Quanti i positivi al Covid-19? Che ne è del laboratorio di analisi cliniche all’Umberto I?
Solo nella certezza del vero numero dei contagiati – sintomatici, paucisintomatici, asintomatici che siano – può trovarsi quel minimo di sicurezza necessaria alla ripartenza progressiva di tutte le attività produttive, a Siracusa e provincia come nel resto di Italia. Un’indicazione maturata dall’esperienza dolorosa del nord Italia che ora gira sui social come la teoria delle tre T: Testing, Tracing, Treating, cioè testare tracciare e trattare.
Da qui il presupposto: la capacità di effettuare screening sulla più ampia parte di popolazione possibile attraverso il test con i tamponi. Uno dei versanti su cui abbiamo misurato l’impreparazione del nostro sistema sanitario nel fronteggiare l’emergenza Covid-19. Nel Paese come in Sicilia, e a caduta presso l’azienda sanitaria provinciale.
Solo dopo errori e caos le nostre autorità regionali si sono convinte dell’assoluta necessità di attrezzare un numero adeguato di laboratori per l’analisi dei tamponi ma ancora colpevolmente si registrano ritardi.
All’inizio delle prime avvisaglie dell’epidemia in Sicilia, a febbraio, e per un intero mese mentre nell’Italia settentrionale scoppia l’inferno, i laboratori regionali di riferimento sono solo due, il Policlinico di Catania e quello di Palermo.
440 i tamponi effettuati fino al 5 marzo, casi accertati 21.
Quasi da subito i tempi per verificare la positività dei sospetti appaiono lunghissimi impedendo l’immediata individuazione della rete di contatti da isolare e mettere sotto osservazione, tant’è che, proprio il 5 marzo, l’assessore Razza si vede costretto ad attivare altri sette laboratori, dislocati su tutto il territorio regionale, ma restano solo i laboratori di Palermo e Catania a poter confermare i test e trasferirli poi all’Istituto superiore di Sanità per la validazione finale.
Alla politica degli annunci con il governatore Musumeci che promette tamponi a tappeto in tutta la Sicilia, risponde l’allarme generalizzato degli operatori sanitari di tutta la regione.
Laboratori al collasso, ritardi intollerabili, perdita di tamponi o tamponi eseguiti male e inutilizzabili.
Il primo decesso
Il 12 marzo si registra in Sicilia il primo decesso per/con (!) Covid-19 all’Ospedale Gravina di Caltagirone ma l’assessore Razza precisa che la morte sarebbe da attribuire ad arresto cardiorespiratorio in un soggetto affetto da pregresse patologie cardiovascolari e neurologiche.
E così, mentre da un lato il sindaco di Sortino comunica la quarantena della famiglia del defunto, dall’altro l’equipe medica dell’Ospedale Muscatello, dove il paziente era stato ricoverato per sospetta ischemia cerebrale, continua a lavorare in attesa dei tamponi.
Più di 40 dipendenti – infermieri, medici, personale ausiliario – non modificano quindi le proprie abitudini di vita con i rischi immaginabili e dopo il primo tampone, solo l’11 marzo – e via via (alcuni più volte ripetuti) anche gli altri -, per giorni e giorni aspettano inutilmente i risultati. La stessa situazione riscontrata a Siracusa per il caso dei dipendenti dei Beni Culturali dopo la morte dell’architetto Calogero Rizzuto, della dottoressa Silvana Ruggeri e degli altri ricoveri: pochi i tamponi fatti e spesso incerti i risultati, con il caso eclatante di queste ore di una dipendente scopertasi, solo ora, ancora positiva. D’altra parte ovunque le cronache cittadine riferiscono di disfunzioni e casi incredibili.
Dall’inizio dei controlli al 16 marzo, i tamponi validati dai Policlinici di Palermo e Catania sono 2.653, 213 i campioni trasmessi all’Istituto superiore di sanità.
