Non domande retoriche quanto piuttosto legittime. “Nonostante le false partenze e zavorre, ora veramente ci siamo” dichiarava Angelo Di Martino nel 2016
La Civetta di Minerva, 23 febbraio 2019
Come notavamo nel nostro articolo del dicembre 2015 i lavori risultavano allora ancora in corso e non collaudati nonostante i molti anni trascorsi e sebbene l’infrastruttura, nelle dichiarazioni ufficiali di rappresentanti politici di vario colore, venisse prospettata come assolutamente necessaria, e urgente, per garantire lo sviluppo del territorio e il miglioramento ambientale che sarebbe stato determinato da una riduzione del numero di autoarticolati in giro per le strade provinciali.
E d’altra parte non si era allora neanche conseguito l’obiettivo, ambito, di offrire un’opportunità di investimento alle aziende disposte a insediarvi la propria attività commerciale: le due che risultavano sul sito internet non citavano neanche la sede di contrada Bondifè e la terza era solo un nome.
Si diceva che il costo d’affitto dei capannoni fosse assolutamente proibitivo e non in linea con quello di altre strutture nella stessa area industriale.
Dobbiamo ritenere che questo nostro servizio del dicembre 2015 non fosse piaciuto a qualcuno. Infatti, a distanza di pochi mesi, nel marzo, il magazine online di economia del mare e dei trasporti Ship2Shore pubblicava un articolo che era la risposta diretta e indiretta di quanto da noi evidenziato.
L’incipit è da riportare. Dopo aver titolato con la dichiarazione dell’ad della società Angelo Di Martino che si era ormai pronti al completamento (sic!) dell’autoporto, il giornalista scriveva: “Con poche ma precise parole il Comm.re Angelo Di Martino, Presidente della F.lli Di Martino S.p.A. – società bicefala con sede legale e operativa a Guardamiglio (Lodi) e storico quartier generale nella Zona Industriale (Piano D‘Arci) di Catania, la città da dove, in altra sede e con ben altri mezzi, tutto partì negli anni ’20 dal nonno Mariano – annuncia quanto si attendeva ormai da anni. E dette da una fonte autorevole come un imprenditore che, insieme ai fratelli, figli e nipoti, si è distinto nel mondo del lavoro acquisendo indiscutibili meriti sul campo, c’è davvero da credere che sia la volta buona, così rintuzzando una volta per tutte le voci negative che hanno logicamente aleggiato su un potenziale ‘carrozzone pubblico’ della più nota serie”.
Nel seguito dell’articolo, si ricordava il lungo iter dell’opera, che nel 2009 si era svolta “l’inaugurazione molto rumorosa del primo lotto”, ma che “nell’ultimo quinquennio nessun altro sostanziale annuncio aveva caratterizzato quella piattaforma, nelle intenzioni dei suoi padri moderno centro logistico, e che invece nei luoghi comuni più diffusi era stata – forse anche un po’ frettolosamente – etichettata come la classica, ennesima cattedrale nel deserto. Uno dei soliti peccati di ingenuità da un lato e di malversazione dall’altro in cui rischiava di cadere il nostro Sud, tanto bello e pieno di voglia di fare quanto talvolta sprovveduto e soggetto a tradimenti e raggiri. Ancora pochi mesi fa un circostanziato articolo comparso sulla stampa locale aveva appiccicato all’Autoporto di Siracusa Spa – la società di gestione partecipata dalla F.lli Di Martino – la scomoda targa di ‘infrastruttura fantasma’, con un sottotitolo che suonava come un preciso atto di accusa a una certa malagestione delle risorse pubbliche … Con una dettagliata requisitoria, l’articolista di ‘La Civetta Press’ ripercorreva le tappe di ‘sviluppo’ (?) senza lesinare severe critiche nelle domande retoriche: “a cosa o a chi serve? perché non se ne parla mai, neanche ora che è di grande attualità il futuro del porto di Augusta? Qual è il bilancio e le politiche industriali del CdA?”
Venivano quindi riportati fedelmente i dati relativi ai finanziamenti da noi già forniti per poi concludere con la svolta del momento: “Nonostante tutte queste false partenze e zavorre, adesso sembra che veramente ci siamo, a sentire i Di Martino padre e figlio (Mario). “Dopo aver vinto la gara nel 2007 ed essere entrati in quota 40% nella società con l’ASI abbiamo cominciato a fare girare le prime facilities e servizi realizzati: hotel, ristorante, lavaggio cisterne, capannone per merci, cella frigo, officina attrezzata e parcheggio automezzi. Ora abbiamo costruito 4mila mq di capannone, per un totale di quasi 8mila mq di magazzini realizzati”.
Il resto dell’articolo era un resoconto dei progetti e delle attività dei Di Martino, effettivamente un nome di peso nel settore della logistica. L’azienda siculo-emiliana infatti, nel 2012, fatturava circa 62 milioni di euro (58 milioni nel 2011) solo per le attività di trasporto e logistica della F.lli Di Martino Spa (a livello di gruppo il fatturato consolidato 2012 era stato pari a circa 150 milioni di euro) con l’obiettivo in tre anni di raggiungere i 100 milioni di fatturato diventando leader nell’area del Maghreb, in particolare in Libia e Marocco.
Ancora nell’ottobre 2016 l’ad Angelo Di Martino (anche presidente della sezione Trasporti di Confindustria Catania) auspicava che la nomina del commissario straordinario dell’Irsap, Maria Grazia Brandara (nel 2017 coinvolta nel cosiddetto caso Montante), potesse aiutare a far ripartire le attività della società e anticipava che sarebbe stata presto comunicata la data di consegna delle opere completate così da rendere finalmente operativo lo “snodo strategico per la movimentazione delle merci”.
Le domande di allora, riproposte da Giuseppe Mirabella, insieme ad altre, per una struttura che dovrebbe essere costata complessivamente 40 milioni di euro, che avrebbe dovuto avere una importantissima funzione strategica, non potranno dunque restare senza risposta.

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