Carmelo Maiorca ed Emiliano Colomasi: maestri di satira per una sera

La satira, quella pacata e discorsiva contro la violenza fine a sé stessa delle fake news

 

“La satira prima e al tempo delle fake news” titolo dell’incontro svoltosi sabato 22 febbraio all’Arci. Con leggerezza, col sorriso sempre acceso ma senza tralasciare la scrupolosa analisi e la descrizione puntuale, Carmelo Maiorca ed Emiliano Colomasi ci hanno deliziato con una interessante carrellata sulla satira nella storia del giornalismo

Al direttore de L’Isola dei Cani il compito di raccontare, con l’ausilio di immagine storiche e preziose, la nascita della satira nella letteratura e nel teatro e poi nei giornali, soffermandosi sull’esperienza italiana nella stampa. I tanti periodici per lo più locali (dalla metà dell’800 alla metà del 900). I più famosi e incisivi furono l’Asino e il Becco Giallo, non per caso costretti alla chiusura dal regime fascista. La satira scritta e disegnata che emerge alla fine degli anni ’70, fino all’82, in modo dissacrante e corrosivo come mai prima con Il settimanale Il Male – di cui abbiamo ricordato in particolare le false prime pagine di quotidiani nazionali con clamorose notizie inventate. Altri coraggiosi “falsi” come quello della Pradva scritto in russo furono realizzati, con altri, da uno degli autori de Il Male e poi direttore di Frigidaire: Vincenzo Sparagna.

Carmelo Maiorca – “Anni dopo ebbe notevole successo il settimanale Cuore, in particolare con la direzione di Michele Serra, e al quale parteciparono tutti i migliori vignettisti e autori satirici in circolazione. A questi due settimanali abbiamo collegato l’esperienza siracusana dell’isola dei Cani, in quanto ad ispirazione: quella dei suddetti falsi del Male fu il riferimento di 2 simil pagine del quotidiano La Sicilia (allora formato lenzuolo) che io ed Ermanno Adorno ideammo, coinvolgendo altri collaboratori del quindicinale L’Isola. Quelle due pagine con l’annuncio delle dimissioni di Gino Foti da tutto, da parlamentare fino alla carica di capo condominio, fu praticamente uno degli ultimi numeri de L’Isola (che durò dall’80 all’84) e il banco di prova per la nascita sempre nel 1984 di un giornale solo satirico: da L’Isola a L’Isola dei Cani, che fondammo con Ermanno con il fondamentale coinvolgimento del vignettista Antonio Mangiafico che aveva già realizzato libri a fumetti sceneggiati e disegnati da lui. Al trio si unì il giovanissimo, rispetto a noi, Seby Spicuglia e questo per molti anni é stato il quartetto base, dell’ormai 35ennale periodico sul quale hanno scritto ogni tanto altri, giornalisti e non solo, con qualche altro contributo fra cui certo da ricordare da qualche anno le vignette di Franco Nania e solo da pochi numeri alcune tavole a colori del disegnatore e illustratore Guglielmo Manenti. Dato l’argomento non potevo non parlare del mio rapporto non esclusivo ma certo ininterrotto con la scrittura satirica avendo collaborato con “Cuore” (raccogliendo buona parte di quegli articoli e reportage in un libro), con altri giornali e in passato con trasmissioni televisive e radiofoniche, e dal 2012 scrivendo la rubrica Il Bar sotto il Mare per La Civetta. Su cui ha scritto per qualche numero anche Emiliano Colomasi che riprendeva le sue “Ansie del giorno”, testi che su Facebook hanno preceduto la nascita del blog “Archimete Pitacorico” una presenza satirica quotidiana per buona parte d’ambientazione siracusana, e non solo”

Emiliano Colomasi – “Prima ancora di una carrellata di pezzi pitagorici, Archimete Pitacorico è un blog molto seguito (77mila contatti unici nel 2019) abbiamo parlato di satira di oggi, all’epoca del web, della differenza tra satira e comicità e del prolificare (solo nella rete e nei social) del fenomeno delle fake news. La satira, sia quella pacata e discorsiva sia quella crudele e sferzante, mette in risalto costumi o atteggiamenti comuni al genere umano o tipici di una determinata categoria: la classe politica, i parrini, i presidi manager. La satira non si limita semplicemente a prendere in giro, ma è soprattutto un modo di espressione artistico e sociale volto a favorire un cambiamento. In teoria dunque, far sorridere è probabilmente il mezzo e non il fine, ed è questo quello che differenzia un comico da un autore satirico. L’autore satirico si pone come fine quello di denunciare un particolare comportamento o un’azione, insistendo sul lato umoristico al fine di avvicinare una lente di ingrandimento che consenta di vedere, da un’altra angolazione, il problema. La parodia invece, insiste sulle tecniche tipiche della satira, come ad esempio l’iperbole e l’esagerazione, ma lo scopo non è quello di far riflettere, quanto semplicemente far ridere attraverso la presa in giro. 

