CIAO, PINO PENNISI, ANZI… PINO PANINO

E’ scomparso un grande amico e sostenitore de La Civetta, stimato in tutta la città. Moltissimi i messaggi di solidarietà, di ringraziamento, di saluto per una persona straordinaria. Lo ricordiamo con una parte dei messaggi pervenuti in redazione

 

La Civetta di Minerva, 8 giugno 2018

Viola Attardo – Ciao Pino, sono sicura continuerai a raccontare storie e inventare giochi fantastici anche da lì, chi ha fatto l’Arciragazzi non può dimenticare la passione e l’importanza che davi per far nascere un sorriso in un bambino. “Perché le fiabe dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti”.

Luciano Bongiovanni – Se ne va un altro pezzo dello scoutismo siracusano di frontiera. Parte del clan cittadino agli albori dell’Agesci post unione fra Asci ed Agi. Innovativo ed innovatore con ARCI ragazzi nel canalizzare il loro entusiasmo in momenti di svago e di crescita. Formatore di tanti giovani che sul suo esempio si sono dedicati ai giovani. Potrei continuare ancora ma vi annoierei. Prego per lui e per la sua famiglia. Sicuramente Turi sarà lì ad accoglierlo, come fece al clan cittadino, mostrando la strada che da ora in poi percorreranno assieme. Un pensiero anche per Nora. Chissà forse stanno salendo in paradiso assieme, zaino in spalla, come fosse un hike.

Tati Sgarlata – Lo scout e il compagno Pino è tornato pienamente alla casa del Padre, continuiamo le sue battaglie per il Bene comune, le uniche che ci danno la dignità di esseri umani. Stasera alle 20 veglia di preghiera e domani funerale alle 15,30 sempre presso la Chiesa di Bosco Minniti.

Roberta Caruso – Quando ancora non esisteva la marcia dei diritti dei bambini, nella settimana del 20 novembre si andava classe per classe a parlare della Dichiarazione internazionale dei diritti dell’infanzia, mettendo in scena il tribunale dei diritti. Era il 2007, e non saprei dire se a divertirsi di più fossero i bambini o gli animatori. Grazie ancora Pino!

Arci Khorakanè – Pino è un pilastro: una delle colonne su cui regge tutto quello che ci circonda, come quelle della fiaba di Colapesce, del resto le fiabe sono il suo mondo.

Dagli anni ’80 ad oggi, ogni bambino siracusano ha beneficiato del suo impegno, in un modo o nell’altro. Chiunque abbia mai incrociato la vita associativa, la militanza politica, la cittadinanza attiva ha ricevuto l’imprinting di Pino Pennisi, il primo saluto della res-pubblica, il battesimo di un impegno civile che si oppone all’indifferenza. Senza di lui la parola Arci a Siracusa avrebbe difficoltà ad esistere, come Libera, Legambiente e tutte le altre che ci vengono in mente.
Pino ha vissuto di buona politica e di cattiva politica è morto: oggi siamo orfani. 

Come nella fiaba scopriamo una colonna mancante.

Ma Pino è ben lontano dall’essere sconfitto: lascia un esercito di soci, compagni, cittadini, lettori, elettori, formati per combattere le stesse battaglie, per spazzare via quel mondo di cattiverie che ha tentato invano di sfinirlo. Un altro dei suoi scherzi, il più bello: tanti Cola a reggere quella colonna incrinata. Ci ha insegnato a portare avanti un mondo migliore: fatto di storie da raccontare, libri da leggere, leggende da interpretare, sfide da cogliere e vincere.

E noi continuiamo a bordo di questo ludobus sgangherato, mentre lui ancora ci fa strada sul vespone.

Alessandro Zappulla – Il suo amore per i bambini… la cifra della sua passione, del suo impegno sociale e politico, della delicatezza con cui intratteneva le relazioni interpersonali. Un privilegio per me averlo avuto amico e compagno di strada in politica. Lui se n’è andato, una perdita gravissima per la città intera. Ciascuno a proprio modo trovi in Pino ispirazione per agire i propri doveri, le proprie responsabilità. Un abbraccio forte a Carmen e Renato. Ciao Pino e arrivederci.

Sofia Amoddio – Pino se n’è andato silenziosamente e con la stessa leggerezza con cui raccontava le fiabe ai bambini, con cui faceva le smorfie per incuriosirli, se n’è andato con la dignità di chi sa che se la vita non é spesa gratuitamente per gli altri non é vita. Se n’è andato portandosi dietro la sua passione politica sempre e comunque.

