I COLORI DEL SILENZIO. Il nuovo progetto della Borgata

Abbiamo scritto più volte, sulle pagine del nostro giornale, che il quartiere della Borgata rappresenta già adesso, e lo potrebbe molto di più, quella zona liberty (o naif) della città dove concentrare quelle iniziative culturali, cosiddette di nicchia, che altri quartieri, per una serie di motivazioni per lo più logistiche, non potrebbero o saprebbero ospitare. E tra i tanti progetti di riqualificazione di questo antico e popoloso quartiere cittadino, una tra quelle che sta riscontrando pareri favorevoli è data dall’idea di estendere il centro storico da Ortigia alla Borgata, “inglobando” così tutta quella zona che comprende principalmente la piazza di santa Lucia – due volte e mezzo per dimensioni più grande di piazza Duomo – ma anche lo sbarcadero, piazza Euripide (dove nel frattempo sono già iniziati i lavori di restyling) e lo spazio antistante lo stadio comunale. La Borgata quindi come il tassello Liberty di un centro storico ampio non limitato alla sola Ortigia.

Proprio con tale intento sono state presentate ieri, nei locali della Proloco di Siracusa, siti proprio in piazza Santa Lucia, le proposte di intervento e le fasi operative del progetto “I colori del silenzio” in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sindaco Francesco Italia e l’assessore alle Politiche culturali, Fabio Granata. Insieme a loro, il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Siracusa, Alessandro Montel, la dirigente del liceo artistico “Antonello Gagini”, Giovanna Strano, il soprintendente ai Beni Culturali, Savi Martinez, e la curatrice del progetto, Giada Cantamessa.
“I colori del silenzio” è finanziato dal Ministero per i Beni Culturali e, come ha evidenziato il responsabile tecnico del progetto per conto del Mibact, Guido Meli, Siracusa è stata l’unica città siciliana ad avere avuto accesso ai finanziamenti.
Gli interventi artistici si concentreranno appunto nell’area della Borgata, tra l’area di piazza Santa Lucia e lo Sbarcadero per un’ideale riconnessione del quartiere al mare, inserendosi nel filone di “Urbanistica tattica”, nuova filosofia di rigenerazione dei luoghi che è già praticata nelle più grandi città del mondo, da Barcellona a Marsiglia e a tante altre che sfruttano nella maniera più consona ed ecologica possibile il loro “Frontemare”, come è stato ribattezzato lo sbocco a mare delle città che ce l’hanno naturalmente, data la loro posizione geografica. L’Urbanistica tattica nasce con l’intento di modificare tali sbocchi al mare, usando diversamente lo spazio per far sì che i cittadini possano riappropriarsene. Certo l’eliminazione di alcune barriere architettoniche poste a suo tempo, come scalini, aiuole, paletti, cancelli e altro, comporterebbe uno sforzo economico rilevante per cui l’idea di questo gruppo di lavoro è quella di intervenire in maniera meno invasiva e più ecologica possibile, tramite interventi creativi con la vernice, e, per delimitare nuovi spazi più sicuri per gli attraversamenti pedonali e nuove aree di sosta, provando a riqualificare anche le aree abbandonate, come lo spazio che troviamo alle spalle del Battistero del Sepolcro di Santa Lucia, usato oggi come posteggio per le auto.
I protagonisti del progetto saranno gli studenti dell’Accademia di Belle Arti e del liceo Gagini di Siracusa che, nell’occasione e per voce di due tra i rappresentanti dell’Istituto, hanno così dichiarato: «L’Urbanistica tattica è un modo di cambiare le città senza spendere troppi soldi e usando diversamente lo spazio. Tramite degli interventi creativi effettuati con la vernice vengono delimitati nuovi spazi per i pedoni, attraversamenti più sicuri, aree di interdizione della sosta delle automobili, al fine di riqualificare ambiti stradali negletti e occupati solo dal parcheggio selvaggio». Anche il sindaco Italia, nel presentare l’iniziativa, ha detto di considerare questo progetto come un’azione di grande recupero attraverso lo strumento dell’urbanistica tattica e allo stesso tempo come un’opportunità per coinvolgere in questa opera i nostri giovani, che rappresentano il nostro punto di arrivo e di partenza. Niente è più importante dell’educare i giovani – ha proseguito – a considerare la città come casa propria. Saranno quindi loro i protagonisti di quest’opera che è un lavoro sia di riqualificazione dei luoghi ma soprattutto di riappropriazione dell’identità di Siracusa.

Anche l’assessore Granata ha sottolineato l’importanza della scuola. «Direi – ha affermato – che l’intero progetto è basato sui giovani che possono e devono dire la loro in questo primo ma importante intervento che utilizza dei segni artistici frutto dell’immaginario dei giovani. Se a questo aggiungiamo le iniziative concrete che l’Amministrazione sta mettendo in campo con la riqualificazione di piazza Santa Lucia, del sagrato della basilica e con i lavori già avviati del Bando periferie, vuol dire che stiamo mettendo in atto quanto annunciato».
I dettagli tecnici del progetto sono stati illustrati da Carlo Alberto Giardina e Mafalda Rangel. Alla base c’è stato un lungo lavoro preparatorio che ha visto gli studenti impegnati ad approfondire la conoscenza storica e architettonica della Borgata, a partire dai miti. In questo percorso, i giovani si sono confrontati anche con i ragazzi del quartiere attraverso gli Scout del gruppo Assorider. Successivamente i ragazzi sono passati alla fase formativa sull’uso della tecnica pittorica e a quella della progettazione.

“I colori del silenzio” è un progetto a valere sulla legge 77/2006, per la valorizzazione dei siti italiani dell’Unesco, finanziato dal Ministero per la cultura e proposto dalla dirigente del Liceo artistico Antonello Gagini di Siracusa, la professoressa Giovanna Strano e gestito dal Comune di Siracusa.
Le azioni didattiche del progetto si sono svolte con il coordinamento del direttore dall’Accademia di Belle Arti di Siracusa, Professor Alessandro Montel.
Il riflesso del passato – rievocato attraverso un’esplorazione della storia e dei miti e dei luoghi – è divenuto il tramite per l’avvicinamento a beni identitari del contesto di riferimento, al fine di favorire la comunicazione e l’empatia tra persone e territori, attraverso una cultura di partecipazione e l’utilizzo di diversi codici verbali e non verbali. In questo senso, la rielaborazione delle informazioni acquisite in una serie di laboratori narrativi in cui sono andati a convergere esperti di storytelling, di fotografia, di videomaking, di urbanistica e arte urbana, è diventata mezzo di comprensione e condivisione delle radici storiche del luoghi indagati.
La curatrice del progetto, Giada Cantamessa, ha coordinato le fasi operative dedicate all’educazione al patrimonio culturale e alla conoscenza degli aspetti storici e artistici, grazie anche al supporto dei professori Paolo Militello, Massimo Frasca, Thea Messina e Salvo Adorno, il quale ha illustrato la storia e lo sviluppo della Borgata di Santa Lucia a Siracusa.
I laboratori didattici hanno visto il coinvolgimento di professionisti e artisti di fama internazionale come Cosimo Bizzarri per lo storytelling, Luca Andreoni per la ricerca fotografica, Niccolò Benetton e Simone Santilli per il “The Cool Couple”, in collaborazione con Maria Vittoria Trovato (ricerca video), Francesco Moncada e Mafalda Rangel, Studio Moncada Rangel per l’urbanistica tattica e Carlo Alberto Giardina per l’arte urbana.

 

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