C. C. del 20 dicembre: confusione per il bilancio preventivo, i rimborsi spesa della Giunta, la riscossione tributi. E il depuratore slitta al 2023 ma senza i reflui di Agnone Bagni
Parafrasando Ennio Flaiano, si potrebbe dire che “la situazione politico/amministrativa in Augusta è grave ma non è seria”. La conferma di ciò si è avuta nell’ultima seduta del 20 dicembre del 2019 quando il Consiglio Comunale, forte della valutazione dell’assessore siracusano Canto secondo cui la norma va interpretata, nonostante il parere negativo dei revisori dei conti e del segretario comunale, ha approvato il bilancio preventivo 2019-2021.
La singolare decisione è scaturita dalla necessità di mettere la Giunta in condizione di spendere un po’ di soldi nell’ultimo scorcio di tempo che separa dalle elezioni. Speriamo che almeno questo serva a rattoppare qualche voragine nelle strade dissestate della città, sistemare qualche edificio pubblico (scuole a rischio, caduta intonaci e simili), accendere qualche lampadina (ad Augusta sistematicamente le lampade del ponte rivellino sono spente per lato, a turno, come se una mano anonima provvedesse a guastarle alternativamente) e ad intervenire sulle cose più evidenti, abbandonate da 5 anni di oblio. Certo ciò consentirà anche di dare qualche risposta ai soliti questuanti che, a prescindere da chi governi, cercano di accreditarsi quali sostenitori per le prossime elezioni in cambio di qualche lavoretto e/o sussidio.
Non è mai accaduto che un Consiglio Comunale deliberasse con i pareri di legittimità contrari, ma per gli “honesti” per autodefinizione – “siccome non ci siamo messi nulla in tasca”, come declama l’assessora avvocata catanese in aula -, non ci sarà da temere nulla dalla giustizia. Singolare valutazione espressa da un legale che sa bene che il codice penale non è composto solo dalle norme relative alla corruzione, concussione e via rapinando, ma che esistono anche l’abuso di potere, il falso ideologico e simili.
Comunque sia,il Consiglio ha ritenuto di deliberare ugualmente per voce del capogruppo pentastellato – “con piena responsabilità per tutto quello che potrebbevenire successivamente”; tanto da far avanzare, in taluni, l’idea che i nostri eroi siano certi di avere “Santi in Paradiso”, forse anche perché su parecchie vicende che in altri tempi avrebbero determinato l’intervento censorio della magistratura non si è finora registrato nulla di significativo.
Se sia coraggio o incoscienza sarà, probabilmente, ciò che accadrà in seguito a stabilirlo.
Ma non è stata questa l’unica anomalia emersa nel corso della seduta.
Si è appreso, infatti, che la società Publiservizi, che supporta l’Amministrazione nella riscossione dei tributi, è stata intimata di trasferire al Comune banca dati e rendicontazione entro il 31 dicembre 2019, in quanto, opportunamente, saranno gli uffici comunali ad occuparsene.
Il responsabile del settore economico del Comune, preso in prestito dai vigili urbani di Modica, infatti, rilevando che il contratto con la Publiservizi è scaduto il 31 maggio 2017, ha disposto che va chiusa l’attività di collaborazione. Eppure il 7 dicembre 2017, con delibera 189 adottata 7 mesi dopo, mentre si confermava l’indirizzo di passare alla “internalizzazione della gestione dei tributi”, si autorizzava la “indizione di una procedura aperta ed aggiudicare in base all’offerta più vantaggiosa”, demandando al dirigente competente dell’epocal’adozione di un provvedimento di proroga tecnicacon il prolungamento, di fatto, del contratto fino alla finedel 2018, anche se il servizio si è svolto fino alla fine del 2019 e allo stato, mentre stiamo scrivendo questa nota, non sappiamo cosa stia accadendo.
La cronaca della curiosa seduta di Consiglio si completa con la bocciatura della proposta di adeguare alla realtà la cifra presente in bilancio sui rimborsi spesa della Giunta per i quattro assessori residenti fuori città che, ogni volta che si recano in Comune, richiedono il rimborso spese benzina, come deliberato dalla stessa Giunta.
In bilancio erano previsti 7 mila euro ma già in quella data una determina dirigenziale aveva impegnato una cifra quasi doppia determinando senza la rettifica, di fatto, una spesa fuori bilancio; poiché la proposta veniva dalla opposizione,la maggioranza si è astenuta determinando la bocciatura della proposta a causa degli unici due voti espressi.
Fin qui le cronache delle tragicommedie recitate a soggetto in Consiglio.
Purtroppo in questi giorni si sono aggiunte due notizie che danno la misura di come ci sia poco da ridere, e non mi riferisco alla storia infinita dell’acqua non potabile che scorre nella rete del centro storico, bensì al fatto che il commissorio straordinario, incaricato per la definizione delle procedure per la depurazione delle acque nere della città, ha comunicato che la realizzazione del depuratore slitta al 2023 e che non raccoglierà i reflui della frazione balneare di Agnone Bagni; per la zona infatti, al momento, non è previsto nessun depuratore.
Allo stato si deve ancora affidare la progettazione, per un importo di poco più 2 milioni e 500 mila euro, mentre, in via definitiva, si è stabilito che il collegamento con l’IAS non è “tecnicamente ed economicamente conveniente” mettendo la parola fine ad una querelle che durava da anni.
Infine, si è appreso che la Regione ha approvato il primo dei due progetti da 5 milioni di euro per la sistemazione del castello svevo, finanziati grazie al Patto per il Sud del governo Renzi, che, così, comincia a manifestare i suoi effetti.
Peccato che su quel patto, come ormai tutti sanno, l’Amministrazione comunale non ritenne di avanzare proposte utili, diversamente da altri comuni ed Enti (come in questo caso la Soprintendenza), e così la sistemazione delle marine, il completamento del San Domenico e la villa comunale (tutte opere che si sarebbero potute finanziare) resteranno nelle condizioni in cui si trovano a futura memoria, come testimonianza che la scarsa competenza amministrativa e l’incapacità politica sono disvalori che le popolazioni amministrate pagheranno sulla propria pelle, nonostante le chiacchiere su face book.

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