ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Per un pugno di voti ….

Scava scava viene fuori una realtà spregevole e deprimente: alcuni politici affossano la verità, minano le basi della convivenza e  tagliano le ali della ripresa sanitaria, sociale ed economica del Paese solo per un misero pugno di voti.

Lo scenario mondiale della pandemia comincia nuovamente ad aggravarsi per il diffondersi della variante indiana del virus Sars CoV-2. Venti di crisi soffiano anche negli USA il paese che forse ha fatto meglio sotto il profilo della vaccinazione. Negli USA le infezioni sono in aumento e sul neo presidente  Joe Biden soffia il vento della contestazione e del dissenso. L’infezione dilaga nell’America Latina e sembra inarrestabile in Brasile , Argentina e Colombia e persino in Cile il paese che ha più vaccinato nel continente sudamericano, il quinto paese del mondo per numero di vaccinati, le infezioni e i morti sembrano non avere più fine. Dei travagli del Regno Unito e dell’incalzante  peggioramento del quadro epidemiologico europeo veniamo informati minuto per minuto dai media.

In questo quadro preoccupante  abbiamo però alcune certezze: le nuove infezioni si verificano per  oltre il 90 % in soggetti non vaccinati e tra i soggetti vaccinati si possono verificare solo casi di infezioni asintomatiche o lievi. Ricoveri per complicanze gravi , necessità di trattamenti di terapia intensiva e morti riguardano solo soggetti non vaccinati. Tutte le organizzazioni sanitarie internazionali e le società scientifiche dell’area infettivologica ci assicurano che la vaccinazione riduce lo spazio replicativo del virus e  la possibilità di emergenza di nuove varianti a condizione però che  essa sia rapida e riesca a raggiungere la soglia di soggetti immunizzati intorno all’ 80% della popolazione,  necessaria per realizzare la Herd Immunity ( l’immunità di gregge ).

Occorre fare in fretta e vaccinare, vaccinare, vaccinare fino al raggiungimento della immunità di gregge. La campagna vaccinale italiana ad oggi è da giudicare positivamente  e circa il 60% della popolazione è stato già coinvolto nell’iter vaccinale. Rimane da vaccinare  un 40% ma questo tratto del cammino si annuncia essere  il più difficile. Più della metà dei soggetti ad oggi non vaccinati  sono definiti  “Vaccine Hesitants”, soggetti che esitano, hanno poche conoscenze e certezze e sono facilmente influenzabili anche quando i suggerimenti arrivano dalla nonnina non scolarizzata  della porta accanto, dall’idraulico, dal postino o da messaggi inoltrati senza alcun filtro attraverso i social media.  Questi soggetti possono essere accompagnati alla vaccinazione ed occorre trovare solo  il modo giusto per convincerli e indirizzarli. Quelli che rimangono, probabilmente tra il 10 – 15 % della popolazione totale, sono i  “Vaccine Conspirators” che si riuniscono nella eterogenea galassia dei No Vax, dove è possibile reperire di tutto: dagli analfabeti funzionali, ai nemici della scienza ,della medicina e dei farmaci, ai naturopati fanatici, ai soggetti poco dotati dal punto di vista delle capacità intellettive, agli agitatori di professione, ai militanti di movimenti di estrema destra  di ispirazione nazifascista  come il movimento Casa Pound,  ai dietrologi complottisti, ai benaltristi  (coloro che argomentano contro il vaccino sostenendo che i problemi sono ben altri) etc.

Per i No Vax è inutile coltivare speranze di conversione alla razionalità.  La cronaca ci dimostra pressochè quotidianamente che  essi  cambiano idea solo dopo aver provato da ammalati la gravità del Covid-19 ed aver rischiato la vita.

Il problema che si pone in Italia, in Francia e nel resto del mondo evoluto è come si può convincere la fascia dei soggetti esitanti a vaccinarsi rapidamente specie in queste ultime settimane della vaccinazione caratterizzate in Italia dal fatto che le prime dosi somministrate  sono state nettamente inferiori alle seconde dosi e ciò a dimostrazione di una certa difficoltà ad arruolare e coinvolgere nuovi soggetti e nuove  fasce della popolazione.

Da questa problema nasce la necessità di ricorrere al Green Pass per tutti quei paesi che hanno realizzato  che solo la vaccinazione di massa e l’immunità di gregge mettono a riparo la popolazione da nuove ondate epidemiche capaci di mettere a rischio la salute pubblica, l’organizzazione sanitaria, quella sociale e l’economia. Da cittadini avremmo la speranza che tutti i politici fossero concordi nel sostenere la necessità del Green Pass,  strumento del quale stanno discutendo per utilizzarlo nel modo più adeguato  la maggior parte delle nazioni europee.