Noemi Aliotta – Ci sono momenti in cui la tristezza devi viverla per forza. Tutti abbiamo un ricordo di Pino. Se guardo indietro penso alle marce per la pace, poi all’Estate ragazzi delle mie figlie bambine, all’impegno per la Bosnia, al forno di Mostar, alla Città educativa, fino al Proagon dello scorso anno a scuola. E tanti e tanti non potranno fare a meno di mettere migliaia di tasselli. “La morte si sconta vivendo”.

Liddo Schiavo – Oggi un caro amico con il quale ho condiviso tanti interessi ha lasciato la vita terrena. Caro Pino ci mancherai A nome mio, di AICS Sicilia e della Delegazione del CONI di Siracusa esprimo le più sentite condoglianze alla moglie Carmen, ai figli e a tutti coloro che lo hanno stimato e gli hanno voluto bene.

Arciragazzi Siracusa – Oggi piangiamo la scomparsa dell’impareggiabile Pino Panino, un esempio per tutti noi, adulti e bambini. Pino ci ha lasciati con un’esortazione: “Siate sempre come Giacomo di cristallo”. Noi lo faremo, glielo dobbiamo, come lo dobbiamo alla nostra coscienza di uomini liberi. Giacomo di cristallo (Gianni Rodari).

Francesco Magnano – Quando il Piccolo Principe grazie a Pino atterrò all’Arci Ragazzi. Un visionario con la passione per un’educazione liberata. Un sognatore tanto schivo con gli adulti e tanto disponibile coi più piccoli. A Siracusa grazie a lui gli ex pazienti psichiatrici conobbero la dignità umana. Questa città è in debito eterno verso di te. Abbiamo dedicato vie a galoppini e portaborse. Subito una via importante dedicata a Pino. Propongo una raccolta di firme da rivolgere subito al nuovo Sindaco di Siracusa. Ad imperitura memoria per un uomo che tanto ha donato alla nostra comunità. Grazie Pino Pennisi, grazie Carmen.

Orazio Scalorino – Che brutta notizia. Una domenica che ti lascia l’amaro in bocca. Ho appena saputo che ci ha lasciati un caro amico. Pino Pennisi non è più tra di noi. Chi lo ha conosciuto sa benissimo che Pino è stato un uomo perbene, un altruista, una persona generosa, sincera e leale. Un abbraccio a Carmen. Sii forte cara amica mia, anche se non sarà facile colmare il vuoto lasciato da Pino.

Prospero Dente – Le favole non esistono. Ci sono i cantastorie che le inventano. Con le parole sempre diverse, con gli occhi buffi e le smorfie. Con la voce che cambia. Le favole non esistono. Le racconti soltanto quando ti ricordi di essere sempre un bambino. Quando al cantastorie continui a regalare libri per bambini. E rileggi anche tu. Le favole non esistono. Le ricordi in una sera di giugno mentre guardi bolle di sapone e cuccioli d’uomo che si rincorrono. Le favole non esistono fino a quando il cantastorie non richiude il suo zainetto magico e, all’improvviso, se ne va.

Solo in quel momento la favola ha inizio. “C’era una volta Pino Panino…”

Roberto Fai – Se n’è andato stasera, Pino Pennisi. Un carissimo amico, la personificazione della Bontà e della generosità. Una vita spesa alla militanza politica, ma molto di più all’associazionismo e al volontariato civile e sociale, in particolar modoall’Arci ragazzi. Ha educato, formato, giocato e fatto giocare centinaia e centinaia di ragazzi, ragazzini, ai quali ha sempre “donato” tutte le sue energie, di più: tutto se stesso. Un pensiero affettuoso e un abbraccio a Carmen e a Renato, e a tutti i parenti. Forse, se l’impegno, la partecipazione di ciascuno di noi all’impegno civico-politico avessero (e avessero avuto) il carattere didonazione integrale, come quello speso da Pino in tutti questi decenni, la comunità – anche la “comunità politica – sarebbe migliore. Questo è l’insegnamento, l’esempio che Pino lascia in eredità a tutti noi.

