L’on. Ficara (M5S): “Stiamo studiando le tutele per la Popolare di Ragusa”

Intervista a tutto campo. “Le bonifiche? Negli ultimi vent’anni spesi 154 milioni ma di terreni e falda si è bonificato l’8%”

 

La Civetta di Minerva, 6 aprile 2019

In questo numero ci rivolgiamo a un giovane parlamentare del M5S, Paolo Ficara, eletto alle ultime elezioni, che già avevamo intervistato in campagna elettorale trovandolo pieno di entusiasmo.

Sono passati alcuni mesi da quando ha iniziato il ruolo di parlamentare, si sente staccato dalla realtà della nostra provincia che lo ha eletto?

Il “lavoro” di un parlamentare è certo impegnativo e si svolge in aule e stanze lontane centinaia di chilometri da Siracusa. Vista da Roma, la nostra provincia può apparire giusto un puntino sulla mappa. Ma io rappresento quel puntino che poi in realtà significa migliaia di cittadini, molti dei quali ci hanno votato; e la nostra provincia merita dignità e attenzioni che io sto cercando di ottenere, insieme ai miei colleghi del MoVimento, innanzitutto sulle tematiche in cui sono impegnato personalmente, vale a dire infrastrutture e mobilità.

Sono tanti i progetti che abbiamo iniziato a sottoporre all’attenzione del ministero responsabile della rubrica e questo fin dalla nascita del governo. E grande è stata l’attenzione che il ministro Toninelli ha mostrato nei confronti della Sicilia, venendo a verificare di persona lo stato delle nostre strade, del trasporto ferroviario e le grandi opportunità che la nostra terra offre pur essendo costretta a pagare una condizione drammatica di arretratezza infrastrutturale, vero e principale ostacolo allo sviluppo economico della Sicilia.

Poi mi faccia dire una cosa. Forse noi svolgiamo il ruolo di parlamentari in maniera anomala rispetto a quello cui siamo stati abituati negli anni. Quasi ogni fine settimana con i colleghi siamo in giro per il territorio, incontriamo i cittadini, raccontiamo quello che stiamo facendo come governo e come maggioranza parlamentare, e ascoltiamo le loro istanze. Da febbraio infatti stiamo coprendo a tappeto la nostra provincia, comune per comune, con un tour che racconta cosa abbiamo fatto in questi primi mesi alla guida del paese. Tornando alla sua domanda, no non mi sento staccato dalla provincia di Siracusa. Mi ritengo, piuttosto, onorato di lavorare in trasferta per i cittadini della provincia di Siracusa.

Ha avuto modo di comprendere i meccanismi della democrazia parlamentare e come li ha trovati rispetto alle nuove problematiche per i tempi e discussioni?

In una società dove tutto accelera e va veloce dobbiamo migliorare sui tempi e sulla capacità di risposta. Ma inseguire la sola velocità può essere controproducente in un paese dove il rischio di “contaminazione”, da parte di fattori e settori esterni, è spesso presente. Quindi ben vengano alcune strettoie, se così vogliamo definire il nostro sistema parlamentare. E poi, se devo essere sincero, vivendo questa esperienza in prima persona mi rendo conto che è tutta questione di volontà politica. Se c’è quella, le dinamiche parlamentari possono essere anche veloci. A me spaventa più che altro il costo dell’apparato pubblico e in particolare quello della componente strettamente politica e dei nominati, in un periodo storico in cui i cittadini italiani in sofferenza sono tanti. Può sembrare una frase fatta ma chi li rappresenta ha il dovere di dare l’esempio.

Ecco, mi piacerebbe dare un contenuto fattuale a questa frase e su questo stiamo cercando di intervenire. Sforbiciare non ha mai dato popolarità in Italia ma noi non inseguiamo popolarità ma il bene del Paese e più equità per i cittadini, costretti a digerire i privilegi altrui. Il tema è sempre lo stesso: si può avere anche il migliore dei sistemi, ma se poi non lo interpreti con spirito onesto e genuino è la fine.

