Addio Pillirina! La memoria oltraggiata e dispersa per sempre

Diventa un paradosso la celebrazione “commossa” di qualche giorno fa della grande manifestazione che ha visto nel 2011 tantissimi cittadini mobilitarsi in difesa della Pillirina contro i tentativi di trasformare in un ennesimo resort luoghi di una bellezza che in molti percepiamo come struggente.

Arriva come un colpo di mannaia la notizia che la Soprintendenza di Siracusa avrebbe dato parere positivo alla “ristrutturazione” a “residenze” (davvero non è un villaggio turistico?) della batteria costiera “Emmanuele Russo” di Punta Mola. Un progetto, sempre della stessa società, che pare sia “piaciuto” ai funzionari preposti alla “tutela”, a quanto si dice anche per la garanzia, assicurata dagli imprenditori, di creare sottoservizi che non richiederanno scavi (!) e di lasciare sostanzialmente inalterate le vecchie casematte.

Ma se così è, c’è davvero da restare allibiti per tanta ipocrisia: come se “case d’abitazione” potessero anche solo lontanamente sovrapporsi senza alterazioni, lasciando la memoria, l’identità, la leggibilità, di una delle “postazioni fisse più importanti della piazzaforte Augusta – Siracusa… Fra le più complesse, perché non è formata soltanto da postazioni di tiro e piazzole per cannoni, bensì è costituita da un insieme polifunzionale di strutture finalizzate ad azioni difensive e offensive, che nel loro insieme rappresentano un significativo esempio del funzionamento di una batteria standard dell’epoca e delle tecniche belliche del periodo”. Osservazioni tratte dalla relazione tecnica preparata nel 2015 (poco prima di andare in pensione) dall’allora Soprintendente Beatrice Basile per la proposta dell’emanazione di un provvedimento di tutela ai sensi dell’art. 10 c. 3 del D. lgs. 42/2004, relazione che riportiamo integralmente in un altro contributo perché dalla sua lettura emerga, con maggiore chiarezza, di quale gravità e responsabilità siano i parerei “positivi” espressi dalla Soprintendenza.

Ma al di là degli aspetti tecnici, della liceità amministrativa di tali pareri (da approfondire in altra sede), ciò che meraviglia è come, con tanta indifferenza culturale, non si sia percorsa con ogni mezzo la strada già tracciata dalla dottoressa Basile; come quella relazione, pur supportata da diversi richiami normativi (la legge 78 del 7.03.2001 “Tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale” che costituiva “una significativa estensione delle categorie tradizionali dei beni culturali, riconoscendo alle testimonianze della Grande Guerra valore storico e culturale; il disegno di legge n. 2069 del 2003 che proponeva di estendere la tutela di cui alla legge 78/2001 alle testimonianze della Seconda Guerra mondiale; e l’anno successivo, il Codice dei Beni Culturali, nel ribadire  (art. 11, comma 1 lettera i) quanto previsto dalla L. 78/2001, nella formulazione generale delle tipologie di beni da sottoporre alle disposizioni di tutela) sia stata di fatto ignorata, dimenticata, cestinata.

 

E insieme lascia attoniti, ma mai inermi, la modalità con cui le più alte istituzioni amministrative di questa città agiscano senza mai dar conto delle proprie scelte, come se affidati alla loro tutela non siano beni comuni, i beni di tutti, perché dovrebbe essere chiaro che se è vero che il diritto alla proprietà privata è garantito dalla Costituzione, è altrettanto vero, più vero, che l’articolo 42 subordina l’interesse privato a quello, superiore, della collettività. E questo principio meno che mai può essere disatteso da chi ha l’obbligo della salvaguardia dei beni di interesse storico-culturale.

Se poi è un dato oggettivo che il pessimo piano regolatore del 2007 in quell’area ammette, sugli edifici esistenti, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo (sic!) e ristrutturazione, nonché il cambio di destinazione d’uso (attualmente ruderi) con destinazioni compatibili con la residenza, “purché queste non necessitino di modificazioni del suolo o di adeguamenti della viabilità non compatibili con i caratteri del territorio” (una flora spontanea mediterranea ricchissima che verrebbe spazzata via!), è altrettanto inoppugnabile che il sovraordinato Piano Paesaggistico in quest’area non consente, tra l’altro, né di realizzare nuove costruzioni e aprire nuove strade e piste, né di eseguire scavi.

Per rendere abitabili, e agibili, gli edifici occorrerebbe adeguarne spazi e impianti per rispettare le norme igienico sanitarie in fatto di superfici minime delle stanze, rapporti areo illuminanti e salubrità degli ambienti che naturalmente comporterebbero trasformazioni radicali dell’attuale stato degli immobili e dell’intero contesto. L’uso “residenziale” porterebbe necessariamente a un maggiore carico urbanistico sul territorio disattendendo, per tale via, proprio le preminenti finalità del piano paesaggistico di tutela e conservazione dell’habitat. Possibile che la Soprintendenza sia incorsa nel fraintendimento, o nell’equivoco, di non considerare che se il divieto è espressamente prescritto per le aree a verde agricolo, lo è a maggior ragione per quelle a verde naturalistico?

L’art. 22 della L.R. 71/78 (relativo agli interventi produttivi nel verde agricolo) e le varianti agli strumenti urbanistici comunali, nel Piano Paesaggistico, risultano espressamente inapplicabili proprio per il divieto, in verde agricolo, del cambio di destinazione d’uso da residenza a destinazione turistico ricettiva, e di conseguenza, ancor più, da edificio in costruzione (come sono in parte le cd “casermette”) ad abitazione residenziale in un’area a verde naturalistico in cui prevale, in senso assoluto, si tutela, la conservazione ambientale del sito.

Impossibile ad oggi immaginare che Punta della Mola, la sua suggestiva bellezza, la sua naturalità, ancora vergine pur se in presenza delle tracce della storia, siano per sempre negate a chiunque se non ai “residenti” (sic!), e quasi del tutto annientate.

Da leggere

SERIE D, ESORDIO VINCENTE E CONVINCENTE DEL SIRACUSA

Tribuna Centrale non praticabile, quindi tutti in quella Laterale, pochi i tifosi in Gradinata, Curva …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti