Poniamo delle domande a un economista che lavora come navigator e che vuole rimanere nell’anonimato.
Sono sempre tanti i giudizi negativi verso chi riceve il Rdc in tanti pensano che sia lo strumento fatto per chi non vuole far nulla facendosi pagare dalla comunità. Lei, che segue ciò cosa pensa?
Ovviamente chi sa sta zitto chi non sa pontifica. Sono 30 anni che il mercato del lavoro è massacrato dalle politiche economiche neoliberiste. Ultimamente grandi banchieri europei, usando un linguaggio ermetico hanno ammesso gli enormi abbagli avuto dalle classi dirigenti e dai policy maker nelle ultime 3 decadi. Solo per puro caso ci sono stati momenti in cui il tasso di disoccupazione è leggermente calato per il resto il trend è paurosamente negativo con risultati sotto gli occhi di tutti. Per cui mentre tanti giovani erano disperati e relativi genitori terrorizzati questi stappano ancora bottiglie di champagne da 30.000 € come se fosse acqua.
Questa crisi finanziaria, aggravata poi dal Covid, ci ha trascinato in enormi problemi. Difatti, qui già esisteva un’alta disoccupazione, 60% giovanile, oltre 22% generale, in tale situazione gli usufruitori del Rdc sono disposti anche a richieste di lavoro fuori provincia o regione?
Sinceramente le possibilità lavorative scarseggiano ovunque, oggettivamente pensare di trasferirsi per contratti di 1/3 mesi è una soluzione poco percorribile. Il lavoro dei navigator è ancora nella fase di profilazione sia del bacino dei percettori che delle imprese. In Germania per entrare a regime il sistema dei centri per l’impiego ha necessitato 10 anni ed il quintuplo del numero di risorse a livello di personale; provare a esprimere un giudizio dopo un anno di implementazione di cui 6 mesi in lockdown è ridicolo e ipocrita. Le possibilità in fin dei conti sono due: o enorme manovalanza a disposizione della criminalità organizzata o ulteriore potere di sfruttamento a favore degli imprenditori che pagano 2,5€ l’ora i propri dipendenti e per questo si lamentano del Rdc. I poveri hanno una scelta è questa non è mai piaciuto ai padroni.
Qual è la loro tipologia per età, sesso, studi, classi sociali, capacità d’adattamento?
La tipologia è molto variegata ma indubbiamente la predominanza è di soggetti femminili mai occupati, con età elevata e pochissima formazione culturale. Emblematico al riguardo il numero di soggetti privi dell’obbligo scolastico. Con essi si è giunti all’idea condivisa che è necessario acquisire un minimo di competenza e di cultura generale. Le risposte sono incoraggianti visto che molti percettori hanno deciso di intraprendere il percorso presso il CPIA per il conseguimento della licenza media in modo da poter cominciare ad aspirare ad altro.
Cosa andrebbe migliorato e altro da compiere?
Le cose da migliorare sono tantissime: Bisogna aumentare in maniera esponenziale le relazioni tra i diversi enti ed attori del processo quali Inps, CPI, Comune, servizi sociali e ovviamente il mondo imprenditoriale. Si sta implementando questa comunicazione ma i tempi burocratici sono lunghi soprattutto perché i decreti attuativi sono stati approvati molto tempo dopo la partenza della misura. Inoltre, stupido puntualizzarlo, tutto era stato fatto nel mondo pre-covid, e come abbiamo sentito ripetere più volte da più istituzioni, poco sarà come prima.
Le risorse economiche spese per questo strumento sono da implementare e come?
Per quanto riguarda le risorse economiche stanziate e spese nel primo anno d’implementazione della misura esse ammontano a circa 6,5 miliardi di €. Tante, poche, dipende dai punti di vista. Sono risorse destinate ai consumi primari, immediatamente rigirate nell’economia reale che paragonate ai 70 miliardi annui pagati gratuitamente ai rentiers, quindi orientate più all’accumulazione di pochi e spesso ossigeno delle speculazioni nei mercati finanziari, non sono secondo me fonte di preoccupazione o scandalo e soprattutto sostenibilissime ora che la BCE si è svegliata e ha smesso di tutelare gli speculatori. Siamo lontani da un approccio di quasi repressione finanziaria come quello previsto dalla nostra costituzione e attuato negli anni a cavallo tra il 1950 e il 1979 ma almeno non si garantiscono più extrarendimenti reali nell’ordine del 3% annuo come quelli inaugurati da Carlo Azeglio Ciampi.
