Diego Bivona: “Utile un confronto coi soggetti titolati del territorio”. Assenti figure rappresentative del sindacato nonostante la problematica sia cruciale per Augusta
La Civetta di Minerva, 23 febbraio 2019
Come è noto, il quadro strategico nazionale della direttiva Dafi auspica la realizzazione in Italia entro il 2030 di un’infrastruttura di stoccaggio e distribuzione di Gnl capace di gestirne 3,2 milioni di tonnellate su scala nazionale e ipotizza almeno cinque depositi costieri da 30-50 mila metri cubi e 800 stazioni di servizio; il porto di Ravenna è già stato individuato come nodo destinato a rafforzare il proprio ruolo nel Gnl in virtù del suo inserimento nella Rete transeuropea dei trasporti e la Edison ha ottenuto il via libera ambientale al progetto di deposito costiero di GNL nell’area portuale di Santa Giusta-Oristano, con un impianto dotato di sette serbatoi e una capacità di diecimila metri cubi di GNL con un sistema di accosto e ormeggio in grado di ospitare imbarcazioni di capacità massima pari a 27 mila 500 metri cubi, oltre a una rete di trasferimento e distribuzione del gas che dovrebbe servire tutte le possibili utenze regionali terrestri (stazioni di servizio, imprese, reti cittadine) e marittime con l’acquisizione di una “bunker vessel” da 27 mila metri cubi che potrà sia rifornire depositi costieri sia navi in mare.
In questo contesto è stato organizzato un interessante seminario presso la sede di Confindustria a Siracusa, che si è svolto giovedì 14 febbraio, sulla natura e sulle caratteristiche del GNL quale fonte energetica non inquinante e, in particolare, sul suo impiego nel trasporto marittimo.
Come si ricorderà, era stata sollevata da questo giornale l’opportunità di avviare un dibattito sulle implicazioni che la decisione europea e nazionale di avviare una politica di decarbonizzazione e quindi della riduzione dell’uso dei combustibili fossili come principale fonte di energia avrebbe, inevitabilmente, determinato nel nostro territorio. In verità, a parte qualche ambientalista tradizionale e qualche studioso della problematica, questa sollecitazione era stata pressoché ignorata; adesso, finalmente, l’iniziativa dell’AdSP di ipotizzare la realizzazione di un deposito GNL nell’area portuale di competenza sembra avere risvegliato i dormienti.
Sempre il nostro giornale ha ospitato opinioni diverse sul tema per sostenere un confronto di merito e dare voce a chiunque avesse qualcosa da dire. Ovviamente questo ha comportato approcci diversi che, comunque espressi, hanno dignità di essere ascoltati. Così, sono state registrate voci in positivo e voci opportunamente preoccupate sulle specifiche criticità presenti nel nostro territorio, sulla sua fragilità intrinseca dovuta a fattori oggettivi (sismicità, alta concentrazione di opifici industriali, scarsa organizzazione della rete di protezione civile e financo pericoli di effetto domino in caso di incidenti o di attentati). Tutte le considerazioni svolte finora si fondano su dati e presupposti oggettivi, pur nondimeno è necessario, e non più rinviabile, affrontare con decisione e serietà la problematica legata alle fonti inquinanti e allo sviluppo dell’economia del nostro territorio.
È ormai consapevolezza comune che l’uso dei combustibili petroliferi determina pesanti effetti sull’inquinamento del pianeta in generale e nel nostro territorio in particolare. Oggi, la scelta, assunta nella conferenza di Parigi sul clima dalla comunità mondiale ha segnato una svolta e l’UE e l’Italia hanno assunto decisioni conseguenti e, nonostante il presidente americano abbia deciso di contrastarla ignorando i molteplici appelli del mondo scientifico sulla pericolosità dell’aumento della temperatura del pianeta, la UE ha imboccato una strada decisa verso la decarbonizzazione impiegando risorse finanziarie e impostando un cronoprogramma puntuale che vedrà nel 2022 l’anno di svolta per l’abbandono dell’uso prevalente dei combustibili fossili nella produzione di energia.