Come sa, i parlamentari del M5s restituiscono parte dello stipendio da parlamentare e io sono onorato di aver già restituito ai cittadini oltre 20 mila euro. Poi, è chiaro che delle migliorie al sistema vanno anche applicate, nel rispetto dalla Costituzione. Lei sa bene che per noi del Movimento 5 Stelle i cittadini devono essere al centro della vita politica. E di recente, grazie al contributo del ministro Riccardo Fraccaro, abbiamo approvato alla Camera una legge importantissima, che introduce il referendum propositivo e migliora quello abrogativo. La legge è pensata per combattere l’astensionismo e valorizzare al massimo la volontà di chi va a votare. Eliminerà il quorum di partecipazione del 50% degli aventi diritto al voto, introducendo l’unica soglia del quorum di approvazione al 25%, sia per il referendum propositivo che per quello abrogativo. In questo modo si incentiva la partecipazione degli elettori, in modo che a decidere siano sempre più persone. Non accadrà più, come in passato, che a decidere sia chi sceglie di non partecipare, perché non si raggiunge il quorum di partecipazione. Era un paradosso inconciliabile con il concetto stesso di democrazia. E poi presto in discussione ci sarà la legge per il taglio del numero dei parlamentari …

Ha avuto scontri verbali con altri parlamentari di altri partiti conoscendo il loro voler essere contrari per partito preso, oppure perché auspicavano soluzioni migliori e più fattibili?

Non parlerei di veri scontri ma essendo il confronto, anche duro, il sale della vita parlamentare non nascondo che ci sono stati degli scambi di vedute accesi. Poi c’è da dire che una cosa è il lavoro d’aula e un’altra i lavori in commissione. In commissione ci si confronta apertamente, in aula invece tutto è molto teatralizzato, tutto a favore di telecamere e ad uso e consumo dei tg. Credo che la politica tradizionale sia infastidita dai nostri metodi, forse preoccupata o spaventata dal dovere cercare davvero soluzioni e risposte ai problemi. Veniamo da decenni di molte chiacchiere e pochi fatti e vedere adesso che invece quello che diciamo lo facciamo (reddito di cittadinanza, quota 100, imprese) sta sparigliando carte e innervosendo chi sul temporeggiare e creare clientela ha forse speculato per anni ed anni.

In quale commissione si è insediato?

Sono componente della Nona Commissione che si occupa di trasporti, poste e telecomunicazioni. Credo molto in uno sviluppo sostenibile della mobilità, in Sicilia e in Italia. Sono relatore di un progetto di legge per il Car Sharing e il Car Pooling e ho sostenuto diversi provvedimenti in materia ambientale. Il mio impegno è convinto: pensi che io mi sposto con la bici elettrica a Siracusa e a Roma ho imparato a utilizzare i mezzi pubblici in maniera combinata. Un sogno poterlo fare, in forma ovviamente ridotta, anche nella nostra città. Chissà, i progetti non mancano.

Mi sto dedicando molto anche al tema del trasporto ferroviario. E poi infrastrutture stradali e concessioni autostradali, anche se non sono temi specifici della mia commissione, ma della commissione ambiente. Senza dimenticare il lavoro costante sui rapporti finanziari tra lo Stato centrale e la Sicilia, l’irrisolta questione dello Statuto siciliano e la drammatica situazione delle province siciliane, in particolare quella di Siracusa.

Quali benefici per la provincia e città di Siracusa ha tratto finora dalla sua esperienza?

Domanda rischiosa. Chi si loda, s’imbroda. Diciamo, realisticamente, che in pochi mesi di governo è difficile apportare benefici concreti e che mi riterrò soddisfatto se alla fine del mio mandato la situazione della nostra provincia risulterà migliorata rispetto a prima che entrassi nelle istituzioni come rappresentante dei cittadini. L’impegno per riuscirci lo garantisco. Però non dimentichiamo che ogni provvedimento che possiamo approvare a Roma, un decreto ministeriale, un capitolo di bilancio, deve poi essere messo in pratica e trasformato in realtà dalle istituzioni locali, come la Regione e le Amministrazioni comunali. Non è un alibi, piuttosto l’invito rivolto a tutti di fare bene il proprio, sempre e nell’interesse dei cittadini.

