Poco prima del trapianto di fegato smette la terapia Ha deciso di morire. È solo un atto di egoismo?

Lunedì scorso la siracusana avrebbe dovuto operarsi all’Ismet di Palermo

 

Ha 56 anni, una nostra concittadina in lista di attesa per il trapianto di fegato. Lunedì avrebbe fatto l’intervento all’Ismet di Palermo. Ha rifiutato, ha smesso ogni genere di terapia. 

Mentre migliaia di persone vivono nella speranza di sopravvivere, c’è chi come questa donna ha ceduto. Importanti interrogativi: fa bene? fa male? Si apre a questo punto con forza il solito dilemma: la vita è nostra? abbiamo l’obbligo di viverla? Perché non curarsi equivale a suicidarsi. 

Cosa si può dire di un caso del genere? Mi piacerebbe un confronto tra esperti di bioetica. 

Dove comincia e finisce la nostra libertà? Se ho la possibilità di guarire e preferisco morire, è un atto di egoismo o possiamo semplicemente appellarci al mito della libertà individuale? E Dio? Per un credente sarebbe utile avere il giudizio di un uomo di chiesa? Che cosa ne pensate? 

Quanti sono i drammi in ogni famiglia? 

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