Le amministrative si avvicinano e, se tutto dovesse restare come stabilito, i cittadini augustani saranno chiamati alle urne ad ottobre (Covid19 permettendo) per il rinnovo dell’amministrazione comunale. Un Comune importante sia per i suoi 40mila abitanti sia perché amministrato da una giunta pentastellata dalla quale i cittadini speravano molto ma che non ha visto il tanto sognato rifiorire della città. Tanti competitor: alcuni conosciuti, altri meno, ma tutti pronti a conquistare il titolo di Sindaco in una città che, negli ultimi anni, ha dovuto affrontare problemi importanti: il fenomeno dell’immigrazione e il sentire della città, le difficoltà oggettive incontrate dall’amministrazione di Cettina Di Pietro, “il sistema Siracusa” e la sua ricaduta sullo scioglimento del consiglio comunale, il delicatissimo tema dello stoccaggio di GNL nel porto commerciale e la sicurezza per i residenti. Domande importanti alle quali tutti i candidati dovrebbero rispondere.
La Civetta ha deciso di intervistare Giuseppe Cassisi, professore e coordinatore del Gruppo Civico 100 per Augusta, progetto nato dal confronto con i cittadini che vede coinvolti tutti i settori sociali ed economici della città. Candidato a sindaco Giuseppe Di Mare. Un’intervista a tutto campo.
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Chi sono i “100 per Augusta”?
I 100 per Augusta, che in realtà sono quasi duecento, sono un numeroso gruppo di persone (donne e uomini di tutte le età, operatori del terziario, imprenditori, studenti, commercianti, professionisti, artigiani e altre categorie) che credono nella partecipazione attiva alla vita della loro Città. Hanno firmato un documento in cui dichiarano che il loro impegno “nasce dalla consapevolezza di appartenere a una grande Comunità” e che il loro obiettivo è quello di “generare energie verso nuovi percorsi di crescita economica e civile”. Hanno formazioni diverse, credono nella competenza e nelle idee concrete, vogliono confrontarsi e soprattutto, non ci stanno solo a lamentarsi per come vanno le cose. L’idea iniziale risale a più di due anni fa. Parte da una frase che spesso una persona che stimo mi ha ripetuto: “Amministrare è cosa diversa dal governare”. Semplificando potremmo dire che “amministrare” è prendersi cura; “governare” è dirigere. I 100 sono per Augusta: vogliono prendersi cura della Città. Non appartengono a questo a o quel partito, a questo o a quel movimento. Sono un “Gruppo Civico” nel senso più alto del termine. Come accennavo, vengono da formazioni diverse: culturalmente di sinistra o di destra liberale, cattolici e laici, hanno esperienze di impegno sociale, di volontariato, politiche anche. Vogliono mettere a servizio della Comunità la loro preparazione, le loro esperienze, ma anche i desideri e gli entusiasmi che vivono. Certo non è stato semplice. All’inizio abbiamo dovuto affrontare una sorta di “diffidenza” reciproca. E riuscire a superarla, riuscire ad avere fiducia in chi non necessariamente la pensa come te, è stato un bel banco di prova. E quando il 31 maggio dello scorso anno ci siamo presentati ufficialmente alla Città, riempiendo ben oltre la capienza il salone di Palazzo San Biagio, abbiamo capito che tante persone, che magari non si sono mai interessate direttamente di politica, coltivano i nostri stessi desideri: vivere in una città moderna, accogliente, sicura, che non faccia andare via i suoi giovani e protegga le tradizioni dei suoi anziani. Ci siamo riusciti con il confronto. Che non si ferma. In questi due anni, sì, anche durante la quarantena dovuta al covid, ci siamo visti seppure in videoconferenza, abbiamo creato dei tavoli tematici a cui ciascuno con le proprie competenze ha partecipato. Tematiche legate naturalmente alla nostra Augusta: il rapporto tra ambiente e territorio ad esempio; o le politiche sociali e i servizi territoriali; o, ancora, lo sviluppo economico o la cultura. Incontrarsi, conoscersi, confrontarsi ha fatto la differenza. Nessuno di noi ha “svenduto” il proprio ideale politico. Ciascuno di noi ha riconosciuto quello dell’altro per amministrare insieme al meglio. E in questo certamente ci hanno aiutato i problemi concreti della nostra Comunità cittadina. Cerco di spiegarmi meglio. Tra chi orbita nell’area del Sindacato e chi ha avuto esperienze nella destra politica ci sono evidentemente