito, alla formazione e al regolare aggiornamento del personale comunale, al fine di procedere a una razionale organizzazione del lavoro dell’ente; tra i vari settori, porrei una particolare attenzione a quello dei servizi sociali, al fine di potenziarne l’erogazione ed operare attivamente per il sostegno alle fasce deboli e l’abbattimento delle diseguaglianze.

Quali sono le potenzialità del tuo territorio, su che cosa punterà il tuo programma?

Il programma ha intenzione di investire sulle risorse naturali, paesaggistiche e archeologiche di cui Sortino dispone e che ne costituiscono la ricchezza primaria: la bellezza del nostro paese e del territorio in cui insiste può essere lo strumento principale per promuovere uno sviluppo economico incentrato sulla valorizzazione delle risorse culturali e paesaggistiche, nonché su un tipo di turismo, responsabile e lento, volto a esaltare i piccoli borghi, le reti di sentieri, gli itinerari enogastronomici, nel rispetto della naturale vocazione del territorio ibleo.

Oggi la peculiarità di ogni amministrazione (nessuna esclusa) è quella di “essere senza risorse”, sia finanziarie che umane. Bisogna fare i conti con bilanci scarni e personale insufficiente se non senza adeguate capacità. Come pensi di affrontare questo limite strutturale?

Alla tematica della scarsezza di risorse umane si può far fronte con un’adeguata valorizzazione delle unità di personale presenti nella pianta organica: investendo sulla continua formazione e sul regolare aggiornamento del personale, sarà possibile lavorare a una riorganizzazione degli uffici che permetta di trattare in maniera trasversale alcuni settori di intervento, così da mettere in atto un’azione integrata che permetta di colmare eventuali lacune nell’organico comunale.

Con riferimento, invece, alle risorse finanziarie, sarà essenziale intercettare fondi extra-bilancio, messi a disposizione degli enti locali tramite bandi nazionali o europei: ciò sarà reso possibile dalla visione che la classe politica ha nel lungo periodo di Sortino – e dalla conseguente capacità di progettazione circa le aree e le esigenze di intervento del paese. A tal fine, ritengo che ogni amministrazione debba dotarsi dello strumento Ufficio Bandi, ove professionisti della progettazione collaborino con le professionalità presenti tra il personale dell’ente per formare un team che provveda alla predisposizione di progetti esecutivi da presentare tempestivamente nel momento in cui tali stanziamenti vengono banditi. Questo approccio risulta peraltro coerente con le esigenze di rilancio sociale ed economico a cui la crisi pandemica ci obbliga a dare urgente risposta: infatti, i settori entro i quali il nostro programma intende investire e incidere risultano, in gran parte, gli stessi a cui saranno dedicate le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La realtà del nostro paese è perfettamente compatibile con gli ambiti di intervento previsti dal Piano, e sarà essenziale essere in grado di accedere a questi strumenti finanziari per attuare un vero e proprio rilancio di Sortino.

Dicci due parole sui tuoi candidati consiglieri e sulla tua giunta.

Circa la lista dei candidati consiglieri, appare ovvio che abbiamo puntato sui giovani, tuttavia risulterebbe riduttivo indicare unicamente quello anagrafico come criterio: infatti, nella composizione della lista di candidati al Consiglio Comunale, abbiamo scelto di puntare su persone che si sono sempre impegnate, nel paese, dal punto di vista civile, politico, della solidarietà e della tutela dell’ambiente, che si sono presi cura del Bene Comune tramite attività nel mondo del volontariato, dell’associazionismo, delle iniziative culturali. La nostra lista ha il pregio di essere rappresentativa delle numerose e diverse anime che stimolano la sempre viva comunità sortinese. La giunta indicata rispecchia in parte questo criterio, tuttavia anche tenendo in debito conto l’apporto fondamentale che figure di calibro tecnico darebbero al lavoro degli uffici comunali.

Se io abitassi a Sortino, perché ti dovrei votare?

Per sostenere l’unica vera novità di questa tornata elettorale e scegliere persone che hanno tutte, alle spalle, una storia di amore e responsabilità nei confronti del paese. Per favorire la nascita di una nuova classe politica di centrosinistra.

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