La via italiana ai vaccini. Un passo avanti e tre indietro!

La solita confusione impedisce agli italiani di essere protetti dal Covid 19. Mentre si profilano nuovi terrori mediatici per altri vaccini (Johnson & Johnson), al centro del problema sta lo sfortunato Astra Zeneca, ora Vaxzevria. Più sicuro di tutto c’è che al solo nominarlo causa intoppi gravi alla campagna vaccinale. Rimane sempre misteriosa la capacità dei media di avere dati certi su supposte cause mortali attribuibili al vaccino.

Pare certo ormai che si confermi la frequenza di eventi mortali attorno a 1 su 100.000 persone. Questo dato non è riferito solo ad un vaccino ma a tutti. In termini più espliciti le trombosi rarissime correlate al vaccino possono capitare a quei pochissimi che hanno mancanza di piastrine su base di rare malattie autoimmuni. Al momento attuale nessuna delle morti attribuite al vaccino pare certa. Tranne per i media italiani, ormai votati alla politica del terrore pur di raccogliere audience, che ogni giorno soffiano sul fuoco della paura. Appare debole, come al solito, la politica sanitaria nazionale, incapace di mettere la museruola ad un sistema mediatico che ormai è votato a terrorizzare i cittadini per qualunque causa e argomento. Sembra una strategia voluta che ci ricorda uno scritto, il “Piano Solo” degli anni ’70 che fu poi sposato dalla P2, in parte ben riuscito, pur avendo dichiaratamente un fine eversivo.

È chiaro per tutti che si muore troppo per Covid, soprattutto in Italia. Ammesso che di vaccino si muoia, un caso su centomila vaccinati è un rischio estremamente basso, di gran lunga minore rispetto a quello di prendere una aspirina.

Recente è la marcia indietro del Comitato Tecnico Scientifico italiano su Astra Zeneca. Pur essendo autorizzato per ogni fascia di età ora lo si riporta agli ultrasessantenni. L’ente europeo (EMA) che coordina le sanità nazionali comunitarie non si è pentito di aver autorizzato Astra Zeneca in tutte le età perché non ritiene dimostrata una maggior relazione con eventi gravi rispetto ad altri vaccini.

Il vaccino Pfizer è quello che ha maggiori dati di somministrazione mondiali e, quindi, l’elenco più lungo di complicanze ed effetti collaterali, sia deboli che gravi. Questo dato non è assoluto ma correlato a quanti vaccini sono stati somministrati.

L’Italia, ancora una volta, dimostra la mancanza di coerenza nel condurre la nave e, sull’onda mediatica della morte di una diciottenne, decide di prendere un’ulteriore decisione autonoma che la distacca dalle direttive internazionali. Decisioni, quindi, che obbediscono più a ricerca di consenso politico che a tutela del “bene vaccino”. Ne deriva un rafforzamento delle opinioni populiste sui vaccini e un colpo duro, quello sì, alla campagna vaccinale.

Cosa ne conseguirà? È chiaro che moriranno molti più italiani di covid perché non vaccinati, rispetto a quell’uno su centomila per una relazione col vaccino ancora non chiarita. Ecco il motivo per cui in caso di guerra o calamità nazionali, come le pandemie, la censura su certi “media” appare indispensabile, nel superiore interesse della salute nazionale. A tal proposito si conferma la inutilità di fare esami di laboratorio per chi voglia rassicurarsi di non subire danni da vaccino. Non servono a nulla. È una bufala mossa ad arte per incrementare i guadagni, già altissimi, di chi esegue questi esami.

 

 

 

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