Il problema è che ciò che oggi comunemente chiamiamo satira, semplicemente, non è tale, oggi molto spesso si tratta di umorismo. Laddove proprio l’inaccettabile era il marchio di fabbrica di giornali come Il Male. Se Di Maio o Renzi, o il Salvini di turno possono ridere quando Crozza li prende in giro; per Andreotti era semplicemente inconcepibile anche solo far finta di farlo per la propria faccia disegnata come un culo. Stessa cosa per La Malfa e Berlinguer rappresentati come contenitori di merda fumante.

Oggi, quel tipo di violenza, di irriverenza, di spietatezza – sia pure con dinamiche e meccanismi emotivi molto diversi – si è trasferita in rete. Se volete vedere il presidente della Repubblica insultato o il papa vilipeso nella totale assenza di tabù che invece per i redattori del Male o di Cuore erano ogni volta una sfida e uno sforzo creativo (infrangiamo il tabù? Fino a che punto? E in che modo, questa volta?) fatevi un giro online, specie tra i social media.

Ma in rete non troviamo una critica al sistema, troviamo violenza fine a se stessa e enormi dosi di sarcasmo a basso costo e fake news.

L’avvento dei social media e la diffusione delle notizie in Rete hanno prodotto una nuova forma di lettura della realtà, mescolando verità e false verità. Il tema in generale è quello dell’informazione digitale, nello specifico sarebbe utile capire come fake news e bufale stiano ridisegnando i fenomeni partecipativi e le dinamiche sociali e politiche della società”

La satira su carta stampata degli anni 70/80 era riconoscibile. Dopo un primario senso di sbalordimento e incredulità (di fronte ad un articolo o ad una prima pagina con notizia farlocca) bastava girare pagina e sorridere a crepapelle nel realizzare che trattavasi di burla. Gli autori erano palesemente rintracciabili e l’obiettivo non andava oltre la derisione.

La satira (??) di oggi che gira sul web è quasi sempre anonima, basata su messaggi anonimi o non rintracciabili facilmente e l’obiettivo è quasi sempre quello di fagocitare la pancia del popolino, diffondere odio, insultare e diffamare avversari politici.

Una delle ultime ricerche sul tema, condotta dal MIT, Massachusetts Institute of Technology fa emergere dei dati molto preoccupanti: sui social, una bufala si diffonde sei volte più rapidamente rispetto alle notizie vere e hanno il 70% in più di probabilità di essere ritwittate. È emerso che in media, le notizie false impiegano sei volte meno tempo per raggiungere un campione di persone, rispetto al tempo impiegato dalle notizie vere.

Ma cosa c’è di seduttivo in una fake news? Ancora Emiliano Colomasi – “La seduzione svuota di senso tutti i temi anche più seri (pensiamo solo alle bufale anti-immigrati). Contro lo ‘svuotamento di senso’ delle notizie non si può opporre la logica, non si può contrapporre il ragionamento, perché l’interpretazione è noiosa. Infatti se le fake news esistono è perché esiste anche un pubblico. Chi è? Viene il sospetto che la guerra non sia verso le fake news, ma verso il loro pubblico. A rendere le bufale così popolari sono soprattutto le persone, perché le persone sono più propense a ritwittare informazioni considerate nuove e le fake news sono confezionate in modo da apparire come notizie più fresche. Analizzando le reazioni al contenuto delle notizie diffuse su Twitter, gli studiosi hanno visto, inoltre, che “le persone rispondono alle notizie false soprattutto con sorpresa e disgusto”, mentre le notizie vere producono risposte “generalmente caratterizzate da tristezza e fiducia”

Una realtà, quelle delle fake news, con cui tutti oggi siamo chiamati a fare i conti. A discernere, distinguere e selezionare l’enorme quantità di informazione che internet ci propone, a distinguere l’informazione corretta dalla diffamazione, a preferire la qualità dalla quantità.

E come disse il famoso filosofo… Non c’è più la satira di una volta. Inizio modulo

Fine modulo

Da leggere

SERIE D, ESORDIO VINCENTE E CONVINCENTE DEL SIRACUSA

Tribuna Centrale non praticabile, quindi tutti in quella Laterale, pochi i tifosi in Gradinata, Curva …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti