Moena Scala (M5S) sulla crisi al Comune: Italia azzeri la giunta e nomini dei tecnici – Il mio impegno a costruire il Civismo

Il PD ha praticamente sfiduciato l’attuale amministrazione. Secondo lei ha fatto bene?

Non spetta di certo a me giudicare l’operato del PD, credo si tratti di dinamiche interne ad un partito con tante anime in città. Me se fossi una tesserata del PD non solo lo definirei necessario ma anche estremamente tardivo, bene hanno fatto Adorno e Romano a certificare ciò che era palese a tutti o quasi.

Adesso cosa accadrà, quali scenari si aprono?

Su questo aspetto sono estremamente categorica. Non vedo da anni alcun margine di ricucitura con le forze progressiste e di sinistra della città per una ragione molto semplice, oserei dire cristallina: la chiusura a riccio del sindaco e di alcuni componenti di peso inamovibili di questa giunta ha creato un divario oramai irrecuperabile. Per sua espressa volontà, il primo cittadino ha a più riprese dichiarato di non voler dialogare per esempio con la prima forza cittadina della città ed in questo, quanto meno, ha dimostrato coerenza. I frutti li sta già raccogliendo e non credo in tutta franchezza che siano incoraggianti. Noi continuiamo a lavorare per la città in contrapposizione a questa giunta.

Quali carte rimangono da giocare al sindaco Italia? Procederà ad un rimpasto? Rafforzerà la sua coalizione rivolgendosi alle associazioni e Società Civile?

Come dicevo Italia ha chiuso il dialogo con i due principali partiti da tempo. Il solco, anche programmatico tra noi e la sua giunta, è davvero incolmabile. A dire il vero non credo sia tutta colpa sua, la condizione post elezioni era davvero difficile da gestire con una frammentazione così ampia in consiglio comunale. Occorreva tanto coraggio allora. Oggi, fossi in lui, affiderei le rubriche cittadine a tecnici preparati ed esperti nella materia di pertinenza continuando questi due anni, ammesso che siano due, con l’ausilio esclusivo di professionisti. La ricerca continua di accordi politici e di concessioni assessoriali “di quota” ha palesemente dimostrato la sua incapacità di aggregazione. Più che chiedermi se sacrificherà Buccheri e Coppa mi chiedo se questi ultimi sacrificheranno il PD per restare in carica, ma ripeto, queste dinamiche non mi appartengono, le trovo davvero da vecchia politica e, per fortuna, mi accorgo che in città sono in tanti a pensarla come me. Le associazioni le lascerei fuori dalla politica, il ricorrere a loro solo per fini elettorali è stato un altro grande errore della politica cittadina (non solo di Italia).

Secondo lei, come si dovranno affrontare questi ultimi 2 anni di sindacatura? Quali percorsi e con chi?

Italia ha forse l’ultima occasione per dimostrare il suo attaccamento alla città, azzeri questa giunta politica raffazzonata, e si affidi a tecnici esperti della materia con comprovata esperienza. Sarebbe,credo, l’unico atto utile allo stato attuale delle cose. Per ciò che riguarda il percorso politico cittadino sono invece estremamente fiduciosa. Da più di un anno con il nostro gruppo portiamo avanti un percorso civico importante, inclusivo, tematico, basato sulle competenze e sulle partecipazioni dei cittadini. Questa è la politica che mi piace e che riesce a trasmettere emozione ed entusiasmo. Presto, lo preannuncio qui per la prima volta, convocherò personalmente un tavolo di confronto pubblico aperto a tutte le forze civiche e progressiste della città. Mi sento estremamente confortata dal gruppo di lavoro che ho alle spalle e sono certa che l’unica via d’uscita per questa città sia legata al CIVISMO (che poi è l’anima e la vera essenza del movimento che ho sposato).

 Ci dica qual è oggi la situazione del M5S a Siracusa. Se si ricostituisse  il Consiglio Comunale  come vedremmo schierati gli ex del M5S? C’ è la possibilità di un vostro contributo all’attuale amministrazione? Sarebbe pensabile una futura coalizione con il PD?

Le dico con estrema franchezza ciò che penso: certi atteggiamenti di chiusura assoluta da parte di alcuni portavoce locali hanno danneggiato palesemente l’immagine di una forza politica come il M5S che, per sua stessa natura, è eterogenea. Mi auguro che a distanza di anni, evidenze numeriche e fattuali alla mano e con l’avvento di questa nuova era Conte, si possa finalmente fare un mea culpa per ripartire sul piano del dialogo. Noi abbiamo lavorato con grande impegno dal primo giorno di insediamento e anche dopo lo scioglimento costantemente in sinergia con il nostro meetup, sempre con grande armonia (mi riferisco a me, Chiara e Francesco). Se questo è avvenuto lo dobbiamo soprattutto alle tante persone valide che abbiamo alle spalle e che costituiscono lo zoccolo duro del nostro gruppo. Se domani dovessimo ritornare da consiglieri al Vermexio noi tre sapremmo certamente di rappresentare il Movimento in consiglio comunale. Degli altri due consiglieri dovreste chiedere a loro. Non è mai stato un mistero lo scollamento assoluto tra i nostri due gruppi. Noi tre abbiamo risposto al nostro elettorato con atti, presenza in consiglio e coerenza di azioni, gli altri, quanto meno dalla lettura delle loro dichiarazioni, credo abbiano preso posizioni  distanti dal movimento. Ecco, mi consenta di dire con una certa serenità d’animo che il problema dovrebbero porselo altri interlocutori e sostenitori piuttosto che noi.

Noi guardiamo avanti a testa alta, escludiamo in maniera categorica ogni forma di collaborazione con l’attuale amministrazione essendoci posti  in antitesi al suo operato.

Lungo questo cammino di opposizione, iniziato in sordina e quasi in solitaria, ci siamo ritrovati  accanto tante forze politiche che hanno via via scelto la stessa posizione. Tra queste, finalmente in maniera chiara e senza infingimenti, oggi annoveriamo anche il PD. La collaborazione, così come il dialogo con esso, va avanti in maniera serena da tempo ma sarebbe un grave errore circoscrivere il futuro di questa città ai soli schieramenti politici canonici. Esiste un meraviglioso mondo di attivismo civico, apartitico e trasversale, nel quale noi, come gruppo, ci ritroviamo perfettamente e con il quale intendiamo, in maniera inclusiva e partecipata, ricoprire un ruolo da protagonisti nel futuro scenario politico cittadino.

 

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