Affermare che oggi, grazie al vertice in Prefettura tra le parti in causa, si sia detta l’ultima parola sulla querelle Caravaggio con un definitivo diniego allo spostamento del dipinto sarebbe certo un azzardo. Diciamo che almeno è emersa chiara la posizione dell’Amministrazione Comunale attraverso la sua figura apicale, quella del sindaco Francesco Italia. Il Seppellimento di Santa Lucia “partirà” se così deciderà l’ente proprietario, il FEC (solo per il momento “proprietario”, auspicano le associazioni del Patto Civico per la tutela del Caravaggio), che ha accordato il prestito, ma dovrà rientrare entro (in realtà necessariamente prima) i festeggiamenti della Patrona della città. Ma che poi possa veramente essere ricollocato nella sede che si ritiene essere quella “naturale”, Santa Lucia al Sepolcro, sembra dubitarne lo stesso sindaco come risulta nell’altro contributo da noi pubblicato. Gli abbiamo chiesto un breve commento.
Un incontro chiarificatore quello di oggi, sindaco.
Ho avuto modo di rappresentare le motivazioni per cui l’amministrazione comunale è contraria alla partenza del quadro, ho fatto un excursus su come si è evoluta la vicenda. Abbiamo appreso della mostra dai giornali. E sempre dai giornali abbiamo appreso che il quadro era in pericolo, che necessitava di una manutenzione impellente per le condizioni di assoluta precarietà e che la mostra era occasione per ottenere un ingente finanziamento da impiegare per il restauro. Poi abbiamo sentito parlare di finanziamento di una teca e oggi sia la Sovrintendenza che il responsabile dell’ICR hanno riferito che la tela NON può e non deve essere collocato in una teca perché ciò nuocerebbe sia al quadro che alla fruizione. Quindi una narrazione prima assolutamente fuorviante, poi legata a condizioni non attuabili. Ho sempre detto che se fosse servito un restauro importante non mi sarei potuto opporre al trasferimento dell’opera ma venendo a mancare queste condizioni ho espresso la mia contrarietà, che è anche quella di venti ex consiglieri comunali che in una nota mi hanno espresso il loro dissenso al prestito.
Ci saranno problemi istituzionali con l’assessore regionale alla cultura Samonà, il governatore Musumeci e l’assessore Granata favorevoli al trasferimento?
Non credo. Basta andare a ritroso e leggere titoli e dichiarazioni per comprendere che presupposto del prestito era la necessità di un restauro urgente e indifferibile. In quell’ottica anche l’operazione culturale proposta dall’assessore Granata aveva una sua piena fondatezza. Se oggi l’ICR, come detto, ci comunica che NON si può neppure parlare di restauro ma solo ed esclusivamente di analisi sull’opera in chiave preventiva e che il quadro non verrà toccato, è evidente che i presupposti sono del tutto cambiati.

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