delle divergenze ideologiche: un mio amico sacerdote diceva che “in Paradiso ciascuno ci arriva con la sua scala”. Ma sui temi concreti, non solo locali, c’è convergenza. Per esempio quando l’estate scorsa la città ha vissuto il problema del salvataggio di chi attraversa il Mediterraneo per trovare un proprio futuro, siamo stati tutti, indistintamente, per l’accoglienza. Siamo stati tutti lontani dalle idee populiste che qualcuno ha cercato di far girare in città. Anche perché sono problematiche talmente serie che non le risolvi con un “rimandiamoli a casa loro” come ipocritamente molti predicano: devono essere affrontate con concretezza e realismo anche in sede locale. Pochi sanno che ragazzi extracomunitari sono stati accolti da famiglie augustane. E l’esperienza è positiva: questi ragazzi frequentano le nostre scuole, tra l’altro permettendo di mantenere quel numero minimo di studenti indispensabile perché diversi insegnanti non siano trasferiti in altri Comuni, e mai, mai si sono verificati episodi né di intolleranza verso di loro né, tantomeno, i loro comportamenti sono stati meno che leciti. I 100 per Augusta hanno un progetto e un’ambizione: tracciare una strada. Una strada che sommando le capacità e la preparazione di tanti porti non solo ad un miglioramento ma ad una modernizzazione culturale e materiale dell’intera Comunità. Una strada che anche altri in futuro, al di là dei colori politici, non possano non percorrere.
Cosa non è andato negli ultimi anni ad Augusta? Il sogno del rinnovamento con il Movimento 5 Stelle ha funzionato?
Pur non essendo nato in questa Città, ci vivo da quando ero bambino. Certamente ci sono state “annate migliori”, un po’ come succede con il vino. Però credo che su questo si debba ragionare serenamente, se possibile senza partigianerie di comodo. Augusta fino ai primi anni ’80 del secolo scorso ha aumentato costantemente la sua popolazione: gli abitanti dei Comuni del Siracusano, ma anche di quelli più lontani, hanno incrementato la popolazione residente trasferendosi qui. Ancora alla fine della guerra i residenti erano poco più di 20mila ed è dai primi anni ’60 che aumentano costantemente e vertiginosamente, fino a raggiungere nel 1981 quasi 40mila abitanti. Al censimento successivo, quello del 1991, i residenti erano diminuiti di quasi il 13%. E il calo è continuato fino ai primi anni del 2000. Sappiamo tutti cosa è avvenuto tra il ’60 e l’80: sviluppo economico quindi molto più lavoro da cui più ricchezza. E quando qualcuno afferma che “Augusta era un gioiello” dovrebbe tenere conto che parla, appunto, di quegli anni lì. I dati dell’Istat testimoniano che con la crisi petrolifera degli anni settanta, i processi di globalizzazione e le crisi economiche conseguenti, la popolazione è costantemente diminuita e solo dal 2000 si è stabilizzata. Per i motivi inversi a quelli per cui era aumentata prima. Conseguentemente oggi la Città è meno ricca. Ma di questo non si tiene conto. Ci lamentiamo delle nostre condizioni di vita, eppure il benessere dei nostri tempi è più diffuso rispetto al passato e stiamo meglio di quanto pensiamo. Questo non vuol dire che siamo comunque in Paradiso. Semplicemente che ci sono delle motivazioni oggettive da tener presente quando si tratta di cose che riguardano la nostra quotidianità. E che prendersela con “quelli di prima”, con i politici che “sono tutti ladri”, che “si sono mangiati una città” dimostra solo un populismo che magari porta applausi nei comizi – quando si potevano fare! – ma che non risolve i problemi. E comunque in fondo questa è una Comunità di provincia: più o meno tutti conoscono tutti. Sinceramente non mi sembra che per esempio i Sindaci che abbiamo avuto negli ultimi cinquant’anni, per non andare troppo in là, abbiano modificato il loro tenore di vita durante e dopo l’incarico. Sarebbe intrigante se gli interessati pubblicassero le loro dichiarazioni dei redditi a inizio e fine mandato e, per chi non è più in carica, negli anni successivi: credo che avremmo tante sorprese. Probabilmente inaspettate. Sulla storia che “quelli di prima erano tutti ladri” qualcuno ha fatto la propria fortuna. E non sto dicendo che non si possano individuare delle responsabilità precise sul mancato continuo sviluppo del nostro territorio, ma che è troppo semplicistica come diagnosi e soprattutto non