L’improvvisa e deleteria diffusione del Coronavirus ha messo in ginocchio il settore del turismo in genere e della ricettività in particolare. Abbiamo intervistato in merito un’imprenditrice che da poco aveva proprio investito su questa attività: Casa Verba Volant, un’accogliente struttura ricettiva in Ortigia sapientemente ristrutturata e suggestivamente arredata che Fausta Di Falco e il marito Elio Cannizzaro hanno voluto abbinare alla già avviata attività di Casa Editrice.
Fausta, che cos’è Casa Verba Volant?
Siamo una struttura ricettiva letteraria, ristrutturata, concepita ed arredata a tema. Abbiamo un affittacamere con 3 camere e 6 appartamenti (casa vacanza). La nostra non è soltanto una struttura ricettiva, ma un luogo di incontro, di socializzazione, di conoscenza, di eventi letterari.
Cosa ha significato la quarantena, la chiusura della struttura per 3 mesi? Quante prenotazioni annullate? Riuscite a quantificare la perdita?
Siamo al nostro primo anno di attività: il 1° maggio, durante il lockdown, abbiamo compiuto un anno. Sebbene sul mercato solo da poco tempo, complici le ottime recensioni e la particolarità della nostra Casa, avevamo tante prenotazioni. Le prime partivano da fine marzo e riempivano tutto l’anno, cosa che ci rendeva molto fiduciosi sull’andamento della stagione.
Ovviamente, com’è capitato a tutti, anche per motivi pratici legati all’impossibilità degli spostamenti, tanti ospiti hanno cominciato a disdire e sono stati risarciti, come legittimo in caso di forza maggiore, di ogni tipo di anticipo, anche non dovuto in tempi normali. Ci sono stati giorni in cui le cancellazioni erano continue. Potete immaginare il nostro stato d’animo, già pessimo per la forzata reclusione … potete capire che le perdite sono enormi e non potranno mai essere recuperate.
Come avete trascorso il periodo di quarantena, avete mantenuto rapporti con agenzie, con la clientela?
Molto male, sia a livello lavorativo, dal momento che entrambe le nostre attività (la casa editrice Verba Volant Edizioni e la struttura ricettiva Casa Verba Volant) hanno avuto un arresto improvviso, sia dal punto di vista personale perché fin da subito abbiamo percepito le conseguenze che questa situazione avrebbe portato nelle nostre vite. Abbiamo continuato a essere molto attivi sui social e questo sicuramente è servito a rimanere in contatto con i clienti. Alcuni clienti stranieri, fra l’altro, ci hanno scritto per sapere quale fosse la situazione e se fossimo in salute (le notizie sul nostro Paese che arrivavano all’estero, specie nel primo periodo, hanno fatto credere che tutti noi italiani fossimo morti o moribondi!)![]()
Per il periodo di inattività avete ricevuto sussidi, sostegni, agevolazioni?
Fino ad oggi assolutamente nulla. Continuiamo a pagare bollette e tasse di ogni tipo… I bonus vacanze del governo? Soggiorno in cambio di credito di imposta? Dopo le perdite e ricavi nulli che abbiamo avuto tutti? Evito di commentare, penso non ce ne sia bisogno… Vogliamo poi parlare dei prestiti agevolati? Debiti per pagare altri debiti … o per pagare le tasse.
La quarantena è finita, finalmente si ricomincia. Arrivano prenotazioni?
Al momento stentano ancora ad arrivare, e sono legate in ogni caso a periodi più lontani nel tempo. A mio avviso, anche con la riapertura dei confini regionali, la gente ha ancora troppe perplessità, troppe paure… E certamente il clima che siamo costretti a respirare non invoglia a viaggiare. Per come sono adesso le norme per alberghi, ristoranti, negozi, stabilimenti balneari… sembra più di andare a fare una visita medica che una vacanza! Senza contare le file per qualsiasi cosa, i voli aerei ridotti di numero e costosi e le scarse possibilità economiche degli italiani. Non dimentichiamoci che tranne alcune categorie impiegatizie protette e quelli che, come sempre accade, hanno trovato il modo di guadagnare anche in questa circostanza, gli italiani sono in grosse difficoltà.
La riapertura ha comportato un adattamento degli eventuali spazi in comune, ulteriori spese a carico del titolare?
Per fortuna abbiamo spazi comuni ampi e non abbiamo dovuto fare grosse modifiche. Abbiamo però, per dare una maggiore tranquillità al cliente, comprato dei generatori di ozono che ci permettono di sanitizzare, dopo la sanificazione, gli ambienti ad ogni cambio ospite. Già dall’apertura dell’attività seguivamo i protocolli dell’Haccp e i protocolli contro la legionellosi; ci siamo sempre avvalsi di ditte specializzate sia per le pulizie degli ambienti sia per la pulizia dei tessili.
Che afflussi di presenze prevedete per questa stagione, solo italiani?
Non mi sento di fare previsioni per il futuro perché in questo momento mi sembra di vivere in un mondo impazzito! Penso che gli italiani che viaggeranno saranno in percentuale fortemente inferiore rispetto agli anni passati e che in gran parte preferiranno prenotare in strutture che riescono a fare prezzi stracciati. Quello che posso dire, e che ho avuto modo di sapere da amici che vivono all’estero, è che il nostro Paese si sta tirando un po’ la zappa sui piedi. Anzitutto perché si pensa che tutta l’Italia, Sicilia compresa, sia stata un lazzaretto e sia quindi pericolosa; poi perché la confusione delle norme e la loro interpretazione, i continui cambiamenti delle stesse, le iniziative diverse regione per regione hanno contribuito a creare un senso di smarrimento nei turisti stranieri che preferiscono, ad oggi, altri mete.
Le istituzioni hanno gestito bene la situazione? Andava fatto tutto? E l’Amministrazione Comunale?
Anche in base alle risposte che ho dato in precedenza puoi capire che sono molto critica nei confronti delle istituzioni, nazionali in primis. Ad oggi mi sembra che abbiano fatto di tutto per creare i problemi più che per risolverli… Staremo a vedere…
Secondo te cambierà per sempre il modo di viaggiare, di andare in vacanza?
Una cosa che trovo particolarmente inquietante è che tutti parlano di “nuova normalità”, di nuovi modi di vivere, di viaggiare… Nessuno sembra pensare a questo periodo come a una parentesi che supereremo tornando di nuovo alla pienezza della nostra vita sociale, fatta anche di strette di mano, baci e abbracci. Certamente se si continuerà su questa linea i viaggi cambieranno per sempre. E a farne le spese saranno sia i viaggiatori che noi operatori del settore.
Cosa andrebbe fatto per sostenere e rilanciare il settore, ti senti di suggerire qualcosa, avanzare proposte?
Consigli? Sarà il mio pessimismo attuale a parlare ma anzitutto dovremmo riprenderci dal danno di immagine che ha avuto l’Italia e che ha coinvolto anche la Sicilia. Creare dei rapporti privilegiati con le altre nazioni rassicurando che la Sicilia non solo è sicura ma è anche e ancora accogliente. Certamente a Siracusa la mancanza delle rappresentazioni classiche non aiuta e qualsiasi programma alternativo non potrà mai supplire. Quindi l’offerta culturale locale già molto carente durante l’estate (cosa che, come già detto in passato, lamentano spesso i turisti) si trova ad essere ancora più povera.

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