Che Facebook abbia creato esperti di ogni possibile materia e argomento immaginabile e anche di non lontanamente immaginabile è oramai più che una realtà inconfutabile;
che Facebook abbia prodotto coraggiosi, arditi, spavaldi e baldanzosi leoni da testiera pronti a criticare, giudicare, condannare e fustigare chiunque, comunque e perdunque, senza la quale (tastiera) e prima della quale probabilmente leoni non sarebbero ma innocue e anonime presenze, anzi assenze, è purtroppo una cruda verità;
che Umberto Eco sia stato profeta poco ascoltato è un triste dato di fatto.
Succede che a Siracusa (ma possiamo immaginare che la piazza/cortile/salotto/platea di Facebook sia simile in ogni contrada e contea) tagliano i pini che divelgono i marciapiedi e l’asfalto per sostituirli con piante più idonee, ed ecco che su fb appaiono gli esperti agronomi, agrari, fitologi, botanici, floristi, fiorai e vivaisti (da non confondere con i militanti di I.V.) che pontificano su come, quando, dove, cosa e perché si sarebbe dovuto fare invece che tagliare “i poveri pini innocenti”. E sul social è un diluvio di interventi: “poveri alberi ammazzati così senza pietà … questa città odia le piante … e pure i gattini … ci sarà un cambiamento climatico … moriremo per mancanza di ossigeno … ma anche di ombra”.
Succede che a Siracusa arriva una nave, anzi due, in porto (guarda caso proprio nel porto dovevano arrivare ) ormeggiate per manutenzione e adeguamento tecnico, ed ecco che sempre su fb tornano i famosi esperti di porti, diporti, riporti, navi e crociere, che pontificano su ormeggi, regolamenti portuali, diritto della navigazione, tariffe, motori spenti, luci accese, bandiera panamense, nodo marinaro, inquinamento, peso del fluido e legge del galleggiamento. E sul social è un profluvio di interventi: “ci hanno oscurato il sole, ci hanno tolto il tramonto … chissà se ci sono i malati di Covid … queste navi hanno provocato l’eruzione dell’Etna e la lava è finita sulle terrazze di Ortigia … chissà chi ci guadagna … sarà un complotto dei sionisti … moriremo per inquinamento da crociera”
Succede che a Siracusa si realizzino (finalmente) tratti di Piste Ciclabili ed ecco che ancora su fb sbucano gli esperti (quasi sempre gli stessi) di piste, di segnaletiche orizzontali e verticali che pontificano su traffico e ancora di inquinamento, su Put e su Pum, su Codice della Strada e codice da Vinci, su marciapiedi e su parcheggi. E sul social è una valanga di interventi: “ci mancano i <cortoli> … le devono pitturare gialle … no, amaranto … Prima si devono tappare le buche … Dovevano farle sotto casa mia … con quei soldi era meglio aprire un asilo … la segnaletica si scancellerà subito … Moriremo schiacciati dal bus o con una sportellata di auto”
Ma come è possibile che questi sappiano tutto su tutto? Che intervengano SEMPRE ad ogni azione ed opera, episodio e vicenda, evento e avvenimento? Dove avranno studiato? In cosa si sono laureati? Che Master avranno ottenuto, che Dottorato staranno svolgendo? Magari un tinto tirocinio on line o un apprendistato dal barbiere che quello tutto sa e tutti conosce?
Ora, che i protagonisti di queste erudite performance ed illuminanti elucubrazioni siano i soliti questuanti di podio, frustrati signorsotuttoio, autoproclamatisi presidenti di Civiche adunate e volontari Soccorsi Stradali, fa parte del gioco, ci sta.
Ma quando a ricoprire il ruolo dei luminari e luminarie total scientist sono cosiddetti intellettuali, scrittori (per modo di dire), professionisti iscritti all’Album, consiglieri comunali (ex e futuri), giornalisti del Nord, allora ti piange il cuore: Cui prodest? Cui bonum? Ad quid? Quo vadis?