indica la cura. Una serie di scandali nazionali, unita a una giusta esasperazione popolare per la mancanza di decisioni politiche che indicassero una soluzione alla crisi morale ed economica, ha portato ad una protesta tale che un gruppo maggioritario di cittadini è diventato “classe politicamente dirigente”: è storia recente ed è la cosa meravigliosa della Democrazia. Però, per citare uno slogan che ha avuto tanto successo ma che sembra non si usi più, non basta che un Politico sia onesto. Nel senso che l’onestà di chi vuole mettersi al servizio della Comunità deve essere la normalità, ma da sola non basta. Senza scomodare Benedetto Croce, all’onestà deve essere affiancata la competenza. “Uno vale uno” è un bellissimo slogan, sicuramente d’effetto. Ma non vuol dire niente. Se sono gravemente ammalato ho bisogno di un medico. Ma non mi faccio curare da uno qualsiasi: cerco quello più bravo. Perché? Hanno tutti gli stessi titoli, la stessa dedizione verso i pazienti, lo stesso spirito di sacrificio nella professione, però… però cerco quello più bravo. E naturalmente questo vale per tutte le categorie umane. Perché non per i Politici? Perché a fare Politica siamo tutti bravi? Non le sembra un controsenso? Nella sua domanda lei parla di “sogno del rinnovamento”. Augusta si è rinnovata in questi cinque anni? La mia risposta sarebbe di parte, quindi lascio a ciascuno la propria. Però mi lasci fare delle considerazioni. Uno dei “vanti” dell’attuale Amministrazione è il risanamento del bilancio comunale. Ora, a parte i fantomatici 100 o 120milioni di euro di debiti comunali della campagna elettorale che via via si sono ridotti notevolmente per stessa ammissione del Sindaco (mi scusi se continuo a usare questo termine non certo per sessismo), a colmare i debiti quando i cittadini pagano le tasse al massimo delle aliquote senza spendere un soldo, beh sono capace anch’io. E per tornare un attimo all’onestà, Don Milani chiedeva “a che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?” Per troppi anni il ritornello è stato “non ci sono soldi” eppure, conti alla mano, quella in carica è l’Amministrazione che ha avuto più soldi in cassa da quando l’Italia è una Repubblica, anche se non per merito proprio. Era proprio necessario dichiarare il dissesto finanziario? O non è stato piuttosto un pregiudizio politico deciso ancor prima di avere chiari i conti? Magari per renderci “diversi” dagli altri cui imputare tutte le colpe? Sappiamo che Sindaco e Giunta sono in regime di proroga causa coronavirus. Quindi solo ordinaria amministrazione. Tuttavia, magari come facevano “quelli di prima”, una serie di decisioni importanti per il presente e il futuro della città vengono prese, e pubblicizzate tantissimo, ora. Giusto per fare degli esempi: la bonifica del campo sportivo e il risanamento della Case IACP. Solo che, com’è naturale che sia, le decisioni sono state prese dai Commissari preposti: il Sindaco, come è tenuto a fare un qualunque Sindaco, ha partecipato, attivamente per carità, alle relative Conferenze dei Servizi. E ci mancherebbe pure! Certo in altre occasioni, penso per esempio alla Conferenza dei servizi convocata dalla Marina Militare lo scorso 30 giugno per l’approvazione del piano di caratterizzazione e messa in sicurezza d’emergenza del poligono di Punta Izzo, il Comune era assente, ma evidentemente è un argomento che in campagna elettorale non merita attenzione. E si può aggiungere che non c’era neppure la Soprintendenza ai Beni Ambientali, ma non mi pare una giustificazione. Vogliamo parlare dei bilanci comunali dal 2015 al 2019 approvati fuori dai tempi consentiti e su forte sollecitazione dei Commissari Regionali? Non è che i soldi ci sono ma non c’è stata la capacità di spenderli e anche eventualmente l’impossibilità di farlo visto che si era senza bilancio? Quanti progetti sono stati presentati allo Stato, all’Europa? Ho letto che qualche supporters della Giunta ha giustificato i ritardi parlando di “tempi burocratici”. Perché per le altre Amministrazioni non vale? Ricordo che per esempio, la raccolta differenziata dei rifiuti non è stata una iniziativa intrapresa da questa Giunta, cui è arrivata, appunto, per i “tempi burocratici”. Chiamiamola “normale dialettica elettorale”. E non diciamo che sono “diversi” dagli altri, soprattutto quando intendono “migliori”.
