Chi sono e cosa fanno gli ‘ispettori onorari’ (finora 14) nominati dall’assessore Samonà a tutela del patrimonio culturale siciliano? Scelto per Siracusa l’architetto Roberto Adorno di Floridia

Cadono i cornicioni dai torrioni del Ponte Umbertino, uno anche grazie alla indiscutibile e oggettiva ‘imperizia’ degli operai, e di chi li dirigeva, chiamati all’intervento di messa in sicurezza. Solo un esempio dello stato di incuria e abbandono in cui versano i nostri monumenti, forse troppi – come se fosse una nota di demerito ai nostri avi che ce ne hanno fatto dono con eccessiva generosità! – per essere tutti perfettamente manutenuti e tutelati.

Eppure c’è/ci sarebbe un’ “arma” pressoché sconosciuta che potrebbe aiutare gli enti preposti a questo gravoso compito (in questo caso il Comune, proprietario del Ponte, per la manutenzione e la Soprintendenza per la tutela) di verifica e controllo dello stato in cui versa il nostro immenso patrimonio culturale. Una figura ‘tecnica’, “con competenze specifiche di tipo scientifico specie per particolari tipologie di materie per le quali non esistano nell’amministrazione esperti e di comprovate qualità professionali e di studio nel settore dei Beni Culturali”, chiamata a “vigilare sugli oggetti d’antichità e d’arte (ma anche sugli scavi e sui beni di importanza storico-artistica) e dare notizia alla Soprintendenza competente di quanto può interessarne la conservazione e la custodia, promuovendo i necessari provvedimenti“, che operi nell’interesse dello Stato e della cultura nazionale anche denunciando gli abusi e curando l’osservanza delle leggi e, non ultimo, che contribuisca alla moderna valorizzazione del patrimonio stesso.

Gli, per molti, sconosciuti “ispettori onorari” sono stati previsti addirittura nel 1907 con la legge n. 386 del 27 giugno: sono volontari, non percepiscono emolumenti (ma hanno diritto al rimborso spese “debitamente giustificate”) e la loro carica è triennale ma rinnovabile. Una figura importante se si pensa che, a seguito del parere del 16-05-1923 della Prima Sezione del Consiglio di Stato, è stata riconosciuta loro la qualifica di “pubblico ufficiale” in quanto dotati di munus publicum et imperium.

Ma la loro nomina è atto discrezionale dell’Amministrazione e quindi, forse, la Sicilia non ha voluto seguire l’esempio nazionale con i suoi 600 ispettori, di cui 148 incaricati dalla Direzione Generale per le Antichità, 85 dalla D.G. per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee e 78 dalla D.G. per i beni archivistici?

Assolutamente no. Ci ha pensato l’assessore al ramo Alberto Samonà che dal gennaio 2021 ad oggi ne ha nominati, per il triennio successivo – date le competenze nei Beni archeologici, Beni culturali anche sommersi, Beni bibliografici – per diverse città/province e siti, ben 14 (la nomina per i beni archeologici per la provincia di Catania della dottoressa Rosalba Panvini è stata revocata dopo pochissimi giorni, sembra per incompatibilità date le pendenze giudiziarie).

Dalle norme, l’indicazione di scegliere “personalità che offrono garanzie di cultura, preparazione, competenza e capacità professionale, godendo, possibilmente, di largo prestigio nell’ambito locale” e sebbene l’assenza di curricula non consenta di saperne molto, informazioni reperibili in rete danno a chiunque la possibilità di conoscere qualcuno dei prescelti e di scoprire quanto possa essere essenziale il loro intervento  (nel video https://www.youtube.com/watch?v=pX29mWXKU9w si racconta del reperimento di alcune anfore nel mare delle Eolie proprio grazie all’ispettore Salvino Antioco, ex Maresciallo Comandante della Stazione dei Carabinieri di Stromboli, che inevitabilmente ci ha fatto pensare al nostro Vincenzo Bongiovanni che più di altri, per i tesori sommersi, meriterebbe una tale nomina per il mare siracusano).

E per Siracusa? La scelta dell’assessore Samonà, date le “competenze in materia di Beni architettonici per il territorio della città di Siracusa”, è caduta sull’architetto Roberto Adorno di Floridia, successore diretto, dopo decenni, del primo e unico ispettore onorario che Siracusa abbia avuto, il professore architetto Sebastiano Agati, studioso dei primi del 900, che lavorò a stretto contatto con Paolo Orsi, la cui biografia è possibile leggere nel prezioso archivio di Antonio Randazzo.

La nostra Luana Aliano ha intervistato l’architetto Adorno la cui nomina, a differenza di altre, è passata sotto silenzio nei media locali  né è stato facile riuscire a mettersi subito in contatto con lui ma la disponibilità dimostrata, e conoscerlo, potrebbe avviare una proficua collaborazione con i cittadini nel cercare di meglio tutelare il grande patrimonio del territorio siracusano.

Architetto Adorno, Lei è stato nominato ispettore onorario dall’assessore Samonà nel gennaio 2021. Dalla sua nomina ha già avuto modi di svolgere delle attività sul territorio? Ci può raccontare qualche episodio o esperienza significativa? Quali sono i suoi i rapporti con la Soprintendenza? E con il Comune?

La nomina di inizio anno mi ha visto immediatamente coinvolto nelle varie problematiche inerenti la messa in sicurezza e protezione del sito della Tonnara di Santa Panagia a cui sono seguiti numerosi sopralluoghi, anche con le forze dell’ordine, per garantire lo svolgere dell’attività prevista in quanto giornalmente abbiamo subito raid notturni con la demolizione degli interventi effettuati. Le mie attività di monitoraggio e controllo sono tutte documentate da pec all’Assessorato di competenza della Regione Sicilia di Palermo e per conoscenza alla Soprintendenza di Siracusa, con cui collaboro fattivamente in ordine al mio incarico. Con il Comune ad oggi non ho avuto alcun confronto in quanto, in realtà, mio dovere è confrontarmi e riferire sempre delle mie attività alla Soprintendenza di Siracusa, e non all’ente locale. Diverse sono state le mie segnalazioni sia in ordine a lavori privati che ad interventi sul patrimonio pubblico.

Cosa pensa di quanto accaduto al Ponte Umbertino? Come mai nessuno si è accorto del rischio di distacco del cornicione dal torrione? Quali pensa che siano state le cause del crollo? E dell’intervento di ‘messa in sicurezza’ fatto dal Comune?

Riguardo all’intervento palesemente maldestro sul Ponte Umbertino ritengo che esso sia stato attuato frettolosamente per scongiurare ulteriori pericoli in atto e come ha precisato nel suo comunicato il Soprintendente, noi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione a riguardo dal Comune.

Lei ha detto di aver già fatto alcune segnalazioni. Ha quindi un elenco dei monumenti da tenere, diciamo, sotto controllo? Quali sono le loro condizioni? Non si potrebbe creare una proficua sinergia con i cittadini considerandoli ‘sentinelle del territorio’ previa un’opportuna informazione che ne aumenti e qualifichi la conoscenza del patrimonio da tutelare?

La Soprintendenza mi ha già fornito tutto l’elenco dei beni architettonici della Città per i quali è sicuramente necessario un monitoraggio preventivo al fine di scongiurare quello che è appena accaduto al Ponte Umbertino. Proprio per questo sto predisponendo delle schede tecniche che dovranno servire a fare una analisi, seppur visiva, della loro salute. E certamente, come lei suggerisce, sarei ben lieto di poter interagire con i cittadini per unire le sinergie in senso costruttivo a difesa del nostro patrimonio.

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