Gaetano Guzzardo – Pino Pennisi ci ha lasciati. Questa sera a Siracusa prima di moderare i dibattiti al Foro Siracusano nel corso dell’iniziativa elettorale di Fabio Moschella, dal palco avevo voluto ricordarlo e salutarlo con affetto. Si sentiva la sua mancanza nell’animazione dello spazio dei bambini. E i presenti l’hanno salutato con un applauso. Mai avrei immaginato che dopo un’ora sarebbe arrivata la notizia che nessuno di noi avrebbe mai voluto ricevere: la sua dipartita. Pino è parte della storia politica e dell’associazionismo di tanti, anche della mia e da tantissimi anni. Storia che resta nel mio cuore e nella mia memoria. Ciao Pino, mi mancherà, ci mancherà, la tua vitalità.

Gianfranco Damico – Avevo 16 anni appena compiuti, ero all’alberghiero, e la mia vita era quella che era: non male. Non avevo alle spalle una famiglia di intellettuali, giocavo a calcio con compagni che neanche loro, no, avevano alle spalle famiglie di intellettuali, ma erano accadute queste disavventure economiche, e stavo scoprendo alcune cose sui libri, e in verità mi sentivo un po’ solo. Un bel po’ solo. Un giorno a scuola venne uno. Era strano, aveva un megafono, e cominciò a parlare di questa cosa: il comitato studentesco cittadino. A me mi parve una cosa non male, e poi quel tipo mi incuriosiva: apparteneva a un altro mondo; e io forse cercavo altri mondi. Mi avvicinai. Lui mi disse perché non vieni; ma non è roba mia; che ne sai che non è roba tua?

E mi ricordo benissimo me a cavallo del mio Ciao azzurro scassato sul ponte verso Ortigia e un crepuscolo ottobrino che levati. E poi arrivai lì, in via Maestranza. E lì c’erano tutti questi. E io mi sentii come quello che era venuto a portare le pizze. Erano del Classico; ohu, gente del Classico vestiti come quelli del Classico e che parlava come quelli del Classico. Ma c’erano pure quelli dello scientifico. E ce n’era uno che era del chimico, e che quando iniziò a parlare disse: “è palese che…”. Palese? Minchia, e che voleva dire? E poi c’era lui, quello del megafono, e fu felice di vedermi lì. Mi presentò a tutti mentre io avvampavo di vergogna e avrei voluto dire: vabbè dov’è la biancheria sporca? Ripasso domani a consegnarvela pulita. Ma insomma superai invece la tensione e il disagio e stetti lì ad ascoltare. Parlai credo, pure, su invito di quello del megafono. 

La sera, tornando a casa, non mi sentivo male. Anzi, era stato persino bello. Mi pareva di essermi affacciato in un altrove. E quell’altrove mi piaceva. La prima cosa che feci, a casa, fu prendermi un vocabolario e cercare “Palese”. Lo scrissi in un quaderno e ci misi accanto il significato. Poi me ne andai a letto soddisfatto.

Quel quaderno da allora si riempì. Ce ne furono altri. Ci furono le riunioni, le lotte, la fgci – anche se più che a Marx e Gramsci, io ero interessato ad Alan Watts e lo zen – l’Arci, i campi estivi, i libri, la musica, il cinema, e un sacco di altra roba. Quella gente divennero i miei amici più cari, quelli che segnano una giovinezza, e uno di loro, il signor Palese, divenne il fratello con cui ti dividi il sonno. E sempre c’era lui, quello del megafono, che mi aveva letteralmente stravolto la vita.

Quel tizio era Pino Pennisi. E oggi è morto.

In seguito avremmo fatto mille altre cose, al mio ritorno da Roma, “Sociologo”: Associazionismo, cooperazione sociale. Mille progetti bellissimi per 12 lunghi anni. Ma Pino era specializzato coi bambini e i ragazzi. Lui era l’Arci Ragazzi. Una vita di impegno e generosità a risvegliare tanti altri come me a mondi altri.

Qualche anni fa il grande dolore: il fango gettatogli addosso da una che niente sapeva di lui e di sua moglie Carmen, e di quello che avevano fatto ed erano stati. Niente! Simona Princiotta si chiamava sta tipa. Pino ne è uscito poi pulitissimo, ma con un dolore nell’anima. Come sporcato dalla stupidità, dalla balordaggine. Dalla cattiveria. Poi il tumore. Oggi la morte. Un essere umano straordinario.