Perché sostenete il candidato a Sindaco Di Mare? Perché gli augustani dovrebbero dare fiducia al vostro movimento?
Come dicevo prima, per concretizzare le nostre idee abbiamo discusso, e continuiamo a farlo, in tavoli tematici. Dai tavoli sono venute fuori le idee, i progetti, le proposte che sono state ora riversate nel programma elettorale di Giuseppe Di Mare. Perché lui? E ci aggiungo io una domanda che ritengo importante: perché proprio lui che viene da una tradizione politico-culturale molto diversa ad esempio da quella in cui io mi riconosco? Avevo conosciuto anni fa Peppe Di Mare, durante la mia esperienza amministrativa: un giovane Consigliere Comunale di opposizione che, al di là delle appartenenze e delle narrazioni politiche, ho cominciato a stimare per la preparazione e la disponibilità al dialogo. Nel quadro attuale credo sia la persona giusta: non è solo giovane già con importanti esperienze e, per far contenti chi a questo ci tiene, non ha mai amministrato direttamente. Ma soprattutto ha la caparbietà e l’umiltà di studiare e di approfondire gli argomenti, e se glielo dice un prof lo legga come un complimento, e la capacità di sapersi affidare ad altri, di aver fiducia nelle capacità altrui e di non decidere da solo. E poi, perché no? ha già un lavoro. Non se ne deve inventare uno. Sembrano cose da poco, ma se riflettiamo sappiamo che sono fondamentali. Inoltre gli riconosco la capacità di mediare e trovare un punto di equilibrio: il nostro gruppo civico ne è la prova. Ha anche imparato ad avere posizioni più moderate, più concrete, appunto più equilibrate. E so che la mia valutazione è condivisa da tanti in Città. E a proposito di gioventù, mi piace vedere durante gli incontri che organizziamo tanti giovani. Giovani che magari fino a qualche giorno fa di politica non si occupavano. È importante la loro presenza. Testimonia la voglia di futuro, di restare in questa terra, di impegnarsi per il bene comune. E a chi potrebbe pensare che sono parole in fondo scontate e demagogiche chiedo scusa, le mie capacità oratorie non sono elevate. Però, anche se dette in altro modo, certamente migliore di quanto possa fare io, è quello in cui tutti speriamo vero?
Tre punti-chiave che sostenete e farete valere in caso di elezione delle vostre forze. A tal fine siete disponibili ad alleanze? E con chi?
Il progetto che abbiamo elaborato, e che si ritrova nel programma di Peppe Di Mare, ha come orizzonte Augusta 2030. Durante il 100×100 tour, che abbiamo intrapreso per ascoltare le necessità dei cittadini andandoli a trovare in appunto cento incontri, nei posti di lavoro, nei negozi, nei quartieri periferici, su tutto è emerso il tema del lavoro, com’è naturale e giusto che sia. È certamente il più importante, da cui discendono tutti gli altri. La recessione economica in cui si trova il nostro Paese, la crisi acuita dall’emergenza sanitaria, impone alle Amministrazioni comunali di stare accanto in tutti i modi a chi opera quotidianamente per la crescita economica e sociale della Città. In questo periodo di crisi diventa fondamentale utilizzare tutte le risorse economiche disponibili e lanciare un serio e forte programma di investimenti pubblici, un piano di manutenzione straordinaria per realizzare maggiore sviluppo e nuovi posti di lavoro: il depuratore, il porto, la valorizzazione delle risorse esistenti, la sistemazione della rete viaria e dei marciapiedi cittadini, la realizzazione di parcheggi, l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico di tutti gli immobili comunali rappresentano solo alcune delle condizioni fondamentali per far ripartire immediatamente il mondo del lavoro in sinergia con i diversi enti preposti. Il compito della prossima Amministrazione sarà quello di programmare. Non più interventi estemporanei, che magari danno visibilità per un giorno ma che non hanno poi prospettive di continuità. E accanto a “programmare” aggiungo anche “reperimento dei fondi”. Per questo si creerà un apposito ufficio il cui compito sarà quello di spulciare tutte le normative, i bandi, le gazzette ufficiali, i siti web e quant’altro possa contenere informazioni utili al reperimento di risorse per creare quante più occasioni di lavoro e per coadiuvare gli altri Uffici Comunali nella progettazione. Anche in campi che oggi appaiono trascurati come, per esempio, agricoltura e pesca, settori che hanno grandi margini di crescita se si pone la giusta attenzione ai FEASR e