I 20 laboratori
Gli appelli di alcuni (politici e sindacati) ad utilizzare i laboratori di biologia molecolare presenti nelle Asp, ma soprattutto l’arrivo in Sicilia degli studenti fuori sede, inducono finalmente il governatore Musumeci ad adottare nuove misure straordinarie. Il 20 marzo rende obbligatorio (!) il tampone rinofaringeo per il personale sanitario, per chi è in quarantena obbligatoria perché rientrato in Sicilia e per i positivi al Coronavirus in isolamento domiciliare; e il 23 l’assessore Ruggero Razza, con un avviso pubblico, chiede il supporto dei laboratori privati che danno la propria disponibilità ma alcuni ancora senza le apparecchiature e i reagenti necessari… ciò che tutta l’Italia intanto cerca! mentre a Catania si lamenta il numero insufficiente dei medici del servizio epidemiologico.
Al 23 i tamponi validati sono 7.170, ricoverati 337 pazienti (24 a Siracusa), 20 deceduti (1 a Siracusa). Ma il 27 marzo ancora dei 20 laboratori (12 + 8 privati, selezionati, autorizzati e ancora fermi) si favoleggia soltanto.
Il caos di fine marzo
Il laboratorio Campisi di Avola viene autorizzato a processare i tamponi dal 27 (la sua capacità a regime sarà di 100/120 tamponi giornalieri) ma pare inizi dopo un paio di giorni con qualche difficoltà anche per il numero spropositato di tamponi inviati che non è in grado di analizzare ed è costretto a congelare.
Scoppia intanto il caso: i tamponi fatti tra il 18 e il 19 marzo a Siracusa e inviati a Catania si perdono, o forse arrivano ma sono buttati, o le schede sono incomplete e quindi i tamponi non vengono esaminati o esaminati con ritardo. In ogni caso non ne vengono subito informati gli interessati che continuano per giorni a chiedere i risultati. Senza ottenerli!
L’Asp di Siracusa non può che rassicurare comunicando di aver consentito l’attivazione anche di un altro laboratorio in ospedale e di voler adottare il metodo coreano (i tamponi direttamente nelle autovetture) per le persone rientrate in Sicilia in isolamento domiciliare. Funziona da noi, dopo alcuni adeguamenti necessari, una apparecchiatura “non nuova” dell’immunoematologia usata precedentemente per diagnosticare l’epatite c, ma non si riescono a processare più di un centinaio di tamponi al giorno … quando va bene.
Il 28 il laboratorio centralizzato del Policlinico di Catania comunica agli ospedali che “a seguito della mancata fornitura di reagenti per la diagnosi di Covid i campioni pervenuti verranno conservati a temperatura controllata e processati appena possibile. I campioni sono comunque a disposizione per l’eventuale ritiro qualora indicato con comunicazione ufficiale”.
L’assessore Ruggero Razza in diretta Facebook spiega che “i reagenti sono prodotti da società straniere che riforniscono i propri mercati nazionali” e che si è chiesto aiuto alla Protezione civile.
“Vi chiederemo qualche sforzo in più, chiederemo a qualcuno di restare a casa qualche giorno in più per aiutarci a contenere al contagio” (!).
A fine marzo i tamponi effettuati sono stati 16.836 (!). Di questi sono risultati positivi 1.718, ancora contagiate 1.544 persone. Questi i dati regionali. Tutto regolare?
Aprile
Ai primi di aprile, a Siracusa, a mettersi in lista d’attesa per i tamponi sono i pazienti e il personale sanitario del reparto di oncologia dell’Umberto I per tre casi accertati di contagio, due operatori sanitari e un paziente. “Grazie all’arrivo in Sicilia dei reagenti e alla possibilità dell’Azienda di farli processare dal laboratorio privato accreditato di Avola e dal laboratorio dell’ospedale di Siracusa che partirà nell’imminenza, i referti dei tamponi eseguiti saranno restituiti in poche ore” comunica l’Asp.
Ma il 10 aprile con un nuovo comunicato la stessa Asp informa che “Apparecchiature e reagenti sono in corso di consegna al Centro trasfusionale che, con tale provvedimento regionale, assume anche la funzione di Stazione di biologia molecolare per la ricerca del virus Sars-CoV-2… Questa ulteriore strumentazione potenzia il laboratorio di virologia, consentendo autonomia e una maggiore rapidità di risposta e di refertazione dei tamponi rispetto ai tempi registrati nel passato».