Perdonate se lo ripeto come un mantra ma è arrivato finalmente il momento di fare le cose per chi in tutti questi anni è rimasto a guardare mentre pochi si arricchivano e il merito e l’equità sparivano dai radar della politica e della vita sociale italiana.

I frutti cominciano già a vedersi, a mio avviso, almeno sui temi di mia diretta competenza. Da mesi seguo il dossier della Ragusa-Catania, i cui lavori interessano gran parte della nostra provincia, e i ritardi del Cas nella manutenzione e prosecuzione della Siracusa-Gela. Mi piace anche ricordare il risultato ottenuto per l’avvio dei lavori della fermata a Bicocca per i treni da e per l’aeroporto di Catania, il pressing costante per il completamento della velocizzazione della tratta ferroviaria Siracusa-Catania o l’accelerazione di Anas sui lavori per il ponte Cassibile. Oltre alle risorse messe a disposizione anche del Comune di Siracusa per incentivare la mobilità sostenibile, della Provincia di Siracusa e dell’Autorità di sistema portuale di Augusta in tema di progettazione.

Ha pensato, insieme al movimento o in parlamento, di discutere sulle necessarie bonifiche da effettuare? A Porto Marghera sono stati già terminati lavori di bonifiche per 750 milioni, qui da noi al di là dell’accordo di programma (regione, governo, altre istituzioni e industrie) non si è mosso nulla, e i problemi anche sanitari dipendono dalle mancate bonifiche. Il movimento ha preso a cuore la realtà meridionale e qui i suoi rappresentanti devono fare passi avanti su ciò, auspicata da tanti. Cosa dice su questo? Quali prospettive può anticipare?

Guardi, non voglio girare attorno alla domanda ma una piccola premessa va fatta. Il tempo delle chiacchiere è finito. Qui ci si è parlati solo addosso. Da quanti anni sentite parlare di bonifiche? Tanti, esatto. Troppi. Sa cosa amareggia constatare? Che negli ultimi venti anni, il SIN di Priolo fu istituito con la legge 426 del 1998, sono stati spesi oltre 154 milioni di euro e si è bonificato solo l’8% dei terreni e della falda contaminata. Meglio ha fatto la parte privata, ma il pubblico, soprattutto la Regione e i Comuni, sono molto indietro. Progetti bocciati dal Ministero perché incompleti, finanziamenti perduti: a chi diamo la colpa? Ai cittadini? C’è una classe dirigente locale che non ha saputo svolgere bene il suo mandato e il suo ruolo. Troppi interessi forse, quasi mai quelli dei cittadini.

Il nostro territorio è zavorrato da silenzi e “doppiafaccismo”: una cosa si dice in pubblico, un’altra però si fa nelle stanze dei bottoni. E così è stato anche per l’affare delle bonifiche. Non ho detto “affare” per lasciar trapelare chissà quale malefatta alle spalle. Utilizzo quel termine perché sin dall’origine del SIN di Priolo è emersa chiara la mancanza di visione e prospettiva. Un sito voluto enorme, spropositato nel perimetro perché si pensava erroneamente che lo Stato avrebbe finanziato di tutto e di più. E invece il risultato ottenuto è stato quello di ingessare il territorio.

Di recente sono stato al Ministero dell’Ambiente e insieme al Senatore Pino Pisani abbiamo presentato una interrogazione a risposta scritta su queste tematiche. Attendiamo le determinazioni del responsabile dell’Ambiente verso la zona industriale di Siracusa e l’aspetto bonifiche, con la speranza di portare il Ministro Costa a rendersi conto di persona della situazione.