FEAMP i fondi europei specifici. Sarà fondamentale creare i presupposti per attrarre e incoraggiare nuovi imprenditori a investire in Città; anche per questo motivo vogliamo abbassare alcuni tributi comunali in modo progressivo a tutte le attività economiche che assumeranno a tempo indeterminato almeno un dipendente locale nel territorio comunale, ponendo particolare attenzione alle aree ex Asi su cui vogliamo azzerare gli oneri di costruzione e di urbanizzazione per attirare investitori. Pensiamo poi ai progetti di impresa under 40, all’impresa femminile, alle start up innovative, o ancora alle imprese costituite da inoccupati/disoccupati che potranno usufruire di spazi assegnati in condivisione. Un altro punto, non certo disgiunto dal primo, sarà l’attenzione verso le attività culturali: il nostro obiettivo è quello di generare energie verso nuovi percorsi di crescita economica e civile, riscoprendo la storia, l’ambiente e il paesaggio quali elementi cruciali del nostro modello di sviluppo sostenibile. Riscoprire la bellezza, materiale e immateriale, della nostra Città è una sfida che in tutti i modi vogliamo vincere, per rendere questa bellezza fruibile da parte di tutti i cittadini. E a questo proposito, punteremo anche sulla “rigenerazione urbana”: attorno a questo concetto definiremo un nuovo modo di intendere lo sviluppo urbanistico della Città, con l’obiettivo di innescare processi di rigenerazione del patrimonio edilizio esistente che punti al recupero e al ripopolamento del centro storico anche attraverso misure per far tornare i giovani intercettando incentivi regionali, nazionali e comunitari. L’Agenda ONU 2030 chiede l’azzeramento del consumo netto di suolo entro dieci anni: siamo fermamente convinti che occorre cambiare le politiche urbanistiche interrompendo i processi di dispersione abitativa. Il miglioramento della qualità urbana, del decoro e della vitalità dei nostri angoli più antichi sono un elemento strategico per rendere l’intera città attrattiva e richiede un programma coerente e coordinato di azioni. Di solito quando si parla di progetti gli avversari politici hanno una frase fatta: “il libro dei sogni”. Il fatto in questo caso è che tutte le iniziative cui ho accennato sono fattibili già oggi, perché già oggi le indicazioni legislative e i finanziamenti per la loro realizzazione sono attivi. Certo bisogna conoscerli, studiarli con attenzione, applicarli e seguirli fino alla realizzazione. Noi lo stiamo già facendo, convinti come siamo che la preparazione e l’impegno sono i prerequisiti essenziali. Mi chiede se per la realizzazione del nostro progetto siamo disponibili ad alleanze. Sì, naturalmente: noi non ci consideriamo depositari della Verità, non abbiamo paura di “contaminarci”. I 100, per forza di cose come le dicevo all’inizio di questa chiacchierata, hanno il confronto e la ricerca di collaborazione nel loro DNA. Certo, mi permetta di dirlo, non siamo stupidi: la collaborazione non si avrà con chi è capace solo di emettere sentenze senza neppure imbastire un regolare processo, o con chi non condivide i valori di fondo delle nostre formazioni. Ma, come si dice, tutte le donne e gli uomini di buona volontà saranno i benvenuti.
Tra i competitor vi sono nomi importanti: ex sindaci alcuni dei quali ancora apprezzati o che vorrebbero completare un percorso che non hanno potuto completare nel passato. Cosa vi impedisce di unire le forze con alcuni candidati che sembrano godere della simpatia dell’elettorato?
Le risponderei tranquillamente “niente!”, però per fare un accordo occorre essere in due. Certamente però con alcuni ci possono essere delle vicinanze. Come sa, le varie candidature hanno avuto sviluppi diversi. In certi casi fortemente condizionata da eventi giudiziari in itinere. Io stesso, per non parlare di altri ora assenti, sono stato chiamato dal Sindaco Carrubba a collaborare con lui nell’amministrazione, ed è stata un’esperienza che ha certamente arricchito la mia formazione, permettendomi allo stesso tempo di apprezzarlo e di imparare a stimarlo dal punto di vista politico ma, prima ancora, da quello umano. E il fatto di giocare ora in squadre diverse non mi ha certo fatto perdere la stima nei suoi confronti. Certe esperienze, certe capacità non possono essere disconosciute solo perché ci si trova su campi diversi: in fondo molti dei nostri progetti hanno un obiettivo comune. E la collaborazione mi auguro possa esserci in diversi campi.
