IL KOUROS APPICCICATO E I MANIFESTI STRAPPATI

La città di Siracusa vive una stagione ad alta intensità emotiva per quanto accade al proprio patrimonio culturale

 La tela del Merisi è partita da pochi giorni verso la capitale e una nuova polemica sembra accendersi all’orizzonte, stavolta  intorno alla mostra del Kouros ritrovato,  allestita presso il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi. La diatriba apparsa sui social tuttavia sembra aver ripreso vigore solo dopo l’inaugurazione della mostra, avvenuta martedì  alla presenza delle autorità. Non è infatti un mistero per il mondo accademico una certa avversione all’operazione di ricomposizione del capolavoro di scultura greca, il busto del kouros proveniente dalla antica Lentini a cui è stata “riapplicata” la testa apollinea della collezione Biscari di Catania. Le argomentazioni ruotano intorno ai dubbi sollevati dagli archeologici classici sulla veridicità di un tale accostamento dal momento che la testa potrebbe appartenere ad un’opera scultorea altra, probabilmente più arcaica. A una motivazione di natura estetico-artistica che non legge armonia nella ricomposizione, si aggiunge anche una valutazione anatomica, dato che i due pezzi non combaciano perfettamente; la tecnica utilizzata per unire il busto alla testa, attraverso un collarino, dimostrerebbe l’estraneità dei due pezzi: il risultato di un collo insolitamente lungo appare assolutamente estraneo all’armonia scultorea greca. Di contro, l’apparato tecnico scientifico di cui la mostra si fregia sembra annientare le critiche: analisi petrografiche e anatomiche racconterebbero il viaggio e l’esperienza di una scultura che ha “solo perso la testa” per ritrovarla parecchi secoli dopo. In questa direzione, elemento di forza è rappresentato proprio dalla tecnica utilizzata all’interno dei laboratori del Centro Regionale per il Restauro  per la ricomposizione della statua: un collarino che supera le piccole mancanze materiche fra i due pezzi e che, essendo anche amovibile, rende l’intervento reversibile. 

La mostra era già pronta da febbraio e la sua promozione era stata scelta dall’ex direttore Rizzuto perché rispondeva a una sua forte esigenza di attrarre il pubblico più giovane. Da qui lo stesso coinvolgimento dei ragazzi dell’Accademia di Belle Arti: loro la grafica e lo stesso slogan “Da perderci la testa. Poi la malattia, dagli esiti tragici, di Rizzuto e la pandemia hanno rinviato l’evento a settembre. Ma il nuovo direttore del Parco, Carlo Staffile, avrebbe confermato le decisioni già prese da Rizzuto e la collaborazione con l’Associazione Civita. 

Qui il coupe de theatre: l’Assessore regionale Samonà, poco prima dell’inaugurazione davanti al pubblico, alle autorità e ai dirigenti istituzionali in attesa, a detta di testimoni, non solo ha pronunciato parole chiare di disapprovazione per le scelte fatte – “Fa schifo!” – ma ha anche dato ai giovani del suo entourage disposizioni al fine di rimuovere/strappare i manifesti pubblicitari lasciando tutti esterrefatti. Lo slogan comunicativo, presente fino all’arrivo dell’assessore, è infatti subito dopo scomparso.

Forse il clima cocente che si respira in città, dopo un’estate di note polemiche, ha motivato qualcuno affinché anche questo evento fosse connotato da una certa criticità. Evidentemente l’assessore Samonà ha poco gradito la scelta di Rizzuto e ha preferito un “di-stacco”, stavolta comprovato, del Kouros ritrovato.

E in una storia di ritrovamenti e agnizioni sembra quasi d’obbligo la successiva tappa della mostra. Dopo le sale del Museo aretuseo il Kouros raggiungerà anche la città di Lentini, luogo di ritrovamento del busto, in sensibile risposta alle esigenze di rigenerazione culturale di questo Comune vissuta grazie all’attività instancabile di numerose associazioni.

Certamente avremo modo di ascoltare e leggere ancora novità sulla vicenda (di-strappi compresi), ma intanto resta comunque allo spettatore, studiosi e non, un intenso momento espositivo da vivere. Una sala buia “illuminata” dalla bellezza del nostro patrimonio ritrovato (ricomposto o meno), una intensa lezione di Arte, Archeologia e Poesia.

 

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