Prima pensavo che lo svizzero fosse un formaggio con i buchi
Penso siano tredici metri per otto, il mio metodo empirico di misurazione questo mi dice, passi estesi lungo il perimetro del giardino, va be’, più o meno.
Io ho sempre desiderato un terreno, forse volevo fare l’agricoltora, o agricoltrice? insomma mi dovevo votare all’agricoltura.
Già state cercando se esiste agricoltora o agricoltrice, tempo perso tanto non è prevista, gli agricoltori sono maschi quasi tutti, è come trovare il participio passato di prudere, cercatelo forza e cercatemi anche un’agricoltrice, almeno mi aiuta. Il fatto è che io non mi fermo, se decido che affacciandomi dal balcone voglio vedere qualcosa di bello, poi prendo come modello il Cielo stellato di Van Gogh. Di conseguenza il vortice di stelle saranno tulipani, krokus, le stelle e la luna, narcisi, margherite. Per il resto il blu sarà verde, e via con carote, zucchine, zucche, cipolle, cavoli nella mia immaginazione vedrò tutto blu.
È da un po’ che spio i giardini dei vicini che qui si chiamano “Schrebegarten” piccoli appezzamenti di terreno dati a cittadini che se ne prendono cura. Qui sono bellissimi, con casette di legno e forni, coltivano fragole, cipolle, zucchine, rose, insomma quello che si può.
Ho letto che si fa pure a Siracusa, basta farne domanda, io se fossi a Siracusa cercherei di averlo. Da sicula non è facile capire cosa cresce qui, io per esempio vorrei coltivare i “taddi”, a “cucuzzedda” ma potrà sopportare il freddo svizzero? Quali cure speciali dovrò riservare ai miei semini siculi di cucuzzedda?
E in mezzo a questi pensieri ne sopraggiunge un altro: penso che gli agricoltori siano potenzialmente ottimi padri molto coscienziosi, come hanno imparato a prendersi cura delle piante che erano semi, così faranno lo stesso per i propri figli, ex semi. Una volta piantati poi dovranno annaffiarli, cercare di non farli ammalare e tutti i vari accorgimenti che un agricoltore conosce, che poi, a pensarci meglio, strano che la maggior parte degli agricoltori siano maschi, noi donne, in fondo, per natura siamo più inclini a certi comportamenti.
Ci pensavo mentre piantavo i tulipani: quanto sarà bello vedere spuntare le prime foglie poi i fiori, vederli diventare alti, aiutarli se storti, cercare di farli crescere dritti, sicuri di sé, pronti ad affrontare la vita, i pestatori, le intemperie, i bulli, gli incompetenti presuntuosi al lavoro, e se sono donne colleghi sessisti, quelli che vedono le donne sempre un gradino sotto, incapaci e indifese, che poi quando dimostrano di non esserlo o di farcela anche da sole, non hanno altra possibilità che infangarti o nei peggiori dei casi ucciderti.
Aspe’ ma parlavo di fiori, come sono finita a parlare di femminicidi?
Da migrata ho sempre ben definita l’immagine del panorama di Siracusa: arbusti, aranci, mandarini, limoni, fragole, patate. Non dimentico. Qui l’immagine è cambiata: betulle, pioppi, mele, ciliegi, colza, girasoli, piselli, carote e cipolle. Quando ho detto che volevo curare il mio orto subito mi hanno detto di piantare pomodori in quanto “italiana”. Io in realtà penso che pianterei pomodori in Sicilia e non qui, ogni cosa al suo posto, e con le sue radici, le radici, le proprie radici.
E che pianta sono io? Il mio nome deriva da un albero il Frassinus Ornus o Orniello, il nome Ornella lo coniò Gabriele D’annunzio per “la figlia di Iorio”, una tragedia. Mia nonna l’aveva letta e suggerì il nome ai miei. Grazie, nonna Carmela. Io sono un albero molto bello e utile, è l’albero della manna, la famosa manna, quella che nel deserto aiutò gli israeliti liberati della schiavitù in Egitto. Loro ne mangiarono per anni, ma si lamentarono che non producendo residui nel corpo non potessero defecare, è strano perché la manna ha anche un potere lassativo.
Questa storia mi ricorda un po’ i siracusani che frequentano Facebook e in particolare i gruppi riguardanti la città: il sindaco mostra che la pista ciclabile è stata ripulita e sistemata e parte altra lamentela “e allora le buche di via Torino?” Il sindaco fa riparare le buche di via Torino “e allora la spazzatura buttata per strada dai cittadini in via Piave?” Allora il sindaco fa togliere la spazzatura di via Piave “e allora i tombini di via Giarre? Gli israeliti si trovavano nel deserto, non avevano nulla da mangiare, Dio gli mandò la manna che pare sia anche un lassativo, ma niente mangiando solo manna non si defeca, e si lamentarono, volevano la carne, Dio gli manda le quaglie ma si lamentano di nuovo e insomma a questo punto sia Mosè che Dio si cominciarono a innervosire, anzi proprio si siddiarono assai di queste lamentele.
Allora Dio gli mandò una piaga, ma quale non lo so, forse niente più menta per i Mojito, o un crash di Internet o Zuckerberg che chiude Facebook, non è dato sapere. Concludendo (citazione Mike Bongiorno) amici lettori vicini e lontani (citazione Nunzio Filogamo) pianterò il frassino Orniello, (ve lo consiglia la mamma, poi si vende a 100 euro al chilo), pianterò quello che potrà crescere e essere saporito qui in Svizzera, pianterò fiori perché il bello fa bene, pianterò anche uomini sperando che crescano abbastanza da non sentire più il bisogno di mettere in ombra l’altro che li circonda per sembrare forti. A’ tout à l’heure.

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