Mentre il battage mediatico sui vaccini peggiora la salute mentale degli italiani, i fatti veri superano l’immaginazione. Pare che il Lazio sia stato in testa sulle altre regioni nell’organizzazione vaccinale e nel numero di vaccinati e portato ad esempio nei vari telegiornali. Ecco il testo dell’intervista televisiva di uno dei medici italiani più alla ribalta nazionale, Carla Bruschelli.
“I vaccini non ci sono ancora! Tra le più mendaci la Regione Lazio, che ha annunciato la vaccinazione o la prenotazione dal 1° Marzo presso i medici di famiglia! L’adesione dei medici è volontaria, hanno aderito solo 1500 su 4000 perché le condizioni sono drammatiche dal punto di vista burocratico e, soprattutto, organizzativo per somministrare in sicurezza ai cittadini vaccini più delicati di quelli antiinfluenzali, e chi ha aderito fa parte per lo più di strutture organizzate di medici nel territorio. Il portale della Regione non sta funzionando, ci sono incongruenze, i cittadini non riescono facilmente a prenotarsi né tantomeno i medici riescono per loro (ma non dovrebbero farlo impiegati della Regione anziché sottrarre tempo ai medici che visitano e curano?). Aggiungiamo che la Regione Lazio ha disposto per quei 1500 Medici di famiglia aderenti una quota di 11 dosi a settimana (una sola fiala che contiene 10 dosi ma hanno detto che vanno bene anche 11, visto che mancano i vaccini…) e questo sarebbe vaccinazione di massa? Pensate che se avessero aderito tutti e 4000 ciascuno avrebbe avuto 3 dosi a settimana per vaccinare centinaia di assistiti… E chi è affetto da patologie ha precedenza? No, solo pochissime ne hanno diritto! Ma tutto questo deve spiegarlo il medico di famiglia assalito da migliaia di richieste, oltre che dalle minacce dell’Assessore alla Salute, che accusa di negligenza e minaccia di sospensione della convenzione i medici di famiglia che non hanno aderito… Ma dove sarebbero i vaccini per vaccinare? Regione Lazio: se la conosci, la eviti”.
Se questo è una cronaca del meglio, stendiamo un velo pietoso su Siracusa che pensiamo sia fra le ultime in Sicilia per efficienza e vaccini praticati. Languono i dipendenti degli studi medici senza vaccino, per gli ottantenni ed oltre non ci sono posti disponibili a Siracusa e chi scrive ha prenotato per fine marzo una novantacinquenne ad Avola solo grazie alla disponibilità del call center del Ministero della Salute. Agli ottantenni siracusani tocca girare per la provincia, altrimenti nisba! Tutti gli altri sistemi di prenotazione sono stati in tilt per giorni e, nello stile ormai noto a tutti, nessun numero telefonico locale era accessibile. Duole, nel contempo, apprendere che uno studio privato ha avuto tutti i dipendenti vaccinati da tempo mentre alcune Residenze Sanitarie per anziani aspettano da gennaio le dosi. Alcuni medici hanno dovuto minacciare per essere vaccinati loro stessi con la prima dose dieci giorni fa, in fortissimo ritardo.
I telefoni dei medici di famiglia sono sempre intasati dai cittadini che credono al battage mediatico e gridano a gran voce la loro pretesa di essere vaccinati. Un primario di oncologia, ai vertici di un importante servizio per malati gravi di un’altra città, ha abboccato all’amo dell’informazione selvaggia e falsa, indirizzando ai medici di famiglia gli invalidi, convinto dai media che questi possano vaccinare e prenotare. Ne ha fatto un avviso e lo ha consegnato alla storia ma nessun medico di famiglia ha il potere di vaccinare o di prenotare.
Tutto falso e impossibile. La montagna di burocrazia legata alla vaccinazione renderà inutile il sacrificio dei questi medici. Considerato che in molte città siciliane le cose vanno meglio, abbiamo il sospetto che Siracusa avrebbe dovuto essere commissariata da tempo.

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