Da SR a TP undici ore di viaggio con quattro cambi treno!

Al nord l’alta velocità, a sud le ferrovie lumaca. La questione meridionale esiste, lo dimostrano i dati del report annuale Pendolaria di Legambiente

 

La Civetta di Minerva, 23 marzo 2019

Sono i numeri a raccontare i problemi per chi si sposta nelle regioni del Mezzogiorno. Al Sud storicamente circolano meno treni, ma in questi anni sono diminuiti ancora per i tagli ai regionali e agli intercity. Ogni giorno in tutto il Sud circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia. Per fare un esempio, ogni giorno le corse dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 428 contro le 2.396 della Lombardia, una differenza di 5,3 volte, ma a livello di popolazione la Lombardia conta “solo” il doppio degli abitanti siciliani (10 e 5 milioni). Per la sola Trenitalia il numero di corse giornaliere nelle regioni del sud è passato da 1.634 nel 2009 a 1.276 nel 2016, una diminuzione del 21,9%, per risalire nel 2017 a 1.488 (-9% rispetto al 2009). Il 2018 è stato un anno positivo, perché finalmente si è recuperato il numero di corse del 2009, arrivando a 1.663. Ma bisogna considerare che la qualità dell’offerta di mobilità è fatta dall’intreccio tra mobilità locale, trasporto regionale e treni nazionali. E l’alta velocità vede una sproporzione enorme fra i treni che circolano al centro-nord e quelli da Napoli verso il Sud. Numeri analoghi per quanto riguarda i treni a lunga percorrenza. Perché dal 2002 ad oggi il servizio Intercity si è ridotto sia al Nord che al Sud (con la scomparsa degli Espressi), ma al Nord l’offerta di treni ad Alta Velocità è cresciuta enormemente, mentre al Sud è molto più limitata e non coinvolge Sicilia e Sardegna. Basti pensare ai vari espressi che collegavano Siracusa a Torino Porta Nuova e Venezia Santa Lucia entrambi soppressi nell’arco degli ultimi anni.

Al Sud i treni sono più lenti sia per problemi infrastrutturali sia perché, come visto, circolano treni vecchi e non più adatti alla domanda di mobilità. In particolar modo, la nostra regione registra un’età media del materiale rotabile che si aggira sui 19,5 anni contro una media nazionale del 15,4. Analizzando la flotta ferroviaria la Sicilia è fra le prime regioni con i treni più anziani, dietro a Sardegna, Campania, Liguria e Umbria, il 58,9% della flotta siciliana è formato da treni con più di 15 anni, contro una media nazionale del 40,5%. Bisogna però ammettere che nel triennio 2015-2018 l’età media del materiale rotabile è diminuita del tre per cento.

Muoversi da una città all’altra, su percorsi sia brevi che lunghi, obbliga a viaggi di ore e a dover scontare numerosi cambi obbligati anche solo per poche decine di chilometri di tragitto, mentre le coincidenze e i collegamenti intermodali rimangono un sogno. Alcuni esempi? La Ragusa-Palermo dove ormai solo tre collegamenti al giorno effettuano il percorso tutti con un cambio impiegando quasi quattro ore e mezza per arrivare a destinazione, in peggioramento rispetto alle quattro ore di due anni fa. L’emblema della condizione ferroviaria siciliana purtroppo tocca alla Siracusa-Trapani, con solo due corse disponibili per raggiungere l’altro estremo dell’Isola. 11 ore di viaggio condite da ben 4 cambi treno (Siracusa-Messina, prendere Messina-Palermo, Palermo-Piraineto e dulcis in fundo Piraineto-Trapani). Una delle principali cause di questi “viaggi della speranza” è la mancanza di doppio binario in gran parte dell’isola: su 1490 km di rete ferroviaria, solo 193 è a binario doppio. Basta un semplice paragone con il Lazio dove su 1350 km di rete, ben 1002 km sono a doppio binario, cioè il 74% contro il misero 13% della Sicilia.

A nostro avviso si deve cambiare il modo di pensare, inutile potenziare solo le tratte che collegano il Sud a Roma. Bisognerebbe investire maggiormente nello sviluppo e potenziamento infrastrutturale all’interno della Sicilia: il raddoppio della tratta Targia-Bicocca, la nuova stazione Fontanarossa in prossimità dell’omonimo aeroporto catanese, l’elettrificazione e il potenziamento della tratta “Siracusa-Ragusa-Gela”, il ripristino dei km sospesi nella tratta Palermo-Trapani via Milo, il potenziamento della metropolitana di Catania. Nelle prossime uscite andremo a trattare alcune delle opere strategiche ferroviarie che toccano la nostra provincia.

 

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