Caos scuole. Tutti insoddisfatti: “La confusione è assoluta, e a molti viene negato il diritto allo studio” afferma il segretario provinciale della FLC CGIL Paolo Italia

Quest’anno il Ministero della Pubblica Istruzione ha toppato forte scontentando, quasi al pari della Buona Scuola, il corpo docente, Ata, Dirigenti e impiegati degli uffici scolastici. La confusione regna sovrana e le operazioni di routine che gli ex provveditorati provinciali erano ormai da anni soliti adempiere, quest’anno sono diventate complesse e farraginose. L’esito? Il Ministero si gonfia il petto di dati inesistenti, i docenti hanno rifatto le valigie per tornare al nord (in qualche caso anche viceversa), i dirigenti scolastici sono a corto di docenti e gli uffici subissati di telefonate ed imprecazioni. “Pensavamo che nel nostro territorio – ci spiega Paolo Italia, segretario provinciale e responsabile organizzativo regionale Flc Cgil –  con l’arrivo del nuovo Provveditore agli Studi la situazione migliorasse… invece è peggiorata in tutta Italia per le scelte incomprensibili, dettate dall’arroganza e dalla scarsa considerazione dei territori, che la ministra Azzolina ha mostrato. Giornalmente la ascoltiamo nelle sue conferenze stampa nelle quali annuncia che non vi sono posti scoperti, che tutti i docenti sono già in servizio, che tutto, insomma, va bene. La verità è che la ministra è lontana dalla realtà e raccoglie dati che arrivano dai territori assolutamente non rispondenti a verità, dati relativi al numero delle convocazioni messe in atto e non al numero reale delle assunzioni. Un esempio concreto? A Priolo, qualche giorno fa, per assumere due collaboratori scolastici sono state convocate 120 persone; al Nord per dieci docenti vengono inviate 1500 convocazioni. Non solo l’organico annuale non è stato coperto ma la ministra è riuscita ad innervosire tutti i docenti di ruolo, i precari, personale Ata ancora senza lavoro, dirigenti scolastici a corto di personale e impiegati degli uffici travolti dalle lamentele!”. Ma come è possibile? Quest’anno tutto doveva scorrere facilmente, tutto era digitalizzato, tutto era pronto… ed al 27 settembre ancora manca in tutta Italia il personale? Cos’è accaduto? “Il farraginoso meccanismo delle assegnazioni provvisorie interprovinciali (Api) – risponde Italia – dà modo a decine di docenti, soprattutto assunti dalla Buona Scuola ma anche provenienti da altre modalità di reclutamento, di tornare e svolgere il servizio nella provincia di ricongiungimento ai familiari. Quest’anno la ministra aveva assicurato che queste operazioni si sarebbero completate entro il 20 settembre ma improvvisamente il Miur non ha recepito tali indicazioni e ha dato ordine imperativo, attraverso il Direttore Generale Stefano Suraniti, di concludere l’assegnazione delle cattedre scoperte entro il 31 agosto 2020. L’obiettivo è assegnare l’assegnabile ma mettendo in difficoltà gli ex provveditorati che non vengono coordinati tra loro. Alcuni infatti pubblicano alle prime luci dell’alba del giorno stabilito, altri uffici scolastici in tarda serata e, invece che procedere a un intreccio dei dati, si decide dal Ministero che i posti non pubblicati in tempo utile verranno attribuiti ai supplenti. In molte discipline si sono lasciati scontenti i docenti di ruolo, costretti a tornare al nord (o viceversa) nonostante la presenza dei posti vacanti; ma la beffa maggiore si scopre quando non si trovano supplenti a cui assegnare le cattedre perché le graduatorie provinciali ad esaurimento (Gae) non hanno più aspiranti perché esaurite!

Infine per assurdo non si possono utilizzare le nuove graduatorie per le supplenze (Gps) perché essendo piene zeppe di errori vanno riviste e corrette! Il ministro di fatto ha scontentato tutti perché è venuta a mancare la sincronia fra gli enti. Il tentare di far apparire tutto in ordine, l’arroganza e la scarsa disponibilità del Ministero all’ascolto ha decretato la confusione assoluta e la violazione del diritto allo studio di molti alunni e ancora di più dei soggetti fragili come dei diversamente abili! Un fallimento totale su tutti i versanti! E siamo al 28 settembre”.

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