LA CANNABIS NON È UNA DROGA LEGGERA

“Sembra assodato che circa l’80% degli alunni faccia esperienza di tali sostanze e i danni cerebrali negli individui in età adolescenziale sono permanenti”

 

Incredibile a dirsi, e neanche ipotizzabile nel recente passato, quello che accade in gran parte delle classi delle nostre scuole medie.

Sembra assodato che circa l’ottanta per cento degli alunni abbia avuto esperienze con la droga. Il fenomeno passa, purtroppo, inosservato sia alle famiglie e agli insegnanti.

Trattandosi di un argomento profondamente delicato, non possiamo disporre di dati certi ma nessuno mette in dubbio le gravissime conseguenze di una diffusione così capillare delle droghe nella nostra scuola.

Fa specie pure agli addetti ai lavori la notizia che in qualche classe siano guardati con commiserazione quei quattro ragazzi che non hanno mai fumato marijuana, sui circa trenta elementi della classe.

Impensabile per chi ha i capelli bianchi considerare la fascia degli undici anni, fino ai quindici, come la più esposta alle droghe cosiddette leggere.

È forte ancora presso la popolazione la convinzione che la cannabis sia un’abitudine drogastica di tipo leggero, quasi innocua, con un discreto margine di sicurezza.

Certo nessuno si terrorizza se un adolescente è scoperto con un po’ di hashish e, in genere, si è convinti che con qualche scappellotto e punizione il fenomeno rientri subito e non lasci esiti.

Purtroppo le cose non stanno più così da tempo. La cannabis non è una droga leggera.

In ambito scientifico sembra ormai assodato che in soggetti geneticamente predisposti l’esposizione alla cannabis aumenta il rischio di uso di droghe più pesanti (eroina).

In realtà, nell’ultimo decennio anche la natura di droga leggera della cannabis è andata modificandosi per effetto sopratutto dell’introduzione di nuove tecniche di coltivazione delle varietà tradizionali (Sinsemilla) e di cultivar geneticamente modificate contenenti elevate concentrazioni di tetraidrocannabinolo (THC).

Per questo motivo il titolo delle preparazioni di marijuana nella concentrazione di THC è andato progressivamente aumentando, passando dal 4% del 1995 all’attuale 12%, tre volte più potente.

Forse anche in parte a causa di questa evoluzione, il profilo della dipendenza alla cannabis è diventato sempre più somigliante a quello delle droghe pesanti.

Ormai descritte e accertate dai medici le crisi di astinenza, caratterizzate da forte desiderio di consumare la droga (craving), irritabilità e aggressività, disforia, umore depresso, anoressia, disturbi del sonno e strani sogni, agitazione motoria.

Nell’astinenza da cannabis i sintomi fisici sono meno intensi da una parte ma forte è il desiderio di comprare nuova droga, anche e soltanto per sfuggire alla smania dell’astinenza.

Nel caso di adolescenti non è difficile che molte stranezze dei comportamenti siano attribuite ad altri fattori, fra cui le crisi adolescenziali, senza che nessuno pensi di trovarsi davanti ad un tossicodipendente, magari dodicenne, che disperatamente cerca di uscire da casa e chiede denaro con insistenza e troppa frequenza. Non sono infrequenti gli ammanchi di denaro o cose di valore in casa. Di certo sono usati per procurarsi denaro per la droga ma questa condizione è, purtroppo, sottovalutata da tutti sino allo scoppiare dello scandalo che prima o poi si verifica.

Lo stesso adolescente non vuole spesso andare a scuola e accusa malori vaghi pur di non studiare e frequentare le lezioni. Passato il momento in cui ci si deve preparare per la scuola, prolunga il sonno nelle ore mattutine perché è stato sveglio fino a notte fonda. Poi, miracolosamente, guarisce in tarda mattinata quando ogni scusa è buona per stare fuori di casa con amici della stessa risma. Il rendimento scolastico, in genere, declina pericolosamente.

Non è raro che i genitori scoprano che, sebbene ancora “bambino”, il soggetto in questione porta con sé il materiale per “rollare” e fumare tabacco.

Diventato litigioso e intollerante alle regole, muta il proprio carattere in forma radicale anche più volte al giorno.

La cannabis induce danni cerebrali permanenti negli individui in età adolescenziale.

Nonostante le notizie appena fornite non siano assolutamente rassicuranti, non è ancora venuto fuori il vero motivo per cui bisogna rivedere a tutti i livelli la percezione di allarme nei confronti della cannabis in tutte le sue forme.

Abbiamo appena confermato che il contenuto di principio attivo (tetraidrocannabinolo, THC) si è negli anni triplicato, mentre i prezzi sono calati, alla portata delle finanze di un adolescente.

