Proponiamo altri dati sull’andamento della qualità di vita di Siracusa sperando che possano essere utili a chi ha la possibilità, in qualche modo, di incidere sul futuro della città.
L’Inps (settembre 2019) ha reso noto di versare ai circa 115.000 pensionati della provincia (il 29% della popolazione) una media di 650€. Considerando che i pensionati provenienti dall’area industriale, pubblico impiego e sanità ricevono anche grossi importi possiamo comprendere che un consistente numero di pensionati vive con una pensione da fame. È un’amara realtà creatasi negli ultimi 31 anni. Infatti, se osserviamo l’occupazione, l’Istat nel 1989 denunciava una disoccupazione in provincia del 5% mentre ora supera il 22%, con quella giovanile che supera il 52%. È anche alta la percentuale di lavoro nero, oltre a centinaia di persone costrette ad emigrare: negli ultimi anni in tutto il sud tre milioni i giovani senza alcun desiderio di tornare in questa misera e provinciale realtà.
Inoltre, il 20% di siracusani per curarsi deve spostarsi nel capoluogo etneo per curarsi cosicché l’azienda sanitaria locale ogni anno versa un quinto del proprio bilancio a quella di Catania.
Rapporti dei carabinieri (2018) parlano del consumo di stupefacenti come di un fenomeno in recrudescenza nelle fasce d’età minorili. Cocaina, marijuana, eroina, hashish ed ecstasy sono le droghe più diffuse. Dal 2015 si evidenzia un incremento del 46% delle persone tratte in arresto per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio con età tra i 13 e i 35 anni. Sono anche aumentati gli interventi per violenze di genere e violenza domestica con interventi dell’Arma pressoché quotidiani. Per quanto attiene agli arresti, il Comando Provinciale di Siracusa ha evidenziato una costante ascesa che ha portato Siracusa a confermarsi come la terza forza a livello regionale, collocandosi per numero complessivo dietro le Province di Palermo e Catania (aprile 2019). Sono ben 12 i Comuni della provincia di Siracusa – oltre al capoluogo, Avola, Canicattini Bagni, Carlentini, Floridia, Francofonte, Lentini, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Priolo Gargallo, Rosolini e Solarino – tra i 292 individuati dal governo per la lotta alla cosiddetta povertà educativa minorile e alla dispersione scolastica, fenomeno ormai preoccupante. La provincia di Siracusa è indicata infatti come “maglia nera” dall’Osservatorio sulla dispersione scolastica dell’Ufficio Scolastico Regionale. L’indice di dispersione scolastica è dell’1,31% nelle scuole elementari e sale al 5,12% nelle scuole medie. Percentuali doppie rispetto al dato medio della regione e aumenta il fenomeno dell’analfabetismo di ritorno.
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In compenso abbiamo l’apertura di tanti punti di gioco, ovunque. Attività sempre aperte, anche nei giorni festivi. Nel 2017 si sono giocati oltre 177 milioni di euro nella sola città di Siracusa, 1.455 euro pro capite che hanno portato il comune aretuseo a piazzarsi alla 902° posizione su 7.954 comuni italiani nella classifica generale per giocate pro-capite (aprile 2019).
Altri dati provenienti da indagini eseguite dal prof. Fiasco, presentati alla consulta nazionale antiusura «Giovanni Paolo II» nel convegno svoltosi a giugno 2019, riportavano, suddivisi su 107 province, un alto grado d’usura e l’altissimo grado del gioco d’azzardo on line: la provincia è la 3° assoluta in Italia riguardo a questo indicatore. Per l’esposizione all’usura è al 90° posto su 107 province, per il massimo rischio finanziario (indicatore che raggruppa: finanziamenti accordati e finanziati, sofferenze bancarie, sconfinamento) è al 106° posto su 107 province.

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