Augusta, sì a nove ville a schiera in area asservita a spazi pubblici

Approvato il piano di lottizzazione. La storia di illegalità è emersa nel corso di una conferenza stampa dell’ing. Roberto Meloni

 

La Civetta di Minerva, 6 aprile 2019

Ad Augusta siamo alle solite? L’ing. Meloni denuncia: “Amministrazione illegale che commette sempre reati”. Questa è la clamorosa affermazione fatta il primo marzo nel corso di una conferenza stampa dal noto professionista di Augusta. La denuncia pubblica che sarebbe stata sottoposta anche all’attenzione degli organi competenti) può essere ascoltata sulla rete al link:

https://www.sloode.com/videoplayer.aspx?portalId%3D63%26VideoId%3D174747&fbclid=IwAR2VxM4eGPX7yWaAUqujcMbYDOfMKowNtjQmIlTlBG-I1nDmZOk1ZlsZNt4,

Essa narra di una serie di autorizzazioni di piani di lottizzazione nel dicembre 2017 dalla giunta comunale e dell’omessa decisione, dello stesso organo, su un altro piano di lottizzazione presentato fin dal 2006 e che, a giudizio del professionista, subirebbe prevaricazioni, ritardi e rinvii speciosi. In conseguenza, i proponenti, a fronte di queste lungaggini e percorsi contorti ed infruttuosi, hanno chiesto l’intervento sostitutivo di un commissario ad acta (l’ennesimo commissario regionale che interviene ad Augusta per inadempienze amministrative, sempre con oneri a carico dell’ente, n.d.r.) che dovrebbe esprimersi, finalmente, a breve esautorando, così, l’organo amministrativo naturale.

Non conosciamo la pratica, né ci interessa approfondirla, pur nondimeno riteniamo che chiunque si rivolga all’ente pubblico, in tempi ragionevoli, abbia diritto ad avere una risposta, qualunque essa sia, in modo da consentire a ciascuno di poter esercitare i propri diritti nelle sedi opportune. La pratica dei rinvii e delle mancate risposte è, spesso, pratica diffusa, specie nelle amministrazioni pubbliche che, in tal modo, rinviano sine die ogni decisione, aprendo spazi, volenti o nolenti, ai professionisti dello “scivolamento” e dello “snellimento” delle procedure che sempre di più condizionano le vicende amministrative del Paese (come la vicenda dello stadio di Roma di questi giorni conferma).

Le storie raccontate potrebbero essere classificate come testimonianze di ordinaria disamministrazione, caratterizzate da incertezze, incompetenze, presunzioni e pasticci che continuano a segnare sempre di più la storia di questo comune; ma quello che ha richiamato la nostra attenzione e rende di interesse pubblico le vicende denunciate è stato il riferimento a una pratica urbanistica che, a detta del tecnico, segna in maniera inequivocabile l’agire dell’amministrazione in carica: l’autorizzazione a un piano di lottizzazione per la costruzione di villette a schiera su un’area che il consiglio comunale aveva vincolato a verde e parcheggi pubblici e che quindi sarebbe inedificabile.

Dal racconto dell’ingegnere, a suo dire documentato da atti amministrativi inoppugnabili, tutto nasce dalla variante al Prg in una zona ex BR del Piano Calandra dove si è stabilmente insediato un enorme supermercato; per consentirne la realizzazione l’amministrazione del tempo, a verifica degli standard urbanistici, avrebbe imposto l’asservimento di una parte di aree della stessa particella alla destinazione pubblica; successivamente, effettuato un frazionamento della particella originaria, si sarebbe presentato un piano di lottizzazione, approvato, per la costruzione di villette a schiera sulle aree asservite a spazi pubblici determinando così una incredibile storia di illegalità e di sottrazione alla fruizione pubblica di spazi pubblici in una zona densamente popolata e segnata da un fenomeno di abusivismo selvaggio (sanato dalle varie leggi sui condoni di cui, in questi tempi, si fa ampio uso) che caratterizza inevitabilmente questa parte del territorio della città. Se le cose dovessero stare come raccontato, saremmo di fronte a un altro episodio di saccheggio della città che continua, aggravandolo, il massacro del territorio fin qui perpetrato. La vicenda presenta aspetti inquietanti che non possono essere sottaciuti o considerati nel novero della incompetenza e dell’approssimazione, stante la furbata del frazionamento che indica una volontà precipua di determinare una trasfigurazione dello stato delle cose e rispetto al quale nessuno può girarsi da un’altra parte e tuffarsi nel chiacchiericcio ordinario in cui è, da tempo, confinato il dibattito politico.

La vicenda ci sembra così incredibile che abbiamo voluto approfondirla con l’interessato, anche su sollecitazione del Direttore del giornale a cui la denuncia è apparsa clamorosa. Così abbiamo appreso che con delibera del consiglio comunale n°4 del 29/01/2007, a seguito di un parere dell’assessorato territorio ed ambiente dell’11/9/2006 dove si ponevano, nel rispetto dell’art.16 del DPRS 11/07/2000, le condizioni per assentirne la realizzazione, si operava la variante al prg necessaria all’approvazione del progetto. Tali condizioni consistevano, tra l’altro, nell’asservimento di una parte dell’area della particella 127 foglio 45 del nct complessivamente di 17.800 mq di cui 8840 venivano destinati a verde pubblico e parcheggi. Successivamente, in data 16/04/2008 veniva emessa la relativa concessione edilizia ponendo, come si legge all’art.5 della concessione, l’asservimento delle aree delle particelle 127 e 510 necessarie per la realizzazione della trasformazione urbanistica alle condizioni poste dal parere assessoriale. Alcuni anni dopo, una parte della particella 127 viene frazionata per 5433 mq assumendo nel catasto il numero 1185. in quest’ultima area venne richiesta l’autorizzazione a lottizzare per scopo edificatorio di n° 9 villette a schiera, modificando, di fatto, la destinazione d’uso dell’area precedentemente finalizzata ad usi commerciali. La Giunta municipale approvava la proposta con delibera 151 del 12/12/2016.

Sic stantibus rebus… sarebbe il caso che si intervenisse con risolutezza e che l’Amministrazione chiarisse i termini del suo operato rimettendo questa “querelle” nelle giuste mani, operando una revoca in autotutela (qualora tutto fosse causa di superficialità) o reagisse rispetto ad una denuncia così forte, chiara e inequivocabile. Ovviamente, il giornale è disponibile a raccogliere ogni valutazione dell’Amministrazione che tenda a dare una diversa interpretazione dei fatti rispetto a quanto dichiarato dall’ingegnere.

 

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