Stiamo vivendo un periodo nero, mai visto nella storia siracusana degli ultimi cento anni. Se nella nostra provincia, in tutta la Sicilia come in altre regioni, ci sono stati tanti incendi, i più dolosi, nel contesto nazionale l’attuale governo, a trazione non solo di destra ma leghista, ha acceso e continua a far divampare incendi socioeconomici culturali e ambientali che vanno ben oltre una semplice restaurazione. È principalmente La Lega nord (non è mai esistita una Lega nazionale) insieme a Forza Italia a dettare legge in un contesto politico irrazionale perché, se in parlamento il Movimento 5 Stelle ha la maggioranza relativa, oggi è in un cul-de-sac nel fare parte di questa compagine governativa d’emergenza nazionale con Draghi il migliore. Neppure nel governo Conte 1 la Lega al governo era riuscita a ottenere ciò che sta perseguendo nell’attuale conduzione. Dagli interessi finanziari del banchiere Draghi alle potenti lobby, dai partiti di destra con i loro interessi politico clientelari sono loro le forze che decidono e arraffano quello che conviene loro lasciando al M5S briciole.
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Un sintetico quadro d’insieme spiega tutto in maniera evidente:
- C’è lo sblocco licenziamenti che mantiene i sindacati in difesa. Una decisione che ricade sulle parti più deboli del Paese: al sud e sulle lavoratrici (in Italia già 101.000 sono state le perdite di posti di lavoro, tra cui 99.000 di donne).
- Continua il blocco della legge Zan, in vigore in quasi tutti i Paesi democratici europei.
- Si forza sulla riforma della giustizia Cartabia con conseguenze di rottura dello Stato di diritto, della divisione fra i poteri dello Stato, con la ministra che fa sospettare sia la testa di legno di qualche particolare interesse dell’establishment.
- Lo sblocco di migliaia di contratti d’affitto con famiglie che rischiano di ritrovarsi per strada nel silenzio totale in piena pandemia.
- L’avvenuto aumento su tariffe e conti correnti senza colpo ferire con nessuna contestazione in un particolare momento dove le entrate familiari sono diminuite.
- Il richiamo dell’ex ministra del Lavoro Fornero come consulente a titolo gratuito (pertanto non responsabile e non lacrimevole).
- Minori finanziamenti e mancanza di progetti dalle risorse del PNRR per la provincia (esempio: Hub Augusta, ecc.).
- La riapertura della discussione, da parte della ministra Gelmini, su una riforma di regionalizzazione della scuola a tutti i livelli (conseguenza: aumento della scuola classista e maggiore privatizzazione). In tal modo lo Stato invierebbe meno risorse alla Sicilia e maggiori invece nelle già ricche regioni del nord.
- La diminuzione degli spazi di dibattito pubblico e conoscenza reale da parte dei mass-media. Vengono quasi oscurate manifestazioni di dissenso straniere, e a volte anche nazionali, distraendo l’opinione su temi secondari.
- L’introduzione del green-pass draghiano tutt’altra cosa rispetto a quello voluto dall’Unione europea. Non è un caso che la stessa versione emessa dal governo Macron in Francia ha avuto una vasta ribellione popolare che ha portato a fare marcia indietro. Per molti può essere un inizio di limitazioni di libertà fondamentali nel muoversi anche nella propria città. Dissidenti che enunciano: un condizionamento e controllo totale non basato su dati scientifici (i vaccini non dichiarano immunità parziale o totale).
- Nel nome della transizione ecologica si apre alla possibilità di nuove trivellazioni in mare e nel suolo siciliano.
- C’è un’invasione, con centinaia di richieste d’installazione, di impianti eolici e fotovoltaici di grandi dimensioni con un notevole impatto ambientale (paesaggistico, faunistico, consumo suoli, inquinamento falde) con nessuna ricaduta occupazionale.
- Con la riapertura del dibattito “ponte sullo stretto” Draghi parla di un possibile investimento da 14 miliardi che andranno a multinazionali del cemento del nord come Impregilo e organizzazioni mafiose. Si aprirà un canale di grandi risorse che verranno spacciate dai governi come aiuti necessari e voluti dalla Sicilia elogiando i notevoli vantaggi per l’isola.
- Si va verso un minor numero di posti letto e terapia intensiva per il federalismo fiscale che pone la Sicilia più a rischio anche per pochi casi di contagio in alcune aree rispetto a quelle del nord dove esistono più posti letto e terapie intensive.
- L’esistente vuoto istituzionale, dato l’imbavagliamento del parlamento nazionale e l’inerzia regionale, lascia all’esecutivo e in particolare a Draghi, politico di lungo corso, il governo su tutto e tutti sottoponendo a colpi di fiducia le sue decisioni. Intanto il governo siciliano con la sua inerzia, incapacità e mancanza di progettazione, non si muove che a spot non elaborando in tempi stretti come richiesto dall’Ue un piano energetico, sui rifiuti e qualità dell’aria.
- La richiesta di crisi complessa del SIN che significa favorire il disimpegno delle multinazionali petrolifere come dimostra il Sin di Gela trasformato in un deserto industriale.
- L’esistente incapacità dei sindacati nel muoversi per seri obiettivi che coinvolgano la base.
- La visione dei partiti di sinistra nel capoluogo divisi o inerti in un perenne scontro mentre i problemi del Comune aumentano. A nulla è servito il karakiri del consiglio comunale.
- Una giunta di Siracusa contradditoria (l’esempio: quadro del Caravaggio, ecc.) inadempiente, incompetente, ecc. che senza contradditorio quale un consiglio comunale dovrebbe prendere veloci decisioni davanti a un Comune così ridotto.
In questo quadro disastroso a livello nazionale, che si riversa pesantemente sulla realtà provinciale, non solo gli spazi di democrazia si sono ridotti, non solo c’è mancanza di un serio dibattito politico e culturale che converga immediatamente su soluzioni appropriate, ma aumentano le discriminazioni.
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Nel capoluogo s’accresce la disoccupazione, anche giovanile, e insieme il lavorare in nero con poca sicurezza e diritti, la miseria e la violenza dilagano, con i poveri sempre più poveri e i pochi ricci che aumentano la propria ricchezza. L’indice di vulnerabilità sociale e materiale è di 104,7 (maggiore delle città di Cl, Me, Ag, Rg). Tanti politici voltagabbana salgono sul carro di un partito estraneo agli interessi locali, ma attualmente vincitore (Lega nord) che per bocca del suo segretario nazionale afferma: i siciliani, per me, sono peggio degli africani. Nei rapporti sulla qualità della vita stilati dal Sole 24ore troviamo alla voce “speranza di vita oltre i 65 anni” Siracusa al 91° posto nella classifica delle 107 provincie. Altro indice che manifesta l’esistente far west è quello dell’inquinamento acustico: 98° posizione (grandi città con traffico elevato come Palermo e Catania sono ai primi posti nella classifica nazionale). Quest’indicatore di città rumorosa fra clacson, quotidiani fuochi d’artificio, ecc. dà il significato di una città con scarso controllo delle autorità. Il disagio sociale s’avverte anche con la 73° posizione in mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso da 65 anni in su. Infine, un ultimo preoccupante dato: siamo la provincia all’ultimo posto d’Italia come età media delle donne che partoriscono il primo figlio.

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