La tipa è candidata al consiglio comunale.’ Fanculo. Ciao Pino. Ci scherzavamo sempre, lo sai: ti devo moltissimo. Moltissimo. Grazie, col tuo megafono. Mi cambiasti la vita. È palese. Eri giovane ancora. ‘Fanculo!

Gigi Infuso – Sarò di parte forse. Forse, perché ero suo nipote ma non mi importa. Prima di tutto era un amico, un confidente, un compagno infaticabile di tante battaglie, di giochi, sempre sorridente, gioioso e che si dava da fare per rendere tutto perfetto. Lui aveva la capacità di far vivere le favole nei volti gioiosi dei bambini che lo ascoltavano. Oggi tutto questo ci mancherà, mai io ti porterò sempre con me. Ti voglio bene zio Pino.

Carmelo Corso – Forse qualcuno di voi lo conosceva perché è stato un grande Amico e Compagno della Sinistra e del sindacato o di tutte le cause civili e di impegno politico e del volontariato solidale in questa città e nella sua provincia. Perché è stato un Dirigente storico dell’Arci e un animatore di mille battaglie e istanze progressiste. Un animatore socio-culturale con la mitica Coop. Fantasticheria, un militante storico del glorioso Collettivo per i Diritti Civili o della coop Tempi Nuovi agli albori della Riforma Basaglia.

Era Pino Pennisi, è stato molte cose, ma era sempre e soltanto Lui. Uno concreto e fantasioso allo stesso tempo che insieme alla moglie Carmen hanno tenuto vivo il senso e il significato di essere dalla parte della giustizia e della democrazia, contro ogni illegalità ed arbitrio dei potenti di turno, difensori delle cause per Tutti ma ritenute minoritarie e per questo definite con volgarità le ‘cause perse’. Era un Ragazzo eterno ed inguaribile e di Ragazzi si è occupato per tutta la vita, con passione ed impegno che lo facevano speciale ed amato. Se n’è andato, sconfitto da una natura capricciosa e a volte inclemente che non fa sconti e non concede deroghe.

Ci resta un ricordo potente di un uomo dolce e compassionevole che ha vissuto la propria vita come una sorta di Grande Gioco Scout perché Scout era rimasto per sempre, sotto un cielo stellato che lo ha ispirato sempre nelle sua fervida immaginazione. Ci mancherà un suo sorriso, un suo gesto ammiccante, una sua proposta per farci trascorrere una nuova esaltante avventura. Amico, Fratello e Compagno per l’eternità, ci scuserai se ci sentiremo un po’ più soli senza di te e se desidereremo fermarci un attimo, mentre percorriamo un qualunque sentiero. E un pensiero di te, attraversandoci, ci sarà di conforto e di sostegno.

Saresti potuto essere tante cose Pino, ma sei stato Unico ed Originale anche se ognuno si porterà nel cuore l’immagine che gli è più cara e significante in un ricordo gradito e di nostalgia perché è giusto che di qualcuno si avverta l’assenza e tu sei uno di questi di certo. Non so se a qualcuno piacerà o meno che io ti pianga anche perché sei stato un nostro piccolo-grande Eroe. Un mondo giusto non dovrebbe avere eroi o martiri, a modo tuo lo sei stato e in questo giorno noi ti rendiamo tutto l’onore ed il rispetto che un Uomo retto merita. Buona Strada Pino.

Giovanni Di Lorenzo – Era il 23 Dicembre del 1993. Tornavo dalla Bosnia con 21 profughi che, grazie alla Provincia Regionale di Siracusa, ospitammo all’Ostello della Gioventù. Alla stazione di Siracusa, ad attenderci c’era Pino Pennisi con molti altri Amici e l’immancabile Carmen. Imparai a conoscerlo. Anche se su fronti politici opposti ci siamo sempre profondamente rispettati. Ci siamo confrontati, nel massimo rispetto e con la massima lealtà. Di lui ho sempre apprezzato l’impegno per i giovani e i deboli. Quando é stato ingiustamente investito da ombre, non ho mai avuto il minimo dubbio sulla sua rettitudine ed onestà. Stasera apro Facebook e leggo che non é più tra noi. Mille ricordi mi passano davanti agli occhi. Da stasera questa Città sarà più povera. Ciao, Pino, che la terra ti sia lieve!

Antonella Fucile – Ciao Pino, oggi Siracusa perde uno dei suoi figli più prestigiosi e importanti. Sempre vicino ai più piccoli, sei stato protagonista di ogni evento e manifestazione per la tutela dei diritti dei più deboli. Con la tua tenacia, umiltà e sobrietà hai conquistato tutti noi che con te siamo cresciuti.