In questo scenario l’AdSP ha assunto, anche per prepararsi alla crescita impetuosa della domanda, una iniziativa per valutare modi e possibilità di dotare il sistema portuale della Sicilia orientale di un deposito GNL al fine di consentire il bunkeraggio nel porto alle sempre più numerose navi che adottano e adotteranno questo carburante in alternativa al fuel.
Il seminario si è sviluppato su un percorso sostanzialmente informativo sui vantaggi dell’uso del GNL. Ha introdotto il Prof. Lanzafame, ordinario di sistemi per l’energia e l’ambiente all’università di Catania, il quale si è soffermato ad illustrare come l’uso del GNL come fonte energetica abbia innumerevoli vantaggi da un punto di vista economico, ambientale e dell’efficienza energetica, sottolineando in particolare che l’uso del metano ha il principale vantaggio di non produrre CO2 con i benefici che ciò comporta a livello ambientale. Si è poi soffermato a riflettere sugli effetti che l’aumento dei bisogni energetici a sostegno dello sviluppo potranno avere sulla qualità della nostra vita se non si frenano gli effetti dell’aumento della temperatura nel globo con disastri ambientali e modificazioni del clima, già evidenti in tante parti del pianeta; concludendo il suo intervento introduttivo, ha sottolineato che il processo in corso (ovvero quello dell’uso di fonti energetiche alternative al petrolio) sia, ormai, inarrestabile anche in ragione del bilancio energetico complessivo e che, quindi, i territori si devono attrezzare per adeguarsi alla trasformazione che sarà sempre più rapida ed impetuosa.
Il seminario è proseguito con le relazioni di due giovani ingegneri, Antonio Maneri e Rosina Barbuscia (italiani che lavorano all’estero, n.d.r), che hanno illustrato le tecniche che presiedono l’uso del GNL nel trasporto marittimo e nel bunkeraggio riferendo di esperienze da loro svolte in Norvegia e nei paesi scandinavi dove l’uso del GNL è consolidato da tempo e dove si sono affrontati, compiutamente, tutti gli aspetti tecnici che comporta l’uso del gas come fonte energetica sia da un punto di vista ambientale, economico e della sicurezza.
In particolare, l’ing. Maneri ha illustrato i vari tipi di soluzione per garantire il bunkeraggio in sicurezza, mentre la ing. Barbuscia ha sottolineato come le normative internazionali abbiano posto stringenti condizioni per assicurare un livello di sicurezza pressochè assoluto nell’uso del GNL a bordo.
La parte tecnica del seminario si è conclusa con una illustrazione da parte dell’ingegnere Mario Dogliani, della fondazione CS Mare, che ha discusso il contesto giuridico/normativo nazionale ed europeo in cui si posiziona l’utilizzo del GNL in un sistema integrato mondiale. Ha rappresentato come l’aumento vertiginoso della domanda di gas abbia creato situazioni paradossali quali quello di arrivare ad organizzarne il trasporto del GNL su autobotti da Barcellona ai porti italiani vista la limitata presenza di depositi nel sistema paese, dove, come al solito, si rileva l’assoluta carenza nel meridione. Ha poi illustrato le diverse modalità con cui può essere soddisfatta la richiesta di gas nelle aree portuali nelle more di una generale elettrificazione delle banchine, soluzione ottimale al fine di abbattere drasticamente le emissioni nelle aree portuali e nei territori circostanti, ma evidenziando, però, come nel medio periodo non esista una concreta alternativa all’uso del GNL per rientrare nei parametri di un inquinamento minimo stabilito dagli accordi internazionali.
Fin qui i contenuti dell’incontro, poi gli interventi di corredo tra cui quello del sindaco di Augusta che, opportunamente, dichiarandosi d’accordo con l’uso del GNL ha chiesto di tenere nel dovuto conto le criticità presenti nella zona industriale e di promuovere un approfondimento sui temi della sicurezza legati alla specificità del territorio.
