Un comunicato stampa dell’Associazione Decontaminazione Sicilia sulla realizzazione di un deposito di GNL all’interno della rada di Augusta avverte che l’Autorità di Sistema Portuale del Mare (ADSP) della Sicilia orientale, alcuni giorni addietro, ha approntato il progetto per la costruzione di un deposito di stoccaggio di GNL (Gas Naturale Liquefatto) all’interno del porto di Augusta, mediante una nave galleggiante di capienza massima di 1.200 mc. Detto deposito sarà allocato nei pressi del pontile consortile di Punta Cugno e non a largo nella rada, posizione più auspicabile per una maggiore sicurezza. Da qui la grande preoccupazione dell’Associazione, perché il deposito sorgerebbe in un’area fortemente sismica, soggetta a possibili maremoti e ubicata, a pochissima distanza dalle torce e dagli sfiaccolamenti delle vicine raffinerie del polo petrolchimico di Priolo (con potenziale rischio di un effetto domino), a poca distanza dal centro abitato di Augusta e con il notevole andirivieni di navi che già persiste nel porto. Inoltre, il porto megarese durante lo scarico e il carico di gas resterebbe bloccato e le altre imbarcazioni dovrebbero mantenere una certa distanza.
Sappiamo che il GNL, nel passaggio dallo stato liquido a quello gassoso, incrementa di ben 600 volte il proprio volume, ed essendo il GNL più pesante dell’aria, la nuvola resterebbe a mezza aria in balia dei venti. Se detta nuvola, sospinta dai venti, raggiungesse le fiaccole degli impianti sarebbe elevata la probabilità di un disastro tale da coinvolgere diversi centri abitati nelle vicinanze.
Per tali motivi Decontaminazione Sicilia, insieme a Natura Sicula, al Comitato Sabuci – Bagali ed al Comitato Stop Veleni, ha già depositato, nel maggio del 2019, un esposto alla Procura della Repubblica di Siracusa sui potenziali pericoli relativi alla costruzione di tale deposito, ma nulla è cambiato. Nell’esposto si ritiene che se proprio il porto di Augusta dovesse, per scelte internazionali e nazionali, dotarsi di tale infrastruttura, che lo legheranno per altri 30 o 40 anni (il tempo di ammortamento dell’investimento) alle fonti fossili, sarebbe allora più opportuno realizzare l’impianto offshore in mare aperto per non aggiungere una nuova criticità alle tante altre già esistenti.
La promessa delle nuove opportunità di lavoro (50 posti e 250 nell’indotto) che ne deriverebbero appare realistica solo per quanto riguarda il periodo di realizzazione dell’impianto, ma per la gestione dello stesso si sa che sarebbero chiamati tecnici specializzati provenienti da altre parti. Quindi si tratterebbe di una ricaduta di posti di lavoro davvero esigua e momentanea e non stabile come quella garantita, secondo l’Associazione Decontaminazione Sicilia, dalle bonifiche di cui il territorio ha assoluto bisogno. L’Autorità portuale parla di “Rivoluzione ambientale” e di “azioni mirate a ridurre l’impiego di energie da fonti fossili, privilegiando le tecnologie a minor impatto ambientale e favorendo l’utilizzo di fonti rinnovabili” ma il GNL è una fonte fossile.
Adesso, in risposta all’ennesimo comunicato di Decontaminazione Sicilia, si è giunti all’epilogo finale del progetto, pronti all’esecuzione, è che il sindaco Peppe Di Mare, insieme all’assessore al Porto Tania Patania, ha così replicato: “Augusta, quale porto core, deve dotarsi del Gnl e di altri impianti di combustibili alternativi (Sic), sempre tenendo a mente che l’obiettivo è incrementare i traffici marittimi e che quindi la tipologia di sistema di rifornimento deve tenere conto di queste finalità … l’iniziativa è interessante e soprattutto in linea con la normativa in materia di riduzioni di emissioni inquinanti in ambito portuale … l’ambiente e la sicurezza dei cittadini sono salvi considerata la collocazione in ambito portuale.”.
“La lotta all’inquinamento atmosferico, specie nella realtà augustana passa anche attraverso la promozione delle nuove tecnologie e dei carburanti alternativi e meno dannosi rispetto a quelli fossili tradizionali, come evidenzia il governo nazionale e comunitaria (green deal europeo)”.
In realtà, vogliamo far osservare al neo sindaco di Augusta e altri che sono del suo stesso avviso che test commissionati dal governo dei Paesi Bassi dimostrano che i camion a gas naturale liquefatto (GNL) inquinano l’atmosfera fino a 5 volte di più rispetto ai propri corrispettivi a diesel. Risultati, questi, in aperto contrasto con le dichiarazioni dei produttori di autocarri, secondo i quali i camion a GNL ridurrebbero le emissioni di ossido di azoto (NOx) di più del 30%. E anche sulla produzione di particolato non c’è nessuna differenza dato che, sempre rispetto ai produttori, esso non è affatto minore, ma comparabili a quelli dei camion a diesel. Si sa che queste particelle penetrano in profondità nei polmoni e vengono assorbite nel flusso sanguigno, causando malattie cardiovascolari, ictus e cancro all’apparato respiratorio. Il progetto quindi non sembra a basso impatto e va contro le direttive europee non solo sull’inquinamento, ma sulla sicurezza. Purtroppo, chi muove grossi interessi economici trova spesso le amministrazioni locali e i politici consenzienti e la maggioranza della popolazione non in grado di tutelare i propri diritti.

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