Cristina Aripoli – Ciao, mia grande guida… il vuoto che lasci è immenso. “Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente. Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca. Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie….” (Giacomo di Cristallo, Gianni Rodari).

Fabio Gentile – La tua estate ragazzi inizia domani e tu che fai voli via su in cielo? Ho le lacrime agli occhi, sono distrutto. Sono Animatore grazie a te da cui ho imparato tantissimo, porterò sempre ciò che mi hai insegnato caro maestro. Il tuo sorriso, la tua voglia di fare bene ai bambini e alla tua famiglia, la tua abnegazione per il sociale. Facevi mille cose ma tutte bene. Lasci un vuoto incolmabile perché tu sei grande, zio Pino. Buon viaggio.

Marika Cirone – Con Pino Pennisi se ne va un protagonista autentico e instancabile di socialità e civismo. Chi ha potuto trovarlo sulla sua strada ne ha ricevuto un benefico insegnamento: io sono tra questi e da lui ho imparato molto.

Pippo Ansaldi – Pino, ti ricordo così, da sempre, umile, generoso e altruista, sorridente e sempre disponibile con tutti, adulti e bambini, una persona splendida e sempre in prima linea. Oggi hai lasciato il mondo rendendolo sicuramente un “po’ migliore di come lo hai trovato”.

Giusi Aprile – Pino Pennisi se ne è andato… uno dei fondatori di LIBERA a Siracusa, capace di interpretarne lo spirito e di guidarne l’attività. Perdiamo una persona meravigliosa, sempre proteso verso gli altri, capace di leggere ed interpretare le dinamiche anche più complesse, perdiamo un pezzo di storia dell’associazionismo siracusano….Ciao, indimenticabile Pino.

SOS Siracusa – Per tutta la tua vita hai raccontato favole ai bambini della nostra città, dalla Mazzarrona alla Pillirina. Sei stato il simbolo dell’infanzia di più generazioni di Noi piccoli. Ci hai insegnato il rispetto per il prossimo, l’entusiasmo delle piccole cose, la forza di combattere per le proprie idee. Non ti dimenticheremo mai…

Corrado Giuliano – Compagno Pino hai fatto più che la storia dell’associazionismo siracusano, hai interpretato un capitolo, una coscienza, una passione, una utopia che hai realizzato di questa sinistra tollerante, forte, tenace, per tutti, pulita, radicale nella scelta di vita, non crediamo che possa significare qualcosa nella città celeste alla quale fermamente non crediamo, sappiamo invece con certezza tutto quello che in questa città terrena hai fatto e quello che hai lasciato e lasci e che vive di memoria praticabile, di esempio umano, umano con gli altri umani, umano con l’intero vivente del quale resti un esempio costante di testimonianza per quel mondo terreno del cui riscatto sei stato l’interprete, al quale hai portato e porti la concreta e più dignitosa attuazione verso un mondo totalmente equo ed uguale possibile, dimostrando che questo nostro percorso vitale ha tutta la piena giustificazione e motivo primo ed ultimo per il quale questa nostra esperienza umana è degna e piena ragione hai dato ad essa di esser vissuta. Grazie, grazie, grazie, grazie.

Paolo Messina – Un altro mio amico se n’è andato, Pino, l’amico dei bambini. Il sorriso sempre sulle labbra, un’agendina caotica, mille appuntamenti, qualcosa da organizzare, qualcosa da fondare.

Gli abbiamo voluto bene in tanti. E ha dato fastidio a tanti. Perché Pino rappresentava in qualche modo una minaccia. Era allo stesso tempo uno che faceva le cose, si impegnava nel “sociale” e usava (anche) lo strumento dell’impresa. Una miscela esplosiva per chi non sa nulla del sociale, nulla dell’impresa e, in generale, non sa fare.

Simona Cascio – Grazie Pino, uomo di rara generosità, esempio di connaturata integrità, costruttore di pace e tessitore di reti. Hai creduto nelle fiabe dei bambini e ne hai fatto utopie possibili per un mondo migliore.

