Non vi è dubbio alcuno che la pandemia ha dato uno spintone consistente verso il precipizio all’Italia. Per le regioni arretrate come la Sicilia e la nostra Siracusa è stato un test di cui potevamo fare a meno. Vergognoso il rimpallo delle responsabilità fra il presidente Musumeci e tutte le categorie mediche coinvolte nella vaccinazione. Dopo gli eroici tentativi di molti medici di famiglia, disposti a lavorare nei week end pur di dare una mano a vaccinare, spesso da soli a fronte del gran numero di soggetti coinvolti negli hub vaccinali, stritolati da una burocrazia diabolica, i risultati sono stati polverizzati dalla mancata fornitura dei vaccini proprio da parte delle aziende sanitarie. Tipico della provenienza politica e culturale di Musumeci è l’attacco proditorio ai medici di famiglia ogniqualvolta le statistiche e i ricoveri dimostrano l’incapacità organizzativa della sanità pubblica siciliana, così come il vezzo di scaricare su medici di famiglia e pediatri la responsabilità del fallimento dei vaccini e non solo. Subito dopo essere stato accusato di aver fatto i numeri peggiori d’Italia, l’immemore presidente li blandisce chiedendo la loro collaborazione e firmando ordinanze che dimostrano la scarsa capacità del sistema che lo circonda.
È chiaro che fare alleanze a guerra perduta serve solo a confondere le menti deboli nella ricerca delle responsabilità.
E le responsabilità in Italia sono così difficili da dimostrare che si tira avanti nell’impunità.
L’imminente chiusura regionale in zona gialla del 30 agosto andrà contro le categorie che vivono di turismo e che sostengono la politica regionale. Proprio quelle i cui interessi una certa parte politica ha posto quale priorità rispetto alla corretta gestione della pandemia!
Credo che sia giunto il momento per il parlamento e il governo di rendere obbligatoria la vaccinazione.
Girarci attorno con l’obbligo di green pass non porterà a nessun miglioramento e lo stesso, almeno parziale, fallimento della didattica a distanza impone che si metta fine a un modello scolastico che non riesce a rispondere appieno al dettato costituzionale di una scuola ‘per tutti’.
Per fortuna stanno cadendo tutti gli argomenti dei no-vax e soprattutto quelli dei doppiogiochisti della politica becera e ignorante che mettono i distinguo sui vaccini e la loro obbligatorietà.
Basta seguire a riprova infatti le varie sentenze dei TAR sui ricorsi di chi, tra gli insegnanti, cerca ogni scusa per non vaccinarsi ma che, con facile previsione, correrà a vaccinarsi appena si darà corso alla sospensione dal servizio e dello stipendio per i renitenti al vaccino, come già finalmente accaduto per i medici.
Come la figura del Presidente del Consiglio Draghi, elemento assolutamente estraneo alla politica, ci ricorda che la nostra classe dirigente è del tutto incapace di governare, così bisogna prendere atto che la pandemia corrisponde a uno stato di guerra nel quale è meglio sospendere le dinamiche politiche paralizzanti e oscurantiste e ricorrere immediatamente a commissari straordinari, copiando dal generale Figliuolo.
Chissà se non ci sia uno che a quest’ultimo somigli cui affidare la Sicilia, un paradiso vandalizzato ogni minuto e stritolato dal voto di scambio e dalla peggiore burocrazia del mondo!

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