Diamo per scontato che la mancanza di una rappresentanza popolare riconosciuta e l’assenza di un luogo istituzionale dove dibattere e decidere la gestione di una città rappresenti un indubbio limite, almeno in linea di principio. Ma guardiamo alla realtà, nello specifico, a cosa e perché è successo, e alle conseguenze.
Risponde Valeria Troia
Senza Consiglio Comunale questa città, oggi, viene veramente penalizzata? E come, quanto, in cosa?
Ritengo che il Consiglio comunale rappresenti il punto più alto della democrazia. È un organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo. È, sulla carta, la rappresentanza reale dei cittadini, delle loro istanze, dei loro bisogni. In quell’aula si “disegna” la città del futuro, si scrivono le pagine migliori per accrescere la qualità della vita di ogni singolo cittadino. L’assenza di questo organo priva la città di uno strumento di sintesi e progettualità virtuosa del futuro
Secondo alcuni potrebbe invece dimostrarsi (almeno in certe situazioni) un bene, un vantaggio, un risparmio economico. Una opportunità per svincolarsi da lacci e laccetti, inutili dibattiti, procedure e condizionamenti da partiti se non da singoli consiglieri per velocizzare procedure e realizzare programmi. Lo ritiene possibile?
Dobbiamo evitare di demonizzare tutto. La politica contribuisce a “creare” il consiglio comunale e nel consiglio comunale si fa politica. Dobbiamo soltanto convincerci che ognuno di noi è animale politico. Avere un Consiglio, inoltre, ti permette di avere un quadro reale di cosa accade in città e quali sono gli equilibri. Oggi è tutto velato. E sul risparmio economico non credo aiuti a ripianare i bilanci. Basta vedere a quello che è successo con l’eliminazione dei Consigli provinciali
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I consiglieri comunali sono vittime di una Legge sbagliata, di un complotto o di ignoranza? Dato che lo scioglimento è una eventualità prevista e regolamentata dalla Legge, perché non accettarlo come conseguenza naturale di una libera scelta invece di gridare allo scandalo e cercare scorciatoie, è corretto e logico cercare di tornare indietro? Era, almeno questo, un C.C. da rimpiangere?
Le leggi sono migliorabili, non vi è dubbio. In materia di Enti locali bisogna guardare esclusivamente alle esigenze delle persone. Le norme hanno consentito quello che è accaduto a Siracusa. Se ci sia stato un dolo o un eccesso di superficialità non possiamo saperlo. Il dibattito aperto non ha aiutato, sicuramente, a sgombrare qualsiasi dubbio
Le reiterate richieste al sindaco di dimissioni, gli appellativi a lui rivolti (Podestà, Monarca, Un uomo solo al comando …) addirittura il ricorso legale avanzato da alcuni consiglieri rappresentano azioni obiettive ed opportune? Gli autori le avrebbero poste ugualmente se invece di questo sindaco ci sarebbe stato un loro rappresentante? Potrebbe sembrare un ulteriore colpo di coda di chi battuto dalle elezioni, dai ricorsi, dalle sentenze, non vuole arrendersi né accettare le ragioni di una sconfitta? Il sindaco Italia sta approfittando di questa opportunità o cercherà un reale e proficuo confronto con la Città? Meglio che si dimetta?
Azioni che fanno parte della politica. Obiettività e opportunità, spesso, camminano in base alle convenienze di parte. Ma ritengo stiano nel gioco delle cose. Sarebbe accaduto anche a parti invertite. Il sindaco, adesso, è in una posizione delicata. Ritengo che per lui le responsabilità siano aumentate. Resta, inevitabilmente, l’unico parafulmine. Credo sia cosciente di tutto questo e un confronto con la città è l’unica via
Spesso il Consiglio Comunale, da più parti, è stato accusato di non lavorare, di essere costituito da incapaci o ignoranti, di sprecare soldi pubblici (le tristi vicende dei gettoni di presenza finite sulle cronache giudiziarie e dello spettacolo). Ora è diventato improvvisamente l’unico baluardo a difesa della democrazia? È così? Si può partecipare e contribuire alla gestione amministrativa e politica di una città anche senza Consiglio Comunale? In che modo? Le Leggi e lo Statuto Comunale consentono la possibilità della partecipazione dal basso, sarà sufficiente? Quale forma, tra quelle proposte in questi giorni, o da proporre, le appare più valida?
Si può e si deve partecipare e contribuire alla gestione amministrativa e politica della città. Lo si deve fare con o senza un Consiglio comunale. Siamo figli di narrazioni ed episodi che spesso generalizzano in maniera distorta. Il Consiglio comunale di Siracusa, nella sua storia, ha avuto consiglieri di altissimo livello: da una parte e dall’altra. È naturale che possano esserci quelli più capaci di altri. Sulle proposte di questi giorni ritengo siano spinte tutte da autentica voglia civica.
Continuo a ritenere, però, che la soluzione ideale è quella che guardi alla città come unica comunità. Dove sia possibile sedere insieme e confrontare le diverse opinioni. Dove si riesca a guardare la città come unico luogo fisico, senza alcuna differenza tra zone. Dove, in buona sostanza, si riscopra il centro della politica: la persona.

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