Non è il primo attacco alla redazione di Casablanca.
“Ci chiedono pure un riscatto – commenta la direttrice Graziella Proto – ma in realtà stavolta non ci hanno fatto nessun danno, se non lo sberleffo all’impegno quotidiano e del tutto volontario delle nostre redattrici. La prima volta è stata molto più dura, perché dalla redazione di via Caronda, a Catania, sono scomparse telecamere, computer e altre cose per noi preziose, su cui avevamo investito soldi, forze e speranze. Non ci siamo arrese allora, non lo faremo adesso”.
Fondato da Graziella Proto, Riccardo Orioles e Lillo Venezia nel 2006, Casablanca nasce sulla scorta dell’esperienza de I Siciliani di Pippo Fava.
“Molla tutto e vieni con noi“, le diceva sempre il grande direttore. E Graziella Proto lo segue, “facendo salti mortali – racconta lei stessa – come tutte le altre donne impegnate dentro e fuori casa, convinte che si possa fare l’uno e l’altro”. Ma fa di più. All’indomani dell’omicidio di Pippo Fava, prende le redini de I Siciliani, diventandone la responsabile amministrativa.
“Ero la più anziana – spiega ancora la direttrice di Casablanca – l’unica con un reddito. Il mio stipendio e la mia dedizione alla causa li avevo già impegnati per il giornale per cui Fava era stato ammazzato. Poi arrivò il fallimento de I Siciliani e la mia vita cambiò totalmente. Per anni ho combattuto una battaglia logorante con i tribunali, con i pregiudizi, i pettegolezzi, le maldicenze”.
Casablanca/Le Siciliane nasce anni dopo, nel 2006, figlio della stessa esperienza, della stessa caparbietà, dello stesso coraggio. “La scommessa di un nuovo mensile nel solco de I Siciliani – è ancora Graziella Proto – era eccitante. Una rivista antimafiosa a Catania, diretta, edita e gestita da una donna, perché no? Il primo numero uscì l’11 maggio 2006, giorno del mio compleanno. L’ho fondato con un contributo regionale sulla imprenditoria femminile e ho avuto vicino a me dal primo istante Riccardo e Lillo. Quanti debiti per farlo partire!!!”
Quattordici anni di storia e “storie di frontiera”, in cui una redazione tutta al femminile denuncia, racconta, sostiene e intraprende battaglie per i diritti civili e umani. Oggi, l’ennesimo attacco odioso mette a dura prova Graziella e le sue donne. Che, già al lavoro per ricostruire il sito, rispondono citando il celebre film Matrix: “Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.
Noi abbiamo scelto la pillola rossa ecco perché non sarà possibile abbatterci!”
“Siamo fortemente convinte – conclude la direttrice – che si tratta di un attacco mirato, frutto di una pandemia informatica ormai diffusa che non colpisce mai a caso. Bisognerebbe affrontare il fenomeno, smuovere inchieste giornalistiche e indagini approfondite. E ci dispiace che, invece, non se ne parli abbastanza”.
Alle colleghe di Casablanca/Le Siciliane la solidarietà incondizionata della nostra redazione.

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