Intervista a due ragazzi sul gioco che sta spopolando. “Il fatto di poter giocare sia da pc che da smartphone è fighissimo” “Si fanno tanti amici, è una catena”
La Civetta di Minerva, novembre 2019
A scuola, al bar, in Chiesa, al supermercato ogni luogo è buono per parlare di Fortnite. Se non sai cosa sia è perché, probabilmente, hai più di 30 anni. Cerchiamo di far chiarezza, senza la pretesa di esaurire l’argomento, parlando con Marco e Alessandro, rispettivamente 14 e 10 anni.
Domanda di rito: cos’è Fortnite?
È uno sparatutto con due modalità di gioco.
Cominciamo bene, uno sparatutto per noi comuni mortali sarebbe?
È un gioco dove si spara per vincere.
Tutto qui?
No, devi anche costruire, curarti, trovare armi…
Proviamo a raccontarlo?
Tutto parte da un’isola detta Lobby. Poi ti sposti in un autobus che vola nel cielo. Già da qui capisci che non è un gioco come gli altri.
Ancora non riesco a capire cosa possa esserci di così fantastico
Intanto è gratis, sono pochi ad esserlo e non è roba da poco. Questo lo rende davvero accessibile a tutti. Altra cosa che l’ha reso popolare sono gli eventi, quelli sono davvero una figata.
Eventi come quelli su Facebook?
No, un evento è un’azione di gruppo. Entri in partita e sai che a quella determinata ora ci saranno un sacco di persone collegate. Se tu non partecipi a questi eventi non sei nessuno. Gli eventi servono anche ad ottenere deltaplani e picconi.
Finalmente inizio a capire, il gioco ha una componente sociale. Perché parlate sempre di questo gioco? Anche ai miei tempi c’erano i videogiochi ma ognuno giocava in autonomia. Al massimo si parlava di come poter superare un livello.
Diciamo che c’è stata una rivoluzione del gioco in multiplayer, fino a qualche tempo fa non c’era. Ai tempi del Game Boy non potevi giocare con concorrenti di altre città nello stesso momento.
Quindi possiamo dire che è merito di internet?
Certo, tutto ormai è interconnesso: cellulari, elettrodomestici, persone…
Grazie a Fortnite hai fatto nuovi amici?
Sì, perché è una catena. Esistono le chat multiple su Whatsapp o su Telegram, ad esempio: Br Fortnite Italy player (una chat tra giocatori solo italiani)
Capita di offendersi in queste chat? Sono luoghi sicuri?
Io personalmente sono un fantasma. Non parlo, leggo soltanto. Ma nel gioco può capitare che qualcuno sbarelli iniziando ad offendere. A me è capitato e mi sono fatto una risata, magari per qualcuno più fragile può essere diverso. Sono gli eccessi il problema, giocando troppo si rischia di andare di matto. Mio fratello ne è la prova, lo dico scherzando chiaramente.
Quante ore al giorno giocate?
Dipende dai compiti che abbiamo. Nel fine settimana si gioca più del solito, più di tre ore. Noi siamo moderati ma ci sono casi estremi che superano le 10 ore. Mangiano a letto e dormono poche ore.
Nella mia scuola ho sentito un nome che penso sia legato a questo gioco. Chi è Ciccio Gamer?
É un youtuber famoso perché monotematico. Io preferisco i minori perché parlano anche di altro. Seguire un youtuber in realtà non serve a molto, solo a restare aggiornati sulle novità.
Come guadagnano i produttori del gioco se è gratuito?
No, forse funziona anche per questo. Il fatto di poter giocare sia da pc che da smartphone è fighissimo. Molti film come Avengers o Endgame hanno chiesto alla Epic di inserire in Fortnite dei loro personaggi. Una sorta di pubblicità al contrario. Guadagnano anche vendendo i balletti.
Questa davvero non l’ho capita. Cosa sono i balletti?
Sono dei video che servono per schernire l’avversario quando perde. Non tutti i player lo fanno, non è una cosa carina.
Non penso di aver capito molto, forse dovrei provare il gioco.
È un mondo così vasto che non si può raccontare in poco tempo, ora però devo lasciarti perché devo vedere un video del Dottor Who.
Senza incorrere nel rischio di scrivere banalità concludo con delle riflessioni post intervista:
- Il mondo corre veloce e noi adulti possiamo solo affannarci ad arrancare.
- La dimensione affettiva si sta spostando sempre di più sul piano virtuale.
- Lo schermo crea uno scudo che non protegge quanto dovrebbe.
Al netto di tutto mi chiedo cosa ci sarà dopo Fortnite e penso se sia inverosimile immaginare un’inversione di tendenza in linea con il ritrovato gusto per il vintage.
Al momento ci resta solo la speranza.

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