In primo luogo perché Il Green Pass  ha già mostrato di essere strumento efficace,  in grado di smuovere la fascia dei soggetti esitanti. Dopo l’annuncio del premier Mario Draghi dell’obbligo a far data del 6 Agosto  del Green Pass sia pure in una versione piu’ morbida di quella francese,  le prenotazioni dei vaccini sono aumentate nell’arco di 24 ore tra il 15 e il 200%. Invece vediamo i politici dividersi anche sul Green Pass a dimostrazione del fatto che la lotta politica in Italia raggiunge livelli molto bassi e non ha a cuore il miglioramento e il progresso del paese.

Giorgia Meloni leader della destra che aspira al governo del paese, ad Aprile del certificato verde digitale diceva  “siamo stati i primi a sostenerlo  , ci auguriamo che venga adottato il prima possibile in un orizzonte di totale reciprocità con tutti gli altri stati europei. E’ una priorità ed è fondamentale per ripristinare la libertà di circolazione e fare ripartire soprattutto il turismo “. Oggi con una giravolta degna delle esibizioni di Caroline Kostner regina del pattinaggio su ghiaccio,  la definisce una misura “ inefficace, economicida che danneggia il turismo “ e aggiunge una considerazione che potrebbe apparire drammatica   “ Stiamo picconando lo Stato di Diritto “.

Dobbiamo ricordare all’onorevole Meloni che l’Articolo 2 della Costituzione recita “ la nostra convivenza è fondata sui diritti inviolabili dell’uomo “ e quindi anche sul diritto alla scelta delle terapie e dei trattamenti sanitari cui sottoporsi ma aggiunge anche sui “ doveri inderogabili di solidarietà, politica economica e sociale “. Inoltre l’articolo 32 della Costituzione afferma che la salute non è tutelata unicamente come diritto del singolo ma anche come interesse della collettività e l’articolo 16 consente di introdurre dei limiti nella possibilità di libera circolazione dell’individuo per motivi sanitari.  La Costituzione in definitiva dimostra che esiste un preciso spazio per introdurre anche la vaccinazione anti-Covid obbligatoria ove questa rappresenti una precisa e inderogabile necessità per la salute pubblica.

Fino  a questo momento la obbligatorietà è stata riservata però solo al personale sanitario e  sarà verosimilmente estesa  al più presto anche ai protagonisti del mondo della scuola: docenti, personale non docente e discenti. Per il resto della Società la scelta del Green Pass rappresenta una scelta di libertà , di solidarietà e di razionalità . Chi non si vaccina è libero di farlo ma non ha la libertà di stare a contatto con gli  altri soggetti mettendoli a rischio di infezione e malattia.

(Dr. Gaetano Scifo)

Ha detto Michele Serra in un momento in cui si discuteva in Italia dei furbetti del vaccino “ Mi vaccinerò quando sarà il mio turno per l’ovvia ragione che non voglio ammalarmi . Ma mi vaccinerò anche per lealtà e rispetto nei confronti della  comunità cui appartengo “ . Queste parole pronunciate da un laico coincidono con le parole del Papa Francesco II    “ il vaccino è un’ opzione etica , perché tu ti giochi la salute e la vita , ma ti giochi anche la vita di altri “. Laici e cattolici vedono quindi il vaccino come scelta etica e di solidarietà e ciò è in armonia anche con i principi del pensiero liberale che pure ha dato priorità  ai diritti dell’individuo.  La  famosa espressione “ la tua libertà finisce dove comincia la mia “  da Emmanuel Kant a John Stuart Mill ha rappresentato la sintesi più felice della cultura liberalista.

Lasciamo ai No Vax la libertà di sfilare e protestare anche se non possiamo non evidenziare che protestano contro la Dittatura Sanitaria equiparando il Green Pass a imposizioni naziste anche elementi che appartengono a movimenti politici di ispirazione nazifascista come Casa Pound  e Forza Nuova.

Lasciamo Giorgia Meloni alle sue manfrine e contorsioni che nulla hanno a che vedere con la verità , l’etica e la solidarietà ma rappresentano solo un misero tentativo di accaparrarsi il consenso elettorale di frange marginali della società . Ma lasciateci la libertà di dire che non c’è  futuro in un paese se  la classe politica   che si candida come classe dirigente appare  culturalmente e moralmente inferiore al livello medio degli elettori .

 

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