Al 16 aprilei tamponi effettuati sono stati 42.405 con 2.579 risultati positivi.1.535 le persone in isolamento domiciliare
Il 22 di questo secondo laboratoriodi analisi cliniche all’Umberto I° individuato dalla Regione si parla ancora al futuro. Si dice che delle due apparecchiature da circa 40mila euro l’una una non sarebbe entra in funzione per la mancanza di un “pezzo di ricambio” mentre con l’altra iniziano ad essere processati, dopo circa una settimana, circa 100/120 tamponi ma anche in questo caso con qualche inghippo inspiegabile. Sembra infatti che molti tamponi non siano stati analizzati perché pervenuti in matrice non adatta all’apparecchiatura (liquida anziché secca) e quindi congelati.
Altri dicono invece che le apparecchiature sono ferme alla dogana!
Il 23 aprile il direttore sanitario Anselmo Madeddu informa: “Abbiamo raggiunto un accordo con un altro laboratorio e così a nostra disposizione ne abbiamo 4. Inoltre, abbiamo reperito sul mercato 1000 reagenti che ci consentiranno di procedere a passo spedito con i tamponi. 2000 ne arriveranno lunedì, per cui saremo in grado di lavorare ad un ritmo di 400 tamponi al giorno. Non è stato affatto semplice per via di una programmazione nazionale errata, senza contare che in Sicilia sono arrivate dal Nord Italia circa 30 mila persone, di cui 4 mila solo nel Siracusano. Il numero delle persone da sottoporre a tampone sono state tante, di certo è stata data priorità ai pazienti in ospedale, al personale sanitario, alle case di riposo, insomma la platea è vasta ma con questi nuovi accorgimenti contiamo di andare spediti”.
Il 28 aprile: “L’Asp di Siracusa completerà nei prossimi giorni l’esecuzione dei tamponi ai soggetti in quarantena fiduciaria … il laboratorio del Policlinico di Palermo a partire da oggi processerà per conto dell’Asp di Siracusa 400 tamponi al giorno, mentre quello dell’Istituto Zooprofilattico, a partire da domani, ne processerà 200. Queste prestazioni andranno ad aggiungersi alle 200 già assicurate in passato dai laboratori autorizzati dell’Azienda, portando a 800 il potenziale complessivo.
La direzione aziendale in tal senso ha predisposto un dettagliato piano di azzeramento degli arretrati, mettendo in campo più squadre contemporaneamente presso i quattro distretti sanitari dell’Azienda, al fine di convocare da 500 a 600 utenti al giorno, lasciando le altre 200 prestazioni giornaliere a disposizione degli ospedali e del territorio per le esigenze diagnostiche dei pazienti e degli operatori sanitari. Si va dunque verso la risoluzione dicriticità derivanti, come è noto, dalla forte carenza di tamponi e reagenti a livello nazionale”.
L’ultimo aggiornamento data 3 maggio 2020
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 85.955 (+1.603 rispetto al giorno precedente) su 78.409 persone: di queste sono risultate positive 3.240 (+27), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.203 (+17), 795 sono guarite (+8) e 242 decedute (+2).
Degli attuali 2.203 positivi, 412 pazienti (-14) sono ricoverati – di cui 29 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.791 (+31) sono in isolamento domiciliare.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 124 (16, 24, 11); Catania, 688 (88, 228, 86); Enna, 296 (119, 93, 29); Messina, 374 (76, 124, 52); Palermo, 390 (64, 93, 28); Ragusa, 55 (5, 31, 6); Siracusa, 115 (40 ricoverati, 95 guariti, 24 deceduti); Trapani, 92 (4, 42, 5).
Il Policlinico di Palermo (in grado di processare 1200 tamponi al giorno) dovrebbe aver analizzato i tamponi degli 800 siracusani in tre giorni ma non ne conosciamo i risultati e la quantità media che allo stato attuale si dovrebbe essere in grado di garantire è di 300/350 tamponi al giorno.
Il dato dei positivi a Siracusa da giorni è fermo tra i 110 e i 115. Conoscere i numeri reali è una necessità assoluta!

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