Outlet all’asta. Nessun acquirente, da 33 milioni è sceso a 10,6

Un prezzo adeguato se si pensa che a 250 euro a mq, il centro consentirebbe ogni anno introiti per quattro milioni duecentomila euro

 

 

La Civetta di Minerva, 23 marzo 2019

Dal prezzo base di 33milioni 700mila euro della prima asta a 10milioni 663mila dell’ultima, di pochi giorni fa. Questa la valutazione per l’acquisto dell’Outlet di Melilli, la megastruttura a forma di nave di Contrada Spalla, aperta nel settembre 2011 dopo non poche difficoltà e definitivamente chiusa nel novembre 2012. Una vita brevissima, recisa dal fallimento della proprietà, la Tecnall, società immobiliare, finita nel 2014 in una inchiesta della Procura di Genova per frode fiscale, in particolare, attraverso il classico gioco delle false fatturazioni, l’evasione dell’IVA per circa sei milioni di euro.

Quattro le persone indagate a vario titolo tra cui l’ad Ettore Pellegrini già coinvolto, un paio di anni prima, nell’inchiesta sulla presunta truffa ai danni della Regione Sicilia con le operazioni sui derivati Nomura. L’ipotesi indiziaria era stata allora di aver fatturato mezzo milione di euro per una consulenza inesistente a favore di un manager che avrebbe dovuto aiutarlo ad ottenere dall’Unicredit un mutuo poi ottenuto. Settantacinque milioni da investire nel territorio di Melilli, ai tempi della giunta di Pippo Sorbello, per realizzare l’ambizioso progetto di un centro commerciale di circa 70mila mq coperti, su tre livelli, che avrebbe dovuto creare 500 posti di lavoro.

Un acquisto impegnativo tutt’ oggi, per chi vorrà accettare la sfida.

Per il perito che ne aveva stimato il valore commerciale nel 2015 due le tipologie di intervento necessarie, la prima di completamento dei lavori lasciati incompiuti, infatti anche al momento della sua apertura non tutti i negozi erano terminati o fruibili dal pubblico. In realtà il Fashion District non ha mai avuto piena funzionalità proprio come oggi accade al centro commerciale di Epipoli che anzi si svuota sempre di più senza mai essere andato a regime, a riprova di una saturazione del territorio invaso dalle grandi strutture di vendita.

Il secondo intervento ritenuto necessario nella perizia quello per il ripristino di opere realizzate “non a regola d’arte” e peggiorate nel tempo per l’abbandono e la conseguente assenza di manutenzione così da recare danno anche alle parti adiacenti, quasi con effetto domino.

Di un milione e duecentomila euro la cifra quantificata nel 2012 dall’ingegnere Guido Monteforte ma solo per le principali opere da eseguire: per ridare piena funzionalità alla struttura, il calcolo fatto era stato di 60 euro a mq che, moltiplicati per i 70mila euro di estensione, significherebbero quattro milioni e duecentomila euro.

In realtà, a quanto si legge, sarebbero state rilevate diverse difformità tra l’ultimo progetto depositato e il reale stato dei luoghi, soprattutto a causa delle modifiche apportate alle unità commerciali del centro e delle varianti esterne, queste sì un vero problema perché realizzate senza i necessari nullaosta della Soprintendenza. E non sempre si sarebbero rispettati norme e limiti: il proprietario di un terreno confinante con l’outlet chiede ai magistrati, oltre a un risarcimento danni per 400mila euro, il reintegro in possesso di aree in cui, illegittimamente, sarebbero state costruite18 cabine elettriche e due serbatoi d’acqua.

E poi, per completare il quadro, c’è il capitolo delle autorizzazioni: il centro, pur avendo aperto, è risultato sprovvisto dell’autorizzazione allo scarico dei reflui fognari – per arrivare alla condotta pubblica si sarebbe servito, previo accordo, della rete fognaria di un’altra ditta – né si sarebbe dotato dei certificati di agibilità e di prevenzione incendi.

Ma nonostante tutto qualche imprenditore potrebbe ancora vederci una convenienza nell’acquisto: nell’ipotesi di una piena occupazione delle unità commerciali, calcolando secondo precise stime un canone medio di locazione annuale pari a 250 euro a mq,il centro consentirebbe ogni anno introiti per quattro milioni duecentomila euro.

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