“Cambiata la coop Sisifo con la Primavera, tutto è peggiorato…”. “Due giorni dopo la lettera di protesta del mio avvocato mi è stata revocata la notte, le sei ore che mi sono indispensabili”
La Civetta di Minerva, novembre 2018
Cosa accomuna la storia di Antonina a quella di Carmelo, e, riteniamo, probabilmente di altri?
Una cooperativa, anzi, più esattamente, la modalità con cui le è stato concesso di aggiudicarsi l’appalto, un ribasso del 25% con cui l’Associazione Primavera onlus, a giugno dello scorso anno, ha vinto infatti la gara per il servizio di Assistenza Domiciliare Integrata nel territorio dell’ASP di Siracusa: 12.890.606 euro su una base d’asta di euro 17.178.474.
Responsabile di questa scelta l’ex direttore generale ASP Salvatore Brugaletta, ciò nonostante lo stesso assessorato regionale avesse dato la possibilità di derogare dallo “standard” del massimo ribasso nel caso di servizi alla persona ricorrendo piuttosto all’offerta economicamente più vantaggiosa.
Racconta Antonina: “Per 8 anni ho accudito da sola Naomi. Poi dal 2010 ho chiesto e ottenuto l’assistenza quotidiana, tutti i giorni, di sei ore: tre la mattina e tre il pomeriggio. Un anno dopo sono riuscita ad avere anche l’assistenza notturna per altre sei ore. Nel complesso è andato tutto bene fino a quando a gestire il servizio c’è stata la cooperativa Sisifo ma poi, dal giugno 2017, con la cooperativa Primavera, le cose sono iniziate a peggiorare, soprattutto a causa di infermieri a volte troppo giovani, senza esperienza, persino maldestri o distratti nel seguire la terapia, nel trattare il sondino dell’alimentazione, nell’applicare le procedure di aspirazione. Sono stata costretta ad usare toni duri con il responsabile dell’Associazione dopo che ho visto messa a rischio la vita di mia figlia, e non voglio neanche ripensare alle parole che gli ho sentito pronunciare nei confronti di Naomi: “una povera cieca sordomuta”. Purtroppo non avevo accanto un uomo che potesse andare a chiederne conto”.
Ma i rapporti con la cooperativa diventano davvero critici, raggiungono il punto di non ritorno, solo a seguito di una lettera dell’avvocato di Antonina che mette per iscritto quello che non va, anche richiamando al rispetto della privacy della propria assistita (che sarebbe stata violata da chi frequenta quotidianamente la casa).
“Dopo solo due giorni da questa lettera, il 7 settembre, appellandosi a un decreto regionale che non esiste, mi è stato tolto il turno notturno, proprio quello per me indispensabile. Durante il giorno, anche quando sono presenti gli infermieri, evito di allontanarmi da casa ma il riposo notturno mi è indispensabile. Ho così deciso di rinunciare del tutto all’assistenza domiciliare e ho informato sia l’Asp che la cooperativa che dal primo ottobre non avrei più aperto a nessuno, in attesa che le cose cambino”.
Le stesse lamentele di Carmelo che sebbene nel luglio scorso abbiano avuto grande eco mediatica non sono servite a migliorare la qualità dell’assistenza della moglie, affetta da sla, che rivendica ella stessa per sé, attraverso la voce metallica del lettore oculare, competenza professionale e rispetto per la propria dignità chiedendo l’impiego di personale femminile ogni qualvolta occorra. Un braccio di ferro, quello tra Carmelo, critico nei confronti del coordinatore della cooperativa sordo alle sue richieste, e la cooperativa stessa, pronta a far intervenire anche le forze dell’ordine per “sedare” le intemperanze dell’uomo, che a quanto pare è destinato a risolversi solo con l’intervento della magistratura.
Dunque, alla base dell’insoddisfazione delle famiglie degli assistiti, le due maggiori criticità: l’indisponibilità del coordinatore (nonché alcuni suoi atteggiamenti) nell’andare incontro alle esigenze da loro espresse e l’inadeguatezza, in alcuni casi, degli operatori sanitari.
Mancano, secondo Carmelo e Antonina, quella continuità e professionalità che potrebbero probabilmente essere garantite solo da un personale fisso, regolarmente contrattualizzato, e non a partita IVA. Non sappiamo dire se in questo caso ci sia o meno una violazione di legge ma le disfunzioni, a quanto pare, restano tutte.

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