Qual è la vostra attenzione rispetto al “sistema Siracusa”? Ritenete che quanto accaduto abbia influito sullo scioglimento del consiglio comunale della città di Augusta?
Non credo si possa non pensare a un nesso diretto. Spero solo che tutte le responsabilità vengano rese pubbliche. Ancora ci sono troppe zone d’ombra, troppe cose non dette o non analizzate a sufficienza, che devono essere portate alla luce. E troppe persone che non prendono una posizione chiara in merito. Certo c’è chi da questa vicenda ha avuto delle pesantissime ricadute sul piano personale. Ma vorrei soffermarmi un attimo sulla conclusione della vicenda, sul suo aspetto istituzionale. L’assoluzione di un Sindaco non è soltanto una liberazione per lui e per la sua onorabilità. Le figure istituzionali appartengono a tutta la Comunità. La frase “Sarò il Sindaco, il Presidente, il Rappresentante di tutti” non è fatta solo di belle parole con cui il giorno dopo le elezioni un rappresentante eletto si presenta alla gente. Le figure istituzionali travalicano il colore politico. Quando un Sindaco viene accusato tra l’altro di associazione mafiosa non è un’onta solo per lui, ma per tutta la Città. A maggior ragione quando, anche in seguito a quelle accuse, viene sciolto il Consiglio Comunale con le stesse motivazioni. Ricordo a chi fa finta di niente che il Consiglio Comunale è il massimo organo rappresentativo della Comunità locale. Rappresenta letteralmente tutti i singoli cittadini. Accusarlo di essere a servizio della mafia significa accusare l’intera Città. E quando queste accuse cadono “perché il fatto non sussiste” non viene ridato l’onore solo ad una persona, ma ad un Organo Istituzionale e conseguentemente, ripeto i fatti sono legati, all’intero Consiglio e quindi a tutta la Comunità cittadina. Mi sarei aspettato che gli Organi di Governo locale avessero non dico gioito di questo, la competizione politica quando è di basso livello non lo prevede, ma proprio perché Rappresentanti dell’intera Città avrebbero avuto il dovere ancor più che il diritto di sottolinearlo. Niente di tutto questo. Anzi in una dichiarazione molto tardiva il Sindaco ha “ridotto” a vicenda personale quella che è stata, ed è ancora, una questione che riguarda tutti i cittadini di Augusta. Certo non è stata usata la stessa enfasi di quando, strumentalmente, è stato intitolato il salone di rappresentanza del Palazzo Comunale al giudice Chinnici. Di sicuro in questa vicenda c’è che alcuni ci hanno speculato. Non senza interesse.
Quale attenzione manifesta il movimento “100 per Augusta” rispetto al tema della realizzazione e gestione di un deposito di stoccaggio di GNL nel porto commerciale di Augusta? Siete favorevoli o contrari e perché? Quale coinvolgimento auspicate per la popolazione e in che modo? E come si investe, a vostro avviso, sulla sicurezza?