Si possono organizzare nuove progettualità con alcuni percettori affinché siano motivati e disposti a novità?
Certo! Motivare i percettori è il primo compito dei navigator: Da oggi hanno una possibilità di scelta, una mano tesa che può aiutarli a uscire da una situazione di difficoltà cronica. Chi di loro la coglierà e riuscirà a farsi trovar pronto nel momento in cui ripartirà il mercato del lavoro non avrà più bisogno di questo sostegno.
Stanno aumentando in numero i fruitori?
Il numero di fruitori è tristemente in aumento e non ci vuole un Nobel in economia per capire la situazione economica che stiamo vivendo. In questo momento quasi 3 milioni di percettori a livello nazionale usufruiscono dello strumento. A livello provinciale 22.000 pari al 5,45% della popolazione.
In loro si vede felicità nell’aver raggiunto il ricevimento del Rdc così da starsene al sicuro o è un semplice 1° gradino per iniziare con più dignità la ricerca di un lavoro?
Molti sono infinitamente grati per esser passati dalla disperazione all’umiliazione. Altri ringraziano delle possibilità loro offerta e credono fortemente nella possibilità di riscatto. Una minima parte è prepotente, strafottente e menefreghista: durerà poco la pacchia! Truffe e lavoro nero fanno parte del sistema ma personalmente mi fa più rabbia l’evasione e l’elusione fiscale di professionisti, particolarmente nell’ambito salute, e delle multinazionali che quella di poche mele marce che i giornali non mancano di farci conoscere quotidianamente.
Sono ben disposti a spendersi in cicli di formazione?
I cicli di formazione sono la fase che stiamo implementando e la risposta al momento è molto incoraggiante.
Rispetto alle loro capacità, professionalità e conoscenze lavorative sarebbero disposti anche a lavori usuranti o più in basso per il loro skill?
Dipende dai casi, la maggior parte comunque sarebbe disposta a tutto pur di lavorare al giusto prezzo. Il problema è che molti sono realmente incollocabili per questione di età, formazione (nulla), inesperienza. O per situazioni familiare e/o di salute.
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Sui Puc (progetti utili per la collettività)?
I decreti attuativi sono partiti a gennaio, poi è intervenuto il covid. Comunque, sia il Comune di Siracusa, come in tutta la provincia, progetti con queste finalità non ne esistono. Addirittura, al Comune di Siracusa con l’ultimo rimpasto in giunta c’è un nuovo assessore che deve occuparsene, per cui vedremo a breve se ci giungerà qualcosa da lui.
Sono stati individuati i criteri?
Sono quelli che vanno in ordine: da importo beneficio nucleo famiglia, percettori con priorità ai più giovani e settore di competenza.
Che percezione hanno di chi ha un lavoro stabile?
La maggior parte non sa nemmeno cosa possa significare un contratto regolare a tempo indeterminato. Per tanti è routine un contratto con ore molto inferiore al reale e con l’obbligo di restituzione in nero di quota parte della busta paga, il caso del tribunale di Palermo è emblematico al riguardo.
Molti si adoperano anche nel lavoro nero?
Probabilmente si; più che altro ritengo che ci possano essere coloro che arrotondino con piccoli e sporadici lavoretti a nero. Coloro stabilmente impiegati a nero vengono scovati e inducono gli altri a smettere di infrangere la legge. Con questi ultimi soggetti è giusto che ci sia la mano pesante della giustizia. Riguardo a ciò a livello nazionale sono stati scoperti e denunciati oltre 84.000 percettori.
Si sentono a disagio nel sentirsi in questa situazione: mantenuti dallo Stato e criticati da tanti?
Come già detto certo! Sono tanti, la maggior parte coloro che dalla disperazione sono passati nella situazione di umiliazione. Ed è verso loro che si rivolge il massimo impegno di tutti gli attori del sistema “Reddito Di Cittadinanza.”

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