Caro Aldo, innanzitutto Ti ringrazio per avermi pensata parte di questo Tuo progetto (I Diari della Quarantene per La Civetta di Minerva, ndr) e mi spiace per questo deluderti, ma non sono la persona più adatta a fare ciò che mi chiedi. In generale non amo la condivisione di momenti e sentimenti miei, tanto più adesso che i social danno sfogo ad un bisogno quasi bulimico di condividere/affermare/imporre il proprio pensiero considerandosi sempre un passo avanti rispetto a chiunque ovunque e comunque! No, a maggior ragione adesso faccio un passo indietro.
Un altro. C’è un pudore dei sentimenti che mi ha sempre caratterizzata e che oggi diventa quello che la scrittrice nostra conterranea Tea Ranno ha bene definito “il pudore del silenzio” (chi meglio di lei sa fare centro con le parole!), ebbene questo pudore oggi è necessità.
Un bel tacer non fu mai scritto, mi diceva ogni tanto mio papà! E lì, in quel tacer, in quel pudore io mi colloco. Senza nessuna delle certezze che in molti urlano, ma con la consapevolezza che questo tempo che sembra sospeso nell’attesa che tutto riprenda un ritmo tale da ovattare ogni pensiero, è invece un tempo reale e la qualità che gli diamo dipende da noi e dalle nostre scelte; e chissà forse è a queste scelte (che fatte oggi si proiettano nel nostro futuro) che dobbiamo affidare la speranza di un domani migliore. Di certo è un tempo che non dimenticheremo e la Tua idea di tenerne traccia con un diario condiviso è lodevole, ma io resterò una tua lettrice, non scrittrice! Un caro saluto e grazie per le tue condivisioni.

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