I giovani di padre Rosario Lo Bello e il professore Salvatore Settis: “Difendere la bellezza” (di Aleksandr Gubochkin e Giuseppe Aloi)

In questo difficile periodo storico che nostro malgrado stiamo vivendo è importante non perdere il senso di comunità e aggregazione; noi del movimento Connessioni studenti-Siracusa non ci siamo mai fermati, neanche durante il periodo di lockdown, con iniziative e incontri, virtuali, a favore della collettività.

L’ultima iniziativa in ordine di tempo da noi  realizzata è stata un’intervista al professor Salvatore Settis, ex direttore dell’Università Normale di Pisa, effettuata prendendo spunto dalla lettura di alcuni suoi testi, confrontandoci con lui su alcune tematiche molto attuali come la costituzione, la leadership, la democrazia e la difesa del paesaggio. L’idea di realizzare questa intervista/conversazione con il professore, Padre Rosario Lo Bello, è nata durante una passeggiata nella zona del Plemmirio, vasto tratto di costa siracusana, alla cui difesa il prof. Settis si è enormemente speso; luoghi in parte ancora inesplorati in cui spesso vengono alla luce reperti storici risalenti all’età del bronzo e di altre epoche più recenti che scrivono la storia millennaria di Siracusa. Abbiamo potuto conversare con lui dei numerosi tentativi di espropriazione cui è sottoposto questo territorio, in particolare della grande opera a difesa di esso, svolta da alcuni, come il nostro professore,  che si battono quotidianamente, affrontando il tema della perdita della fruizione del territorio a danno di tutta la collettività nelle sedi competenti.

Si è anche discusso il tema dell’urbanizzazione totale e della riscoperta della campagna da un punto di vista sia economico che morale; arrestare la cementificazione dei suoli agricoli, governare la crescita urbana anche mediante misurate azioni di riutilizzo di edifici abbandonati, contrastare il diffondersi dei ghetti urbani mediante accorte politiche dell’abitare, scoraggiare il moltiplicarsi di quartieri o edifici superaffollati, privilegiare la diversità urbana e le caratteristiche uniche dei centri storici, tutelare l’ambiente e il paesaggio storico come pegno vivente di una vita urbana che non intenda divorziare dalla natura. È su temi come questi che dovremmo, una volta finito lo stato emergenziale attuale, con lo sguardo al futuro, concentrare tutti i nostri sforzi. Come argomentava Pericle agli Ateniesi, infondendo loro perle di saggezza, dell’esperienza vissuta con la pandemia dovremo saper far tesoro e “giudicare le cose di generale interesse ponderandole nel nostro animo e discutendone collegialmente”. Il confronto è un passaggio fondamentale per meglio formarsi un’opinione prima di decidere il da farsi su un determinato argomento.

Infine abbiamo accennato all’inciclica di papa Francesco “Fratelli tutti”, che ci invita a compiere un viaggio interiore, introspettivo ed esaustivo. Solo un futuro conclave saprà dirci, a quel punto, se la dilatazione a Oriente abbia prodotto un esito distensivo, evolvendo verso un modello ecclesiale a geografie variabili e in equilibrio Est – Ovest; o viceversa, provocherà un effetto stretch back, da resa dei conti, e i grandi elettori d’Occidente manifesteranno sintomi conclamati, ultimativi e scismatici, di reazione al “vaccino”.

 

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