L’impianto di GNL che l’Autorità Portuale vorrebbe installare sulle coste di Augusta è certamente un tema divisivo. Per questo credo che debba essere affrontato senza pregiudizi, né pro né contro per intenderci. Da non limitare ai soli “addetti ai lavori” e da inquadrare nel più vasto dibattito riguardante la zona industriale di Augusta-Melilli-Priolo. E chiaramente le Istituzioni, in primis il Comune, devono guidare questo dibattito per giungere a una scelta razionale, che dia la possibilità di ulteriore sviluppo certo ma anche che garantisca la sicurezza di tutti, non solo nel tempo presente, e che sia compatibile con una moderna sensibilità ambientale. Per essere più chiari, non credo che la discussione dovrebbe essere lasciata agli ambientalisti radicali, magari con macchina diesel e due telefonini in tasca, o a chi dice acriticamente che tutto va bene purché si lavori. Anche qui, mi scusi se ancora viene fuori il prof, guardare al passato non fa male. Oggi certamente abbiamo un’attenzione al rispetto per la natura, che poi è rispetto per l’Uomo, che nel passato non c’era. Non perché fossero cattivi e ignoranti. Ma semplicemente perché le scelte vanno contestualizzate nel giusto tempo. Ho già detto delle dinamiche della popolazione in relazione all’economia. Nella situazione degli anni ’50 in cui tantissime famiglie di Augusta e dintorni avevano qualcuno dei loro cari emigrati all’estero, la nascita e la prosperità del petrolchimico vennero visti come una manna dal cielo. E spiace che qualche volta a non riconoscerlo siano alcuni dei figli di quell’epoca, che magari hanno potuto studiare perché i loro padri lavoravano nelle raffinerie locali. Per rimediare a quelli che ora sappiamo essere sbagli, speculazioni di chi sapeva, interessi economici e di potere, chiudiamo tutto? Lo so che è una domanda retorica. Ma la faccio comunque perché occorre, appunto, indirizzare il dibattito in modo ordinato. Non credo alla “decrescita felice”. Non ci credo anche perché, ammesso che sia possibile attuarla, cominciando oggi riguarderà le generazioni future. E nel frattempo? E, guardi, la cosa non riguarda solo l’impianto di GPL: penso ai ripetitori del 5G, ai termovalorizzatori moderni, ai produttori di energia e quant’altro inerente il tema. Personalmente non ho problemi nel dire che sono favorevole alle moderne tecnologie di sviluppo. Ma perché ho letto tante cose in merito, mi sono informato, domandato, ho parlato con diverse persone e molte residenti all’estero, mi sono fatto una mia idea. Che naturalmente resta mia. Ripeto: la Politica deve indirizzare e guidare lo sviluppo, nell’assoluto rispetto delle opinioni e della sensibilità di tutti. Per questo auspichiamo, come accennavo, un coinvolgimento quanto più importante possa essere di ogni singolo cittadino, senza estremismi. Convegni, dibattiti, inchieste giornalistiche che non “facciano il tifo” ma informino. Conoscere un argomento, ascoltare il confronto tra persone preparate anche se di idee diverse è doveroso per una decisione condivisa. Senza naturalmente che le decisioni siano prese dopo mille anni. E in questo e per questo è necessaria la Politica.
I cittadini e i turisti ad Augusta non hanno la possibilità di fare il bagno se non nella zona del Faro. Cosa proponete nel vostro programma? Come, quando e con quali strumenti sarebbe possibile creare sbocchi e piattaforme a mare?
Prima di rispondere mi permetta un passo nella quotidianità. Faccio io una domanda. Probabilmente anche questa retorica. È giusto che un’Amministrazione Comunale, ma dico anche un Consiglio Comunale, in regime di proroga che, come dicevo prima, dovrebbe limitarsi all’ordinaria amministrazione, a poche settimane dalle elezioni discuta e prenda decisioni sul futuro delle coste orientali di Augusta senza prima un dibattito e un confronto più che approfondito? E come mai un documento, il “Documento di programmazione strategica di sistema” dell’Autorità Portuale per intenderci, datato 4 aprile, viene discusso in fretta e furia il 15 luglio? Aggiungiamoci che addirittura! due Consiglieri di maggioranza si sono astenuti in Consiglio Comunale: una cosa molto rara in un Movimento “monolitico”. Perché? Il Movimento, ma forse sarebbe meglio a questo punto dire il Sindaco, la Giunta e i Consiglieri che in campagna elettorale predicavano la democrazia diretta, per parlarsi poi tra loro sotto un gazebo ogni tanto, non hanno neppure preso in considerazione le richieste delle Associazioni Ambientaliste, di Assoporto e di tutti quelli che chiedevano un momento di riflessione. Alla faccia della democrazia e della partecipazione… Vengo ora alla sua domanda. In cima a tutti i temi legati al mare e al territorio c’è la realizzazione del depuratore. Tutti, e anche di più, gli sforzi per la sua realizzazione e la messa in opera saranno attuati. Aggiungere altro non servirebbe. Verrà messo in atto un vero e proprio Piano delle coste, con il miglioramento della scarsa fruibilità attuale, che permetterà, grazie alla messa in sicurezza, l’apertura di molti tratti di scogliere attualmente interdetti alla balneazione. Avvieremo un percorso di coinvolgimento con tutta la Città che potrà fare proposte e osservazioni per redigere il “Piano di utilizzazione delle aree demaniali marittime” un altro strumento innovativo di pianificazione urbanistica. Insomma tutto quello che questa Giunta non è che non è riuscita … non è stata capace di fare.

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