Gli antifascisti: “Il sindaco gli tolga la delega assessoriale o si dimetta spontaneamente”, Giuseppe Patti (Verdi): “Io con quelli non ci prenderei neanche un caffè”
La Civetta di Minerva, 20 aprile 2019
“Passione e furore nel racconto dell’album di famiglia della “destra” antimafia: dalla eredità storica del ventennio alla bandiera di Paolo Borsellino, da Angelo Nicosia a Beppe Alfano, passando per Beppe Niccolai, tra antiche battaglie e nuovi conflitti contro ogni trattativa, in difesa della “identità minacciata” e contro la deriva berlusconiana”.
Così è stato presentato l’incontro a Noto con Fabio Granata, autore del libro “Meglio un giorno – La destra antimafia e la bandiera di Paolo Borsellino”, a febbraio scorso nella sede di Casa Pound”, dibattito moderato da Andrea Insenga Azzaro, responsabile locale del movimento politico e presidente dell’associazione culturale “Aeropoema”.
E sul sito di Notonews si è subito evidenziata la particolarità dell’iniziativa: uno storico esponente di Alleanza Nazionale, assessore alla cultura nella giunta di centro sinistra che amministra Siracusa, nella sede di CasaPound!
Una scelta che ha visto l’immediata reazione di Giuseppe Patti, responsabile dei Verdi, che pur con Granata ha condiviso alcune battaglie contro l’inquinamento, anche sottoscrivendo con lui l’esposto alla Procura che avrebbe poi portato al sequestro di alcuni impianti industriali: “Io con quelli di CasaPound – ha detto Patti – non ci prenderei neanche il caffè e Granata ci presenta il libro! Come siracusano sono indignato di avere un assessore, per di più alla cultura, che dialoga con questi fascisti. Chiedo a Italia di intervenire subito. Insomma chiedo che gli venga immediatamente revocata la delega e che venga dimesso da assessore”.
E sulla stessa scia anche il coordinamento politico “CasaRossa” che, in vista delle celebrazioni per il 25 aprile, ha deciso che nel documento che si intende condividere con le altre forze democratiche che parteciperanno al ricordo della storica sconfitta del nazifascismo da parte dei partigiani, un momento più che mai di grande significato alla luce delle scelte fortemente reazionarie dell’attuale governo nazionale, occorrerà non solo esprimere “senza mezzi termini” una forte critica alla giunta comunale di Siracusa e a tutti quei consiglieri “sedicenti di sinistra” per aver taciuto colpevolmente davanti a un episodio di tale gravità – “Nessuno, in Consiglio, ad eccezione di Salvatore Castagnino, ha avvertito l’esigenza di stigmatizzare un tale comportamento” -, ma altresì chiedere le dimissioni di Granata, colpevole di aver tradito, con la sua presenza presso i nazifascisti di CasaPound, il proprio ruolo istituzionale di rappresentante dell’intera comunità siracusana.
Una polemica destinata a continuare, quindi.

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