Nei fondali tra Priolo e Augusta il metilmercurio, il più veloce nell’insinuarsi negli organismi e il peggiore per la salute

Nessuno sa fare diagnosi d’intossicazione se non sospetta la malattia ed è fornito dei mezzi adeguati

 

Sorprende la serenità di persone di scienza quando si parla del rischio salute in provincia di Siracusa. Sui dubbi che, giustamente, assillano la popolazione riguardo al pericolo del mercurio giacente a pochi metri di profondità nella baia tra Priolo ed Augusta, nessun medico può affermare che si possa giurare sull’innocuità di questa situazione.

Se a qualcuno sembra che il mercurio più pericoloso sia quello metallico e inorganico si disilluda: il mercurio della rada di Augusta è metilmercurio, composto organico, il peggiore che ci sia per la salute dell’ambiente e delle persone ed è il più veloce nell’insinuarsi dentro gli organismi viventi e il più abile nel produrre accumulo lungo la catena biologica. Nessuno si senta al sicuro dicendo che non mangia frutti di mare o pesci.

I segreti delle catene alimentari sono troppo complessi perché siano qui esposti ma state certi che non si può strappare un fiore sulla terra senza disturbare una stella. I fenomeni in natura sono strettamente interconnessi. Certi inquinanti sono molto subdoli, lenti nell’accumulo, invisibili ai più. Inoltre, esclusa l’ipotesi “starnazzante”, predominante, “bufalizzante” che attribuisce al metilmercurio la responsabilità di suscitare tumori, nessuno, neanche un medico normale, è in grado di individuare quelle persone contaminate, anche se manifestano sintomi di malattia.

I sintomi da accumulo di mercurio sono troppo simili ad altre malattie vaghe e rare che interessano il sistema nervoso e l’apparato cardiovascolare, tanto che se non si applica il metodo scientifico, investendo denaro su ricerche ad ampio spettro sulla popolazione, i registri dei malati per questa causa resteranno desolatamente vuoti. Nessuno sa far diagnosi d’intossicazione da mercurio se non sospetta la malattia, la conosce ed è fornito dei mezzi adeguati.

Di certo abbiamo che in Italia c’è una progressione importante di malattie nervose, fuori da ogni media europea. Prova indiretta ne è l’enorme consumo di psicofarmaci che ci vede primi nelle classifiche internazionali.

Non vi è alcuna volontà di insinuare che c’entri il mercurio in questo dilagare di malati di mente. Le tensioni economico-sociali e i disagi conseguenti predominano in una nazione fatta di vecchi ammalati e di giovani in fuga senza lavoro e di certo sottendono al fenomeno dell’iperconsumo di psicofarmaci.

Per riconoscere la responsabilità del metilmercurio sarebbe auspicabile che s’impianti una strategia per stabilire con certezza chi e come può esserne interessato (tutto il Mediterraneo?) e in quanto tempo (decenni almeno) possa rivelarsi una qualsiasi malattia correlata. Dall’ottica strettamente scientifica e professionale possiamo solo affermare che tali processi richiedono investimenti, intelligenza e coordinamento nazionale e internazionale.

Proprio dalle nostre pagine della Civetta si può arguire che a Siracusa alcuni processi sono frutto di un sistema corruttivo dei giudici. Possiamo dubitare del famoso processo Mare Rosso e della sua sentenza?

Di fatto vi è da dubitare del parere espresso dagli esperti della Procura che solleva gli inquinatori criminali dallo smaltire in sicurezza le decine o centinaia di tonnellate di mercurio (vallo a pesare in fondo al mare!) versate serenamente dai tombini dell’impianto cloro-soda a poche centinaia di metri dalla cittadina di Priolo.

Meraviglia persino l’accettazione rassegnata di tenersi per sempre il mercurio in fondo al mare abboccando all’amo del pericolo maggiore della sua rimozione. Chissà quanto gongola l’ex Syndial sapendo che non deve sostenere le spese del ripristino dei luoghi!

Con quale senso di giustizia e di civiltà si può approvare la decisione di lasciare ai posteri il problema di togliere e smaltire un veleno a tonnellate dalle coste mentre i colpevoli sono già scomparsi anche dalla memoria?

Mi sembra un gesto assimilabile a quello di spalmare sui nipoti i debiti dei nonni.

Così pure mi sembra tipico di una certa mentalità dilatoria quello di modificare i valori normali di una sostanza secondo i casi e la convenienza, come si fa con gli ioni fuori scala tipici dell’acqua non potabile della nostra rete idrica.

Che tonnellate di mercurio stiano sul litorale, convincendoci che i sedimenti marini prima o poi li copriranno e li neutralizzeranno, mi sembra una penosa bugia per uscire dal pantano. E’ noto che solo a diverse decine di metri di profondità i fondali diventano resistenti alle mareggiate che rimescolano i sedimenti. Per le basse profondità in cui è avvenuto lo sversamento possiamo ritenere che una parte del mercurio stia a profondità tali da restare immobile mentre per ampi tratti si trovi in balia delle onde muovendosi in continuazione.

Certo è che l’allarme scientifico e del ministero della salute sul pericolo del mercurio non è per niente passato di moda: il metilmercurio è un pericolo grave e non contrastato. Dovremo farci i conti prima o poi!

Siamo in pieno Italian style!

 

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