Graziella Basile – Un vuoto, una sofferenza che si stempera solo nella bellezza e nella gioia dei ricordi. Ho condiviso parola per parola di quanto scritto e detto su di Lui. Tutte parole verissime che descrivono Pino in tutte le sue sfaccettature di uomo, amico, compagno, marito, padre, un uomo d’anima. Silenzioso, ironico, ma incisivo come pochi. Ci ritroviamo un poco più soli e smarriti di fronte a questo mistero che ci toglie un bene così grande! Ma ci restituisce anche un uomo che vive ora attraverso Carmen, Renato e possiamo riconoscerlo ancora in ognuna delle persone che l’ hanno conosciuto per un breve periodo o per tutta la vita! Io sono stata fortunata. Riguardando il mio passato nei momenti più importanti lui c’è stato sempre e sempre ci sarà! Un abbraccio infinito.

Francesco Ortisi – Il vuoto che lascia Pino è enorme e ciascuno lo avverte con chiarezza. Ma ieri, alla veglia, ho sentito con forza che proprio in questo vuoto vanno a depositarsi tutti i semi che nella sua vita operosa Pino ha sparso intorno a sé, in ciò che ha realizzato con passione e tenacia. E Pino sarà ancora con noi, tutte le volte che continueremo a nutrire e coltivare quei semi e a rallegrarci dei frutti in cui, guardando a fondo, riconosceremo ancora il suo volto.

Aldo Castello – A un grande Uomo. Al mio Amico. Ai tempi della scuola ci conoscevamo solo di vista, non ci frequentavamo. Lui allo scientifico, io ragioneria. Lui spilungone, io… non molto alto. E quindi lui grande schiacciatore di pallavolo, io sgusciante ala sinistra di calcio. Dopo le superiori, io all’Azione Cattolica del Santuario, lui scout in un’altra parrocchia, io calciatore e batterista, lui militante comunista. Credo fosse per una manifestazione contro le barriere architettoniche, alla fine degli anni ’70, che ci mettemmo a discutere animatamente. Lui, forse come membro del Club Social Luden, venne a fotografare alcuni scalini al Santuario, io gli feci notare che c’erano pure gli scivoli.

Poi io con le cooperative sociali (Iris, Consolidas), lui con la cooperativa Fantasticheria e Tempi Nuovi (era il periodo della chiusura dei manicomi e delle strutture alternative per i malati di mente). Sullo sfondo l’istituzione e il consolidamento di realtà storiche e ancora presenti come Libera, Legambiente, ma soprattutto Arci e Arciragazzi. Da lì in poi, più o meno, se la memoria non m’inganna, fu un lungo, proficuo, esaltante cammino insieme o comunque parallelo. Nacque la Marcia per la Pace (ricordo il suo intervento in Cattedrale da “non credente”), l’impegno per i profughi della Bosnia, il Forum Terzo Settore, la Rete delle Associazioni, Urban nel sociale, il GTutti, ecc.

E da quei semi, altri frutti, tutt’ora presenti. E poi ancora e mentre il Partito, poche gioie e molti dolori, io sempre più insofferente, lui sempre più tollerante e positivo. E infatti erano le sue analisi lucide, i suoi interventi pratici, diretti e operativi che mi davano speranza.

Quando la confusione e la delusione regnavano sovrane, lui si alzava e dondolandosi sulle gambe, tirava fuori la sua sintesi, evidenziava punti critici e di forza e definiva il percorso da intraprendere. Era pratico, sempre positivo e soprattutto dotato di una visione precisa e definita delle cose da fare. Si portava appresso le sue immancabili sporte, inusuali borse (di plastica o tela) dove custodiva gli archivi degli argomenti di cui doveva trattare. Tu ponevi un argomento e lui tirava fuori dalle sue borse le carte, sempre documentato.

Schivo, riservato (non stava su facebook), mai arrabbiato, semplice e modesto. Non riuscivo mai a farlo parlare male di qualcuno. Aveva lo sguardo alto, e non solo perché era spilungone, ma perché i suoi orizzonti erano più vasti dei miei. Riusciva a guardare sempre oltre.

Caro amico mio, avevo pensato a te come relatore ufficiale del mio funerale, avresti potuto trovare le parole giuste. E invece mi hai fregato. Mi mancherai, a me e alla Città che ti deve tanto.

PINO PANINOHo sfidato per tutta la mia vita il luogo comune, le frasi fatte, il conformismo, il perbenismo, la credulità, le convenzioni. Non per fare colpo o per spirito di contraddizione, ma perché ho sempre ritenuto giusto fare di testa mia. E la mia, permettetemi, non è una testa qualunque.

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