Nella nostra provincia toccherà solo due stazioni, utilizzando poi i bus per gli ulteriori spostamenti. Sarebbe stato opportuno riattivare le linee siracusane abbandonate
La Civetta di Minerva, 20 aprile 2019
“Treni storici del gusto” è il nome della seconda edizione presentata a Catania, nella sede della Presidenza della Regione Siciliana, dal governatore Nello Musumeci, dall’assessore al Turismo Sandro Pappalardo e da Luigi Cantamessa, direttore generale della Fondazione Ferrovie che, anche quest’anno, ha messo a disposizione un ricco e prezioso parco di locomotive, automotrici e carrozze d’altri tempi.
Si inizia il 27 aprile da Siracusa con il “Treno degli agrumi e del miele ibleo” che farà tappa a Noto, nell’Oasi di Vendicari, Isola delle Correnti e, infine, Ispica. Il 5 maggio sarà la volta del “Treno dei pani e dolci votivi degli Iblei” con partenza Catania e tappa a Palazzolo Acreide e Siracusa. Mentre il 2 giugno partirà da Siracusa alla volta di Francavilla di Sicilia e Gole dell’Alcantara il “Treno dei dolci e gelati delle aree ionica ed etnea”. Il 25 agosto sarà la volta del “Treno del pane e dolcezze degli Iblei” con partenza da Catania e fermate a Siracusa e Noto. Infine, per ultimo ma non meno importante, il 27 ottobre partirà il “Treno delle scacce iblee e del cioccolato modicano” con partenza da Siracusa e tappa a Ragusa e Modica. Invece l’8 dicembre con il “Treno dello sfincione e della frutta d’inverno”, che attraverserà la provincia di Palermo, calerà il sipario di questa seconda edizione.
“La Sicilia – ha detto il presidente Musumeci – vive un momento magico in termini turistici ma non possiamo tuttavia cullarci sugli allori. Abbiamo il dovere di lavorare e di fare molto di più, aumentando la qualità dei servizi anche attraverso la collaborazione con enti pubblici e privati. I treni storici raggiungeranno località impensabili, facendo degustare ai viaggiatori prodotti tipici locali. Lo scorso anno hanno preso a bordo oltre diecimila turisti e adesso, per questa nuova edizione, le corse cominceranno prima, ad aprile e non a luglio. Siamo convinti che puntando su questo tipo di programmazione che fa leva sulla passione della gente – dal ciclismo all’equitazione, dai viaggi in treno alle prelibatezze per il palato – riusciremo a rendere la nostra offerta sempre più appagante e stimolante per tutti ed è così che la nostra regione cresce“.
“Per il secondo anno consecutivo – ha detto il direttore generale della Fondazione FS Luigi Cantamessa – i nostri treni storici torneranno a percorrere le linee ferroviarie della Sicilia che si conferma una delle regioni italiane che investono maggiormente nel settore del turismo ferroviario. Nel 2018 le locomotive hanno raggiunto i principali centri turistici dell’Isola contribuendo, in maniera determinante, al successo di tante manifestazioni culturali organizzate di concerto con gli enti locali. E anche quest’anno, da parte nostra, ci sarà un grande sforzo che testimonia la volontà di incrementare ulteriormente il nostro impegno nell’Isola grazie all’investimento che il governo ha voluto attribuire a questo settore“.
Da apprezzare sicuramente la riproposizione del grande evento che coinvolge turisti e siciliani alla scoperta di angoli e borghi che solo la Sicilia sa offrire, però… Però, perché dare come nome “Treni del gusto”, se proprio nella nostra provincia tocca solo due stazioni ferroviarie e il resto sarà collegato con autobus? I numeri dello scorso anno hanno incoraggiato chi di dovere a riproporre l’evento, ma perché non approfittare dell’ondata di turisti per riattivare le linee siracusane abbandonate? Se anche quest’anno si registreranno numeri incoraggianti perché non provare ad investire sulle linee ferrate non solo siracusane ma di tutta la Sicilia? Basti pensare all’Infiorata di Noto di maggio, evento di grande vocazione in tutta Italia. Occasioni ed eventi che richiamano l’attenzione di tanti turisti. Mettiamo i turisti a loro agio, diamo loro dei collegamenti decenti e aumentiamo l’offerta per gli spostamenti all’interno della Sicilia, mettiamoli a loro agio. Chi ne giova sono i comuni, i commercianti e tutta l’economia. La Sicilia e i siciliani vivono di turismo, non smettiamo mai di migliorarci e adeguarci alle nuove esigenze dei turisti.

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