In effetti va rilevato che, in apertura, il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona, promotore dell’incontro, aveva premesso che l’obiettivo del seminario era quello di aprire uno spazio informativo non esaustivo della problematica al fine di informare il territorio sui temi oggetto dell’iniziativa dell’AdSP affinché essa fosse affrontata su un piano di concretezza senza quegli isterismi “che nel passato ci hanno visto perdere occasioni di sviluppo” ma con lo scopo di avviare un dibattito e un confronto tra tutti i soggetti titolati presenti nel territorio al fine di giungere a scelte utili e sicure per tutti. Ha osservato che, oggi, diversamente dal passato, è presente nel territorio un patto di responsabilità sociale con tutti gli attori utili per operare scelte congrue e in linea con gli interessi di tutti sui temi della sicurezza, della tutela dell’ambiente e della sostenibilità ambientale per avviare una fase di decarbonizzazione e transizione energetica rispettosa dell’ambiente e della sicurezza. “Oggi affronteremo il problema in termini tecnico/scientifici aprendo lo spazio, in un secondo tempo, in presenza di una ipotesi progettuale, a confronti più estesi da ogni punto di vista”, ha esordito: “In ordine alla sicurezza tutti siamo soggetti alla direttiva Seveso e alle innumerevoli norme di tutela che dovranno essere il costante riferimento per ogni iniziativa”.
Il presidente dell’AdSP, Annunziata, ha concluso l’iniziativa invitando tutti a valutare con serenità e responsabilità la problematica trattata, senza scorciatoie superficiali né con aprioristiche chiusure né con strumentali o acritiche valutazioni del problema poiché si sta vivendo un periodo di grandi trasformazioni e di grandi opportunità che, se non colte, segneranno il futuro della Sicilia orientale in modo definitivo: dentro o fuori lo sviluppo, dentro o furori una politica energetica rispettosa dell’ambiente nei fatti. Ognuno si assuma le proprie responsabilità, ha chiosato.
All’iniziativa hanno preso parte diversi soggetti attivi nel dibattito ambientale e rappresentanti del mondo dell’industria, non si è notata la presenza di figure rappresentative del sindacato nonostante la problematica sia cruciale per lo sviluppo del territorio, ma d’altra parte siamo ancora all’inizio del percorso. Il tutto, come chi ci legge sa bene, è partito dalla iniziativa dell’AdSP di pubblicare un “bando” preliminare per verificare la presenza di soggetti economici qualificati a promuovere la realizzazione nel territorio di un deposito costiero small scale (3000-15000 m3) per la fornitura in modalità PTS di LNG a mezzi navali al fine di stimolare l’utilizzo su scala regionale del LNG facilitando la messa a punto dell’infrastruttura mobile per la distribuzione di LNG nell’ambito della stessa Autorità di Sistema (su banchine ad Augusta e/o a Catania), a porti adiacenti della Sicilia orientale rifornendone gli eventuali stoccaggi, all’utenza stradale dell’hinterland ed ai sistemi di produzione di energia delle isole ed arcipelaghi circostanti, attraverso soluzioni tecniche da valutare in contraddittorio.
Ebbene giorni fa, alla scadenza dell’avviso (che comunque non preclude la partecipazione di eventuali altri soggetti eventualmente interessati), sei società hanno dichiarato un loro interesse per la realizzazione del progetto; tre di livello internazionale: Edison, Snam e Sasol e tre di livello minore ma pur sempre importanti: Maxicom, Neri vulcan gas insieme alla società consortile Poseidon e Higas.
Sulla base di queste disponibilità, adesso, come è scritto nella nota per la manifestazione di interesse, per procedere alla definizione del problema le imprese saranno invitate ad una riunione formale per il confronto sulle caratteristiche tecniche e sulla eventuale modalità di realizzazione del deposito di stoccaggio; alla fine di questo primo confronto auspichiamo che l’Asdp, o la stessa Confindustria o le amministrazioni locali, promuovano un confronto pubblico sulle ipotesi tecniche proposte al fine di consentire a tutti i soggetti che rappresentano l’opinione pubblica di potersi esprimere sull’ipotesi progettuale; successivamente l’Autorità, supportata da questi confronti, potrà avviare con serenità e con la consapevolezza delle opinioni espresse la procedura concorrenziale pubblica con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. volta all’assegnazione della concessione demaniale marittima la cui efficacia esecutiva sarà, ovviamente, successiva all’ottenimento di tutte le autorizzazioni normativamente previste ai fini dell’esercizio delle attività.

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