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Sono stati effettuati fra ieri e oggi i tamponi faringei per tutto il personale della casa circondariale di Piazza Armerina. L’iniziativa, che dovrà riguardare tutte le carceri siciliane e che già è stata avviata in quelle delle regioni del nord, era stata sollecitata dalla direzione con una nota basata sulle raccomandazioni dell’organizzazione mondiale della sanità e preceduta da contatti con l’ufficio di igiene pubblica di piazza Armerina.
Come è noto il territorio di Enna è fra quelli in Sicilia con maggiori casi di positività e questa iniziativa, fra le prime per gli istituti siciliani, si inquadra evidentemente in un più ampio piano studiato per fronteggiare la diffusione del contagio. Va quindi un plauso alla Asp provinciale e all’ufficio di igiene e l’azione suona da incoraggiamento anche per quella che deve essere una cauta (molto cauta) e graduale marcia verso il riavvio della vita penitenziaria, contrassegnata da uno specifico lockdown che ha comportato la sospensione dei colloqui con i familiari e quella delle attività risocializzanti.
Per quanto riguarda il primo aspetto, come ovvio particolarmente sentito dai detenuti, si sperimenterà in una prima fase lo svolgimento delle visite con dei pannelli divisori per evitare i contatti; per ciò che riguarda le attività si farà in modo da assicurare la ripresa dell’anno scolastico, sperimentando – ma è una attività ancora allo studio – la didattica a distanza, che, come è ovvio, in carcere presenta particolari problemi non essendo i detenuti dotati di pc con collegamento internet.
A seguire, disposizioni superiori e prudenza sanitaria permettendo, dovranno ripartire gli altri corsi. Al vaglio della direzione ve ne sono diversi. La sfida, inedita, sarà quella di sperimentarne lo svolgimento in condizioni di sicurezza e di distanziamento.

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