Il 18 maggio del 1920 nasceva Karol Wojtyla, ovvero Giovanni Paolo II, canonizzato insieme a Giovanni XXIII il 27 aprile del 2014 da papa Francesco.
Figura straordinaria della storia del Novecento, Karol Wojtyla è legato in maniera particolare alla Sicilia e alla città di Siracusa: pensiamo alla voce che ha tuonato contro la mafia e invitando alla conversione perché “una volta viene il giudizio di Dio”, a Catania città di “Agata” e ai suoi figli perché si rialzasse con la stessa fierezza della martire patrona, pensiamo alla storia della prodigiosa lacrimazione del 1953 – ricordiamo il motto di Wojtyla, “Totus Tuus”, che sigilla il legame speciale tra Giovanni Paolo II e la Vergine Maria –: dal 29 agosto al primo Settembre un quadretto di gesso, raffigurante il cuore immacolato di Maria, posto come capezzale di un letto matrimoniale nella casa di una giovane coppia di sposi, Angelo Iannuso e Antonina Giusto, a Siracusa in via degli Orti di S. Giorgio, al civico 11, versò lacrime umane e tra i visitatori ci fu anche, in forma privata, Karol Wojtyla.
Il 6 Novembre 1994, Giovanni Paolo II, in visita pastorale alla città di Siracusa – una due giorni indimenticabile, dall’arrivo al molo Zanagora alle parole dal balcone dell’Arcivescovado all’Angelus della Balza Akradina sotto una pioggia battente interpretata come un segno di grazia – durante l’omelia per la dedicazione del Santuario alla Madonna delle Lacrime, affermò che «… le lacrime di Maria appartengono all’ordine dei segni: esse testimoniano la presenza della Madre nella Chiesa e nel mondo. Piange una madre quando vede i suoi figli minacciati da qualche male, spirituale o fisico… Sono lacrime di dolore per quanti rifiutano l’amore di Dio, per le famiglie disgregate o in difficoltà, per la gioventù insidiata dalla civiltà dei consumi e spesso disorientata, per la violenza che tanto sangue ancora fa scorrere, per le incomprensioni e gli odi che scavano fossati profondi tra gli uomini e i popoli… Sono lacrime di preghiera… Sono lacrime di speranza, che sciolgono la durezza dei cuori e li aprono all’incontro con Cristo Redentore, sorgente di luce e di pace per i singoli, le famiglie, l’intera società».
Da venerdì 24 a domenica 27 gennaio 2013 la Basilica ha accolto la Reliquia del Beato Giovanni Paolo II: una preziosa ampolla con il sangue di Giovanni Paolo II, prelevato il 2 aprile 2005, giorno della sua morte. Lo scultore trevigiano Carlo Balljana ha realizzato il reliquiario – una scultura a forma di libro – dopo aver partecipato ai funerali del Santo Padre, riprendendo la scena dei funerali dove sulla sua bara era stato deposto il Vangelo aperto. Un vento improvviso e forte iniziò a sfogliare il Libro e poi lo chiuse, come a sottolineare la conclusione della vicenda terrena del Pontefice.
“Il ritorno delle sue reliquie a Siracusa, nella città che lui ebbe a definire come uno “speciale santuario della commozione” – queste le parole di don Luca Saraceno, allora rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime -, è stata una “scelta voluta per declinare la dimensione spirituale della consolazione attraverso la presenza tangibile di un appassionato e infaticabile Pastore che ha fatto della consolazione il respiro del suo ministero e, oggi, un’indicazione per la via alla santità”.
Una statua raffigurante il pontefice santo è stata donata alla Basilica Santuario Madonna delle Lacrime: realizzata dagli artisti don Mimmo Minafra di Bari e Tanino Golino di Canicattini Bagni, raffigura Wojtyla con i paramenti indossati per la dedicazione del Santuario.
Il 18 maggio 2020, centenario della nascita di Wojtyla, coincide con la riapertura delle chiese e la ripresa delle Sante Messe con la partecipazione del popolo: un segno di speranza e di consolazione.
La Basilica Santuario dedicata alla Madonna delle Lacrime, in particolare, ha fatto pervenire tramite il suo attuale rettore Don Aurelio Russo le istruzioni per i fedeli affinché la comunità possa vivere il ritorno alla Messa in presenza in sicurezza e serenità.
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