L’uso giornaliero di cannabis nel corso dell’adolescenza è associato ad alterazioni dello sviluppo di aree cerebrali di natura cognitiva, a una riduzione in età adulta delle funzioni cognitive, con riduzione globale del quoziente intellettivo, a un compromesso rendimento scolastico e a una maggiore frequenza d’interruzione degli studi.

Pare che il cervello di chi ha fatto uso da adolescente di cannabis rimanga stabilmente più sottile, quasi dimagrito, pregiudicando il rendimento intellettivo per tutta la vita.

Non sono difformi le analisi provenienti dalle esperienze dirette dei medici di famiglia quando seguono lo sviluppo adulto di queste persone, costellato di fallimenti lavorativi e familiari.

Più frequente, o, meglio, doppia rispetto alla media, è la comparsa di schizofrenia in giovani consumatori di marijuana.

RICONOSCERE I SINTOMI LEGATI ALLA ASSUNZIONE DI MARIJUANA

Genitori e insegnanti: attenzione allora ai sintomi legati alla assunzione di marijuana!

I principali effetti fisici dell’assunzione di cannabis sono:

Arrossamento degli occhi, stimolazione dell’appetito, tachicardia, uno stato di paranoia, che tende a risolversi normalmente in qualche minuto o ora, perdita d’interesse allo studio o qualsiasi attività che richieda motivazione, perdita della capacità di memoria, rapidi mutamenti del carattere che si aggravano quando subentra l’astinenza.

Si raccomanda ai genitori e insegnanti grande attenzione e sorveglianza verso l’abitudine di fumare, la prima delle cose da contrastare per salvare dalla dipendenza i nostri ragazzi.

Bisogna ribadire, qui e altrove, il concetto che bastano pochi spinelli assunti in fase adolescenziale per determinare danni persistenti per tutta la vita, proprio per la coincidenza in quell’età di fenomeni di evoluzione del cervello che sono influenzati dalla presenza, anche sporadica, della cannabis.

Quali sono dunque i risvolti politici e sociali del dilagare delle droghe in Italia, anche e soprattutto negli adolescenti?

Qualora tornasse la programmazione seria e responsabile nello sfacelo della nostra politica, non possiamo nasconderci gli enormi rischi di declino cui è esposto il popolo italiano. Già la prevalenza degli anziani e il datato fenomeno della riduzione delle nascite non promettono nulla di buono.

Lasciamo ad altri la valutazione delle prospettive economiche di una nazione che ha sulle spalle un enorme debito pubblico e che spalma sui figli e i nipoti questo debito, senza avere il coraggio di tagliare l’attuale welfare.

Il colpo mortale al nostro futuro verrà proprio dal dilagare delle droghe falsamente leggere.

Ne verrà fuori una futura classe dominante, formata dagli attuali adolescenti, bacata nelle motivazioni e fallimentare nei test d’intelligenza, proveniente da un passato di una falsa signorilità che proviene dal lavoro e dai risparmi di nonni e genitori ma che non è sostenuta da un’economia sana e competitiva.

Ci troveremo giovani adulti che non avranno la molla per portarsi avanti e sostenere una dura competizione in Europa e nel mondo, formati malamente e debolmente da una scuola fallimentare che ancora continua a puntare sulla promozione sociale senza capire che è la meritocrazia l’unica legge valida per creare il futuro.

Meritocrazia che sarà pregiudicata, anche volendo, dalla vastità del fenomeno droghe leggere e alcool negli adolescenti.

Giacché dovrebbe essere il lavoro dei giovani a pagare le pensioni dei vecchi, si comprende come anche il futuro di questi anziani è compromesso.

Non si potrà cavare sangue dalle rape.

Sorprendono ancora la leggerezza e l’irresponsabilità di molti governanti e parlamentari che, davanti a sentenze recenti, tentate e ripetute iniziative di liberalizzare le droghe pseudo leggere, danno per scontata l’innocuità della marijuana.

Molto pragmatica ed efficace la brevissima dichiarazione del magistrato Gratteri che esprime con chiarezza quanto io ho appena descritto riguardo all’enorme pericolo per la psiche dei ragazzi, condannando con disprezzo l’irresponsabilità e la delinquenza manifesta di alcuni parlamentari che, impuniti, si entusiasmano nella battaglia per liberalizzare le droghe.

Povero il paese che ha bisogno di eroi, soprattutto quando ha necessità dei magistrati per governare normalmente.

 

Da leggere

TERAPIE CONTRO IL CANCRO – LA SALUTE NELL’ERA DELLA DISINFORMAZIONE. FAKE NEWS IN SANITA’ 4a PARTE

Il cancro è uno degli ambiti dove si sono sviluppate le peggiori forme di pseudoscienza …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti