Le segnalazioni, a cui si aggiungono le forti proteste da parte di molti, corrono sui social.
Lo scenario è quello del favoloso cementificato Plemmirio. Prima c’è stata la segnalazione di Federico Ionni, residente nella zona, di un materasso lasciato a sfaldarsi lentamente sugli scogli: non sapremmo contare quante richieste ci siano state perché qualcuno lo andasse a rimuovere; addirittura, per l’intervento della Presidente dell’Area Marina Protetta Patrizia Maiorca, è sembrato che stesse lì lì per intervenire un mezzo nautico “perché via terra non si riusciva ad arrivare…”. Il materasso, quel che ne resta, era ancora lì fino all’altro ieri.
Poi è girato su Facebook il video di uno scolo di acqua giallastra fino a mare: Ketty Romano, l’autrice del video, lo ha ripercorso all’indietro, dal mare al foro nella parete di cemento da cui fuoriusciva il rivolo ma certo non potrà andare oltre questa sua già meritoria indagine. Non potrà essere lei a fare un sopralluogo tecnico e ad inchiodare i proprietari della condotta alle loro responsabilità. Aspettiamo quindi gli eventi.
Infine la piccola “piscina”, che alcuni ritengono sia naturale, altri no, nella scogliera in prossimità del Varco 26, in via dei Diamanti! Già un anno fa veniva inviata una istanza alla Capitaneria di Porto per sapere se fosse stata autorizzata “la recinzione con montanti in legno e rete metallica realizzata a pochi metri dal mare” a protezione della piccola insenatura chiedendo, se del caso, di adottare i provvedimenti ritenuti opportuni a tutela dell’area già fortemente segnata dall’intervento antropico.
Nella risposta il comandante Luigi D’Aniello faceva presente che la competenza nell’istruttoria di procedimenti amministrativi e nel rilascio di atti gestori (concessori e/o autorizzativi) afferenti al pubblico demanio marittimo era ormai dell’Amministrazione regionale e che tuttavia nel mese di maggio il personale militare dipendente aveva effettuato, sul sedime demaniale marittimo oggetto della segnalazione, un’attività di vigilanza demaniale a seguito della quale si era provveduto a informare compiutamente sia la competente Autorità Giudiziaria sia l’ufficio della Regione siciliana titolare delle funzioni gestorie “per le conseguenti azioni di tutela amministrativa”.
Cosa sia accaduto da allora non si sa visto che anche quest’anno si è ridelimitato il passaggio all’insenatura per indicarne la proprietà esclusiva in totale disprezzo delle norme che vietano azioni di privatizzazione di beni comuni. Ma la scala in cemento, costruita sugli scogli, in un luogo comunque intangibile, è l’emblema dell’incapacità delle nostre autorità di tutela e controllo di imporre il rispetto di norme e regole.
Abbiamo chiesto un commento alla presidente dell’AMP Plemmirio Patrizia Maiorca.
“Non posso che esprimere rammarico, anzi, mi correggo, dolore per la mancanza di rispetto nei confronti della nostra Area Marina Protetta che si concretizza sotto forma di materassi abbandonati sulla scogliera o in scarichi abusivi. È un peccato perché la nostra AMP è di grande importanza dal punto di vista biologico e della biodiversità. È, infatti, una ASPIM, area di speciale protezione di interesse mediterraneo. È un peccato perché comincia a diventare un polmone di ripopolamento per il mare circostante. È un peccato, lasciando perdere le considerazioni di ambito biologico, anche dal punto di vista economico in quanto importante fonte di attrazione per il turismo naturalistico. Turismo sano che non impatta negativamente sull’ambiente e che produce ricchezza.
Devo considerare, però, come di fronte a tali comportamenti scorretti ce ne siano molti di più di direzione totalmente opposta. Ne cito solo uno che mi ha colpito e incoraggiato a insistere, migliorare e incrementare quella che è una delle mission fondamentali delle Aree Marine Protette (oltre alla protezione): l’educazione ambientale. Ero a fare il bagno al Plemmirio, sbocco 12 o 11 non ricordo con esattezza, quando ho avuto l’opportunità di ascoltare la conversazione tra due bimbi, muniti di maschera, che avevano visto una stella marina. Mentre uno dei due avrebbe voluto prenderla per mostrarla ai genitori che prendevano il sole, l’altro si è opposto decisamente dicendo che non era possibile perché la stella marina sarebbe morta. “Me l’hanno detto al Plemmirio quando siamo andati con la scuola” ha spiegato.
Per quanto riguarda l’accesso alla insenatura recintata, senza divagare sulla presunta proprietà privata dell’area, faccio presente che in ogni caso, comunque, si deve assolutamente consentire il passaggio e nessuno può vietare di usufruire a chi lo voglia e per tutto il tempo desiderato di quel tratto di costa.
Per fortuna il mare è di tutti”.

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