Anche AccoglieRete tra le parti civili contro Matteo Salvini. Udienza sospesa dal gip

Tra le Associazioni che hanno chiesto oggi (sabato 9 gennaio), nel corso dell’udienza preliminare, di potersi costituire parte civile nel procedimento per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio a carico dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini c’è anche AccoglieRete, difesa dall’avvocato Corrado Giuliano. La sua richiesta si aggiunge quindi a quella di altre dieci Associazioni (Legambiente, Arci, Ciss, Associazione studi giuridici, Giuristi democratici, Cittadinanza attiva, Open Arms, Mediterranea, Oscar Camps), a fianco di sette dei migranti trattenuti per 20 giorni sulla nave spagnola, tra cui un minore, e il capitano della nave.

L’Associazione, presieduta da Carla Frenguelli, ha tra le sue prime ragioni statutarie proprio la tutela dei diritti dei migranti e, in particolar modo, dei minori stranieri non accompagnati. Ha infatti seguito negli anni circa 120 tutori legali volontari e circa 1.500 minori stranieri non accompagnati, fornendo assistenza legale, attività di mediazione culturale, percorsi di inclusione e supporto psicologico e sociale.

Dal 2013 – è stata la prima associazione in Italia a costituirsi con questa specifica finalità – svolge quindi un ruolo di primaria importanza su tutto il territorio nazionale così come, in particolare, nella realtà siciliana, “realizzando un’ampia rete di solidarietà, sensibilizzando l’opinione pubblica, fornendo assistenza e supporto a soggetti svantaggiati” e anche partecipando a progetti come quello che vede capofila il Comune di Siracusa nel bando FAMI “Il Comune dei Popoli”.

Garantire la tutela dei diritti civili inviolabili, sanciti da numerose disposizioni nazionali (anche di rango costituzionale) ma spesso “calpestati” è proprio il principio che ha infatti spinto l’associazione a costituirsi parte civile nel procedimento che vede imputato l’ex ministro degli interni Matteo Salvini. Numerose, secondo l’avvocato Giuliano, le disposizioni normative poste a tutela dei diritti dei minori non accompagnati e le convenzioni ratificate dallo Stato Italiano violate in quei venti giorni dell’agosto del 2019.

Il ministro, con la propria condotta, “ha di fatto calpestato i diritti di uguaglianza garantiti dalla legge e in particolare i diritti di minori, soggetti a particolari cautele…, ha realizzato consapevolmente un respingimento illegittimo di minori non accompagnati producendo, altresì, un pericolo per la loro salute psicofisica” pur essendo informato delle precarie condizioni igieniche in cui si trovavano e del pericolo per la loro incolumità aggravato dalle condizioni metereologiche marine, scrive il legale di Accoglierete.

Un obbligo etico, prima ancora che giuridico, salvare vite umane che deve prevalere senza alcun dubbio o tentennamenti “su eventuali normative interne volte al contrasto dell’immigrazione clandestina e ciò senza alcuna distinzione in ordine alla nazionalità o allo statuto del soggetto che si soccorre, in un’ottica di piena cooperazione tra gli stati”. E, precisa Corrado Giuliano, “una volta soccorsi l’intervento non può arrestarsi ma deve perpetrare sino a quando i soggetti non si trovano in un c.d. POS (ossia un posto sicuro) dove la vita dei sopravvissuti non è più minacciata e in cui possono essere soddisfatte le primarie esigenze umane di sopravvivenza. L’individuazione del POS da parte degli stati coinvolti e, in particolare degli stati che di primo contatto, è obbligatoria quanto il salvataggio”.

E proprio nell’indebito rifiuto del Ministro di indicare il POS e l’illecito diniego dell’autorizzazione allo sbarco richiesto dalla Open Arms, si configurerebbe il reato di sequestro di persona in quanto “in violazione di precise norme di rango primario e senza alcuna ragione giuridicamente rilevante, (il ministro) ha certamente illegittimamente privato i soggetti a bordo della loro libertà di movimento e determinazione”. Un comportamento “consapevole”, argomenta l’avvocato, “non attribuibile a mera negligenza o disattenzione, sia perché perfettamente a conoscenza delle norme regolatrici della materia sia per quel che risulta dalle comunicazioni pervenute al suo ufficio dalla Open Arms di cui lo stesso era a conoscenza e di quelle intercorse tra lo stesso e il Presidente del Consiglio dei Ministri che più volte lo invitava a tutelare i minori presenti sull’imbarcazione”. E “d’altronde non è certo un mistero il pensiero dell’imputato circa l’immigrazione clandestina” chiosa.

Evidente anche l’omissione di atti di ufficio, scrive Giuliano, “essendo il Ministro competente ad indicare il POS e non potendo rifiutarsi se non in presenza delle precise condizioni sancite dalla legge…non sussistenti nel caso di specie. Né a tal riguardo possono invocarsi generiche ragioni di sicurezza pubblica in quanto nessuna delle autorità italiane ha evidenziato peculiari condizioni oggettive da cui sarebbe potuto derivare tale pericolo, come la presenza di armi o esplosivi a bordo. Ed ancora, la struttura organizzativa di Lampedusa, come confermato anche dal Questore di Agrigento non avrebbe avuto particolari difficoltà a gestire lo sbarco… Il prolungamento della permanenza a bordo delle persone recuperate e dei membri dell’equipaggio si è reso lesivo della loro salute individuale, collettiva, fisica e psichica, facendo sorgere anche occasioni di tensione”. Il Ministro dunque conosceva bene quale fosse la situazione a bordo e la stessa urgenza del provvedimento “quanto meno con riferimento ai minori, considerata, altresì l’esortazione del Presidente del Consiglio dei Ministri a provvedere con urgenza per assicurare l’assistenza e la tutela dei minori nell’imbarcazione ed autorizzare lo sbarco dei minori di anni 18 presenti a bordo. Allo stesso modo l’imputato era perfettamente a conoscenza dell’indebito rifiuto all’atto del proprio ufficio. Certe – afferma Giuliano – anche le aggravanti contestate relative al reato continuato attesa la pluralità di azioni volte al medesimo disegno criminoso”.

Per valutare le richieste avanzate dalle aspiranti parti civili il gip Lorenzo Jannello ha deciso una breve sospensione dell’udienza preliminare pochi minuti fa.

 

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