Un plauso va poi alla Procura aretusea che con coraggio e convinzione si è sostituita ad enti ed organi di controllo sin qui dormienti. Della Regione, al riguardo, meglio non dire. Non riuscirei a trovare una sola parola buona. Basti pensare alla vicenda del depuratore consortile IAS. Ma loro intanto, da Palermo, parlano e parlano. Sono cittadino anche io, ogni tanto vorrei vederlo qualche fatto…

L’economia della provincia deve ripartire e le potenzialità in vari settori vi sono. Quali pensa possano essere le prossime decisioni o su cosa state lavorando nel settore agricolo e turistico?

Forse le suonerà talmente ovvio da rasentare la banalità ma per far ripartire l’economia, e penso al nostro settore agricolo ed al turismo, servono infrastrutture: strade, autostrade, porti. E servizi integrati. Chi lo ha fatto, ha vinto. Noi non dobbiamo sentirci da meno, anzi. Però i mercati viaggiano veloce, abbiamo una materia prima buonissima ma non riusciamo a farla arrivare su piazza. E nei supermercati siamo invasi da sotto prodotti tristi. Non le dà rabbia? A me si, tanta. Perché conosco la fatica e la costanza di chi produce nel nostro territorio.

A proposito: potenziamo il km zero, incentiviamo il biologico, proteggiamo i nostri prodotti. Arriva finalmente l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori, contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per “Made in Italy”. Se non difendiamo noi i nostri prodotti, non aspettiamoci che siano altri. E tutelare le produzioni vuol dire tutelare occupazione, economia e salute dei cittadini italiani.

Un altro esempio lo abbiamo dato con la recente visita in Italia del presidente cinese: stiamo riportando la Sicilia e l’Italia al centro dei traffici mondiali: via della seta, traffici commerciali, arance via aereo, apertura del mercato turistico ai cinesi. Parliamo di cose concrete, mica l’annuncite su cui si è fondata la Seconda Repubblica.

Si è aperta la questione Banca Agricola Popolare di Ragusa, che lei conosce, e come sa oltre agli azionisti della provincia di Ragusa esistono anche 3.000 azionisti nella nostra provincia. Il movimento potrebbe proporre delle informazioni e altro ai cittadini per non farli incorrere in simili circostanze? Potrebbe esserci una programmazione effettuata da formatori seri e etici. Cosa ne pensa?

Su BAPR abbiamo avviato nei mesi scorsi una interlocuzione con diversi gruppi e comitati di rappresentanti degli azionisti. E abbiamo portato la situazione della banca e dei suoi azionisti all’attenzione del MEF, grazie al prezioso aiuto del sottosegretario Alessio Villarosa. Nelle scorse settimane sono stati organizzati alcuni incontri informali per poter comprendere al meglio la situazione e lo scorso martedì 26 marzo si è insediato al MEF il tavolo tecnico di confronto con le rappresentanze degli azionisti e dei risparmiatori di BAPR che così hanno potuto avanzare le loro istanze al Ministero. Dobbiamo individuare le tutele più appropriate. Seguiranno ulteriori incontri del sottosegretario Villarosa con la Banca d’Italia e con i vertici della Banca, per arrivare a un tavolo conclusivo il prossimo 10 aprile.

Da mesi abbiamo aperto un canale di dialogo con il Governo per rassicurare gli azionisti di BAPR e far sentire loro lo Stato più vicino e valutare tutte le possibili soluzioni, sia istituzionali che normative, per offrire le giuste garanzie ai risparmiatori. Sul tema delle banche e della trasparenza c’è tanto da fare, una legislazione esiste ma spesso non è conosciuta o non viene rispettata come dovrebbe. Una maggiore informazione sarebbe ideale ma qui entriamo a gamba tesa in un settore, quello del controllo, che spetta ad organi ben precisi come la Consob e la Banca d’Italia. I colleghi delle commissioni Finanze e Bilancio sono al lavoro sulle proposte di legge per la separazione delle banche d’affari da quelle commerciali e il potenziamento delle banche territoriali. Vogliamo costruire un sistema bancario che metta al centro il cittadino e fuorigioco la speculazione con le sue pratiche scorrette.

 

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