Perché sparare senza sapere? Perché non informarsi, documentarsi, chiedere direttamente? Perché impastare congetture sui Pini, sui Pani, sulle Navi, sugli Aerei, sulle Piste, sui Pesti su Tutto tanto per essere presenti, tanto per calcare la mano?
Poi per fortuna e finalmente arriva Callo Cradenico che va dal Comandante di Porto, si fa spiegare la questione e la nube si dipana, i dubbi si sciolgono, la verità sale a galla sulle acque del Porto. Poi fanno la Conferenza Stampa dove spiegano il taglio dei Pini e anche la realizzazione delle Piste ma i giornalisti e opinionisti social che si sentono sperti non ci danno Confidenza e non ci vanno, e se ci vanno non parlano, non chiedono, loro stanno sui social non devono chiedere niente a nessuno e non devono leggere nessuna carta. Loro devono fare come Agon Goht, l’ufficiale nazista interpretato da Ralph Fiennes che sparava dal balcone nel film Shindler’s list. Perché sparare (minchiate) è bello.
Fine delle elucubrazioni nostre.
Intanto che sui social imperversa la polemica sulle Pista Ciclabili in fase di realizzazione (se ci dovevano essere, come dovevano essere, dove dovevano essere, quanto dovevano costare, ecc.) noi della Civetta abbiamo telefonato al neo assessore Carlo Gradenigo che della mobilità urbana ne ha fatto da tempo una sua battaglia civica e abbiamo chiesto di spiegare
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“In tutte le città d’Italia sono partite tra maggio e giugno le RME (Reti di Mobilità di Emergenza) dei corridoi per piste ciclabili, con sola segnaletica orizzontale e verticale, introdotte dal Ministero nel Codice della Strada per incentivare l’uso della bici. Sono dei Progetti individuati in un periodo di emergenza quale quello del Covid, in modo da limitare l’uso di bus, metro e limitare i contatti e gli assembramenti, e favorire gli spostamenti stradali tramite le biciclette”
Ma la gente sta polemizzando sui social perché non ritiene queste piste a norma
“Ripeto, quelle in fase di realizzazione in questi giorni (si è iniziato da Viale S. Panagia ma passeranno anche da Viale Tica e Viale Cadorna), sono altro: le cosiddette Piste di Emergenza (RME), corridoi di facilitazione degli spostamenti, pensati in piena fase di pandemia per decongestionare i mezzi di trasporto da realizzare in tratti stradali non interessati dalle Piste Ciclabili , chiamiamole classiche e saranno a loro collegate . Sono entrate a far parte del Codice della Strada, si stanno realizzando in moltissime città ed hanno tutte le stesse caratteristiche. Alcune città sono riuscite a realizzarle in piena Fase 2, da noi l’opportunità è arrivata più tardi ma è un’ottima occasione da non perdere. A Siracusa, per la sua progettazione ha collaborato persino un tecnico del Comune di Milano”
E allora le Piste Ciclabili?
“Le Piste Ciclabili classiche, strutturali sono altro. Hanno altre caratteristiche e sono in fase di realizzazione. Non è vero che i fondi sono andati persi, come insinuato da qualcuno. Se ne realizzeranno 2 con i Fondi Europei, Agenda Urbana (Pista di Sistema e Gelone Sud) e una con i fondi del Collegato Ambientale (Pista della Pizzuta). Ci sarà un’apposita gara d’appalto, io ipotizzo entro il 2021. Su questo argomento si è tenuta ieri un’apposita conferenza stampa con il sindaco e le assessore Fontana e Gentile”
http://www.salvaiciclistiroma.it/verso-una-rete-di-mobilita-di-emergenza/?fbclid=IwAR28cxC1ArihOTYtSda-M-HCMcOkb9pAJshSFZVcDdd7ZHDYfc-Wx5s-lfg
Almeno queste saranno realizzate secondo quanto prevedono gli esperti su face book?
“Sì, queste non hanno il carattere dell’emergenza e non sono state pensate per limitare i rischi della pandemia. Le piste ciclabili di sistema saranno dotate di cordoli, di pitturazione dell’asfalto, di segnaletica e tutti gli ausili appositi. Poi ciascuno sarà libero di continuare a lamentarsi e a sparala grossa, ma ciò che conta davvero è che finalmente a Siracusa si stia cominciando a parlare di mobilità sostenibile e a realizzare spazi ad esclusivo uso delle bici. Ti rimando al link del manuale d’uso del Piano Emergenziale della Mobilità Urbana Post Covid
Fin qui la dichiarazione dell’assessore GradeniGO. Poi, per fortuna, sui social non si trovano soltanto sconclusionati post da improbabili esperti ma anche riflessioni sensate di persone pacate, che magari fanno poco clamore e hanno meno riscontri. Ed è per questo che noi abbiamo scelto di riportare il contributo di Alessandro Franzò di Lealtà e Condivisione:
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“… Sta montando la polemica strumentale sulle nuove “piste ciclabili”…le virgolette, perché il vero nome sarebbe RME , Rete di mobilità di EMERGENZA…e qui ritorna l’emergenza…
Il decreto rilancio ha dato l’opportunità di iniziare questi interventi in EMERGENZA, dopo adeguamento del codice della strada e diversi tavoli tecnici tra il ministero dei trasporti e dell’ambiente, che hanno previsto la creazione di questi corridoi ciclabili, anche solo con segnaletica orizzontale e ad uso promiscuo tra bus e bici. Il ministero, non cradenico o i sinnaco incompetente.
Il Comune in questo progetto si è fatto aiutare da Fabio Giucastro dell’Ufficio Mobilità di Milano, dove hanno fatto gli stessi interventi identici, con la scelta di spostare gli stalli dei parcheggi lato strada in quanto fornisce una barriera protettiva alla prevedibile invasione del corridoio ciclabile…la doppia striscia continua assicura la distanza di sicurezza per evitare le sportellate ai ciclisti….
Ma dopo virologi, epidemiologi, allenatori, esperti di soccorso avanzato, da qualche giorno ci siamo ritrovati pieni di esperti di mobilità e progettazione, oltre che di amministrazione pubblica.
Dispiace che tra questi, oltre ai politicanti che montano le polemiche per le fermate del treno a ben 450 metri dal mare (ma tipo a Calamosche, 3 km tutti sotto il sole, tutto ok vero?), ci siano anche persone sensibili alle tematiche o coloro che a livello nazionale stanno al governo che prevede delle misure e a Livello locale schizofrenicamente le disconoscono.
Sulle piste ciclabili quelle colorate, con le barriere fisiche ecc basterà guardare la conferenza stampa di oggi (ieri per chi legge) al Comune …
..questi interventi sono ALTRO, una soluzione di EMERGENZA per una EMERGENZA atavica che è “i traffico” (cit.) Possiamo continuare ad essere più macchine che persone tra un po’, parcheggiare in terza fila, a fare i giri in macchina per farsi vedere, a prendere la macchina per fare duecento metri, ad avere un traffico da metropoli per una città che mostra costantemente una mentalità da paesazzo?
Ci sono mille motivi per criticare il sindaco e questa amministrazione, questo non è il caso…per questi interventi il nostro sindaco ha reso Siracusa un orgoglio tra le città italiane in quanto a mobilità sostenibile in conferenze nazionali con funzionari dei ministeri.
E poi la bicicletta aumenta le endorfine, oppioidi naturali che servono a non sclerare e contare fino a dieci, fa dimagrire, e tante cose belle…finora si diceva che fa caldo, che ci sono troppe salite e che mancavano le piste ciclabili…questi motivi vengono meno con la diffusione dei corridoi ciclabili nella zona alta per chi non deve scendere per forza nella zona bassa …”

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