Un articolo di Gianmarco Catalano, così emblematicamente titolato, su Peacelink.it riaccende le polemiche e gli interrogativi sull’abbattimento di cento alberi nel parco dell’Hangar nel 2017, vicenda caduta nel silenzio nonostante gli esposti a suo tempo presentati a tutti gli organismi competenti.
Rilancia sul tema Natura Sicula, la quale si domanda che fine abbia fatto la denuncia sull’accaduto, risalente al marzo del 2017, visto che, ad oggi, non sono state individuate responsabilità. Il presidente Fabio Morreale ricorda come oltre un centinaio di eucalipti furono abbattuti su commissione di Marisicilia da Biomasse Sicilia spa, di cui è socio unico Sper spa, proprietaria della nota centrale a biomasse di Dittaino (Enna), ciò nonostante l’ente militare non fosse, all’epoca, titolare dell’area demaniale oggetto del disboscamento. L’area, infatti, era tornata in gestione all’Agenzia del Demanio dal settembre del 2016, da quando cioè la sindaca di Augusta aveva riconsegnato terreni e fabbricati di cui il Comune era stato concessionario dal luglio del 2004.
«Un danno irreparabile». Così l’associazione Hangar Team, per anni custode volontaria del parco, definì l’accaduto nella denuncia depositata alla caserma dei Carabinieri di Augusta. Il Parco, secondo l’associazione, era parte integrante di un «unicum» rientrante in quella categoria di beni che, secondo il Codice Urbani, «non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione».
L’Agenzia del Demanio che, come scrisse l’Hangar Team, «non ha dato prova di efficienza e adeguatezza in tema di custodia e valorizzazione dei beni culturali» ha finora omesso di agire per il risarcimento del danno erariale arrecato al bene demaniale. E ciò malgrado la stessa Agenzia abbia riconosciuto che l’intervento commissionato da Marisicilia era avvenuto «in assenza di qualsivoglia autorizzazione rilasciata dalla sua direzione la quale potrebbe risultare parte lesa».
Natura Sicula bacchetta anche la Soprintendenza di Siracusa. “L’ente preposto alla tutela dei beni culturali avrebbe dovuto accertare l’illecito, ma nei fatti agì per legittimare l’operato di Marisicilia; dapprima omettendo di contestare l’abuso, e poi autorizzando un ulteriore «taglio a raso» di ciò che restava delle piante abbattute. Tale nulla osta venne rilasciato sulla base di una perizia agronomica di parte, ossia prodotta dallo stesso comando militare, che presentava il nuovo intervento culturale» come benefico «al fine di favorire il ricaccio dei polloni»”. Quindi, a parere dell’associazione ambientalista, la Soprintendenza avrebbe dovuto accertare l’illecito, sanzionarlo e trasmettere gli atti alla magistratura. Nella nota, nel contestare la presunta illegittimità della successiva autorizzazione della Soprintendenza, viene evidenziato che il nulla osta era stato concesso a un ente che non vantava alcuna titolarità sul bene e inoltre che la reiterazione di un’opera – il «taglio a raso» – già compiuta senza autorizzazione non avrebbe tenuto conto dei vincoli paesaggistico-culturali e degli obblighi di rimboschimento che gravavano sul parco. L’associazione ambientalista conclude ricordando che a distanza di oltre tre anni nessuno dei colpevoli del disboscamento sarebbe stato chiamato a rispondere di quanto avvenuto.
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Alla nota sull’Hangar si sono risvegliate le polemiche perché l’ex sindaco Cettina Di Pietro ha indirizzato all’estensore della nota, Gianmarco Catalano, la minaccia di denuncia all’Autorità Giudiziaria per l’articolo su Peacelink.it ritenuto parziale e con molte falsità. In questa querelle prende posizione anche l’associazione Hangar team, da sempre sensibile e attiva a tutela del bene monumentale e dell’area circostante, che ha gestito a beneficio della popolazione per ben tre anni in cui grande è stata la partecipazione delle persone alle iniziative organizzate a testimonianza anche della fame di spazi verdi attrezzati di cui soffre la città.
Il Presidente dell’Associazione Hangar Team Augusta con una nota puntuale e dettagliata ha ripercorso le varie fasi della vicenda e rammentato gli atti assunti dal Comune che, a suo parere, avrebbero predeterminato le condizioni per le quali il parco è stato ora trasferito per competenza alla Marina. La nota articolata e piena di riferimenti è leggibile sul sito dell’Associazione Hangar Team a cui si rimanda. A noi resta da considerare il fatto che oggi non vi è alcuna possibilità di accedere al parco, che resta inesorabilmente nello stato di abbandono che ben conosciamo, e confidare che la nuova Amministrazione corregga ed inverta la rotta fin qui seguita riconsegnando quello che la città ha dimostrato di avere molto a